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Milano (MI), Italia

Il borgo sostenibile di Figino. Milano (2a fase)

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corte

Il progetto del “Borgo Sostenibile” prevede un insediamento di grande dimensione in rapporto all’abitato esistente di Figino, in grado di incidere profondamente sulla natura del luogo. Il lotto di progetto occupa tutto il margine sud del nucleo preesistente – un ex borgo rurale cresciuto per vicinanza alla metropoli ma ancora isolato nella campagna – ed è direttamente affacciato sui campi. Di conseguenza l’intervento necessariamente riconfigura il rapporto di Figino col territorio inedificato – la “sua” campagna, compresa nel parco Sud. Il progetto assume come tema di riferimento alla grande scala l’elaborazione di un nuovo rapporto tra costruito, spazi per la mobilità e per la pedonalità,verde attrezzato e parco rurale, studiando i rapporti sinergici tra diversi livelli di godimento, cura e presidio del territorio sottintesi da diverse intensità di fruizione e diverse modalità di gestione del verde: orti e giardini di cura diretta, cortili, giardini pubblici presidiati dalla comunità circostante, il parco attrezzato di ampia fruizione da parte dell’utenza urbana, il parco agricolo “di contesto ambientale”. Dal punto di vista architettonico, considerando una risorsa l’identità accentuata del tessuto urbano del nucleo originario, la proposta di progetto riprende scala e grana dei tessuti tradizionali consolidati, elaborandola sulla dimensione di un grande quartiere di edilizia sociale. La proposta affronta i problemi di scala, uniformità e artificialità dell’aggregato lavorando su un impianto semplice che dia una chiara gerarchizzazione dei vari livelli di complessità del progetto e si raccorda con l’abitato esistente per mezzo di una promenade, una nuova piazza e una strada che completerà la viabilità di Figino ridisegnata come zona 30 a traffico limitato. Il progetto ha elaborato una tipologia che incrocia due modelli classici di disegno urbano: quello tradizionale della casa a corte a ballatoio, che genera luoghi urbani e spazi interni molto adatti alla socializzazione di vicinato, aggregato e articolato su una dimensione da siedlung di edilizia sociale con un linguaggio architettonico domestico e familiare. Il concetto di sostenibilità ambientale è stato declinato a più scale, su più temi e ha pervaso trasversalmente il progetto con l’obiettivo di realizzare un insediamento il cui impatto fosse il più contenuto possibile in termini energetici e di uso delle risorse non rinnovabili e al contempo il più vasto possibile in termini di miglioramento delle condizioni ambientali del contesto. L’insediamento residenziale è sostanzialmente formato da una tipologia di base che richiama la forma di un 7 che aggregandosi in successione forma una “collana di corti solidali” lungo la strada per aprirsi a sud verso un nuovo parco pubblico di interfaccia con la campagna. I 321 alloggi del complesso sono organizzati per mezzo di due clusters base: un cluster quadro, la corte, da cui si accede agli alloggi ai piani terra e primo legati in duplex, e un cluster lineare, il ballatoio, che distribuisce i 2/3 piani superiori. Questi due elementi non sono solo un sistema economico di distribuzione e di accostamento razionale dei diversi tagli degli appartamenti, che saranno tutti a doppio affaccio e suscettibili di future divisioni e riaccorpamenti, ma anche un fattore di scambio, di socializzazione e di presidio volti a garantire vivibilità, socialità e sicurezza al nuovo quartiere. Inoltre il ballatoio diventerà un elemento tecnologicamente innovativo di distribuzione impiantistica e di disegno delle facciate. Gli edifici saranno realizzati con tecnologie semplici ma durevoli, con una particolare attenzione alla qualità dell’involucro: mattoni di colore bruno e sfondati di intonaco colorato, aggetti rivestiti in pannelli di legno ad alta densità con diverse possibili posizioni a seconda del fronte.

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dal parco

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piazza

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