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Cazzago San Martino (BS), Italia - Concorso - Novembre 2009
Dario Canciani, ing./arch. Matteo Massiglio
NUOVA SCUOLA MATERNA DI CAZZAGO SAN MARTINO
imago mundi
Progetto partecipante del concorso: Nuova scuola materna di Cazzago San Martino
Schizzo0006
Pubblicato il 30 Aprile 2010

INCIPIT

L’idea che muove tutta la progettazione nasce da due semplici considerazioni di base: la prima consiste nella volontà di preservare il più possibile lo “spazio verde”esistente e la vista panoramica; la seconda dal fatto che il risultato finale non fosse tanto un edificio ad “immagine e somiglianza” del suo progettista bensì un luogo adatto alla crescita dei suoi utenti: i bambini. La vista di un luogo ancora verde e poco contaminato ci ha ispirato nella scelta di “scavare” e porre gran parte dell’edificio sotto il livello stradale, pur lasciando che aria e luce naturale siano presenti in gran quantità. Per quanto concerne la seconda considerazione, estendendo la definizione di Le Corbusier della casa come “macchina per abitare”, si è pensato ad una scuola come “macchina per educare”, non nel senso quasi “militaresco” del termine ma, ricordando Sant’Agostino che diceva che “nutre la mente solo ciò che rallegra” (Le confessioni), come un luogo in cui i bambini potessero andare volentieri e, divertendosi, imparare e crescere. Ritornando un po’ bambini e pensando allora ai giochi che amano fare, ad esempio il lavorare col “pongo” o con la creta, il colorare e disegnare, il fare bolle di sapone,il costruire edifici fantastici con pezzi di legno ( o mattoncini Lego) colorati …. o semplicemente correre liberamente nello spazio, ci è apparsa l’immagine di tanti “contenitori” colorati e tondeggianti messi in relazione tra di loro e con strutture più “rigide” ed “istituzionali” . Questa dicotomia tra ciò che è tondo e ciò che è spigoloso, che dovrebbe già essere pedagogica in sé suggerendo che alcune cose si possono fare in alcuni luoghi e non in altri e viceversa, ha ispirato altri “contrasti” come spunti didattici, altre “coppie dialettiche“ come morbido e duro, luminoso e scuro, ruvido e liscio, naturale ed artificiale, caldo e freddo,…. che si è cercato di tradurre in architettura. Ci piace pensare che il bambino semplicemente muovendosi all’interno di questo edificio, che è una molteplicità e quindi una sorta di “imago mundi”, possa fare esperienze significative e formative.

IL PROGETTO

Mettendo a fuoco le due istanze di partenza abbiamo quindi scavato il terreno oggetto di intervento (per circa due metri) per inserire, quasi “piantare”, una sorta di grande scatola (seminterrata nei lati est, ovest e nord e totalmente aperta a sud) all’interno della quale porre grandi contenitori colorati e tondeggianti a ricordare tutto ciò che è libertà, spensieratezza e protezione, dall’abbraccio materno al pallone, dalle bolle di sapone ai caldi piumoni dei letti. Questo livello è occupato dalle cinque sezioni di scuola materna coi suoi locali correlati (mensa, cucina,spogliatoi, uffici) e spazi comuni. Ci sono poi spazi chiusi e ben delimitati, spazi “dentro” le pareti e spazi “tra gli oggetti”, spazi all’aperto ma coperti dove si può stare anche quando piove o c’è molto sole, e spazi totalmente aperti e verdi … dove si sperimenta la natura o, per meglio dire, diversi “gradi” di natura: dal legno grezzo di pavimentazione, alla terra battuta, al prato alla “foresta”. Il giardino-parco è stato concepito quasi come il prolungamento della pianta dell’edificio: tante “isole” verdi o attrezzate all’interno della quali si svolgono “attività” diverse, alcune libere (ad esempio correre) altre “protette” (come ad esempio le aiuole di fiori recintate). Sopra la grande scatola, che ha come “coperchio” un prato verde, trovano alloggiamento le due sezioni di micronido in un contenitore colorato dalla forma rotondeggiante che ricorda le sezioni materne al piano inferiore. Anche qui i piccoli ospiti trovano spazi chiusi, semiaperti, aperti ma coperti e un ampio prato verde sul quale giocare. Questa scelta di due “livelli” assicura una certa separazione tra età diverse che porta con sé attenzioni e problematiche differenti pur affermando una necessaria sinergia ed un comune scopo ludico-educativo. Si accede al piano della materna ed a quello del nido attraverso due comode rampe che divengono anch’esse esperienza spaziale e sensoriale: una passeggiata in cui, passo dopo passo, lo spazio cambia sia perché cambia l’altezza si perché si passa da uno spazio esterno scoperto ad uno sempre esterno ma coperto sino a giungere ad uno coperto ed interno. I due piani sono connessi anche internamente da una scala ed un ascensore di servizio.

MATERIALI E SOLUZIONI

La grande scatola-contenitore, visto la volontà di seminterramento, verrà realizzata in calcestruzzo armato gettato in loco come del resto la copertura piana sarà realizzata come solaio a piastra alleggerito con sfere plastiche (tipo “Cobiax”) al fine di diminuirne il peso e quindi il costo delle strutture che la reggono. La fondazione sarà a platea visto che lo scavo per la soluzione semipogea già porta il piano inferiore ad una quota che fa presupporre buone caratteristiche meccaniche del terreno (un edificio tradizionale avrebbe richiesto la creazione di un solaio a livello terra, di un interrato e quindi di fondazioni) Le tre grandi aule materne saranno costruite con struttura portante in pannelli di legno (sandwich tipo “Xlam” già isolate termicamente) rivestiti all’esterno con lamiere forate e microforate a formare una facciata ventilata, mentre all’interno necessitano di una semplice rasatura. Finestre di diversa dimensione e posizione consentiranno l’adeguata relazione interno-esterno sia in termini di illuminazione che di aerazione ma soprattutto permetteranno ai vari utenti di diversa “dimensione” di far esperienza del mondo esterno, sia quando sono sdraiati a terra, sia quando sono seduti o in piedi. Le pareti interne e di divisione tra aule e spazi comuni saranno in cartongesso. Pareti mobili permettono con facilità e versatilità la modificazione di tali spazi e la creazione, ad esempio, di aree dormitorio all’interno delle sezioni stesse. La scelta di tali materiali accoglie la necessità di una prefabbricazione e quindi della velocizzazione delle operazioni di costruzione. Le lamiere avranno, come accennato, diversi colori al fine di accelerare e facilitare il senso di appartenenza e riconoscibilità, come del resto saranno colorate con identici colori anche le pareti verso i luoghi comuni interni a più classi; si è scelto invece il bianco per le pareti interne delle aule, ad eccezione di cornici di finestre e porte che saranno del colore esterno delle aule, questo al fine di non costringere un bambino (e anche gli educatori, naturalmente) a stare in un ambiente con cromatismi troppo accentuati per tante ore al giorno. La scatola che contiene la mensa sarà rivestita in ceramica di grande formato, di colore blu verso gli spazi comuni, di colori più tenui verso il suo interno. La scelta della ceramica vuol introdurre didatticamente un materiale diverso da quello che i bambini incontrano negli altri luoghi della scuola, un materiale liscio, regolare, quasi freddo che gli ricorderà luoghi famigliari come la cucina. Il colore scuro associato alla forma rettangolare, in contrasto coi colori vivaci associati a forme curve, ha lo scopo didattico illustrato in precedenza. La grande scatola sarà rivestita al suo interno dal legno, sia nel pavimento (dove si troveranno anche zone circolari sempre in legno ma trattato in modo diverso, quasi segni tracciati con la matita entro i quali si possono fare o non fare alcune cose) sia nelle pareti e nel soffitto: un materiale naturale, caldo, accogliente. Le aree esterne, sia quelle coperte sia quelle scoperte, saranno pavimentate in legno “ecologico”, (ottenuto da polvere di legno e polietilene non tossico, totalmente riciclabile) in modo tale da segnalare il passaggio tra “artificiale” e “naturale” in modo graduale, essere ad impatto ambientale nullo e necessitare di scarsissima manutenzione .

Per il nido, posto sul tetto verde, in totale analogia, si è scelta la stessa tecnologia e finitura delle aule al piano inferiore. Il tetto è piano e verde per contenere i consumi energetici. Ai piani si accede attraverso due rampe coperte di materiali e tecnica simile: si tratta di due “C” in cemento armato colorato traforate e chiuse nel quarto lato da una vetrata dello stesso colore ma con delle “bolle” trasparenti al fine di rendere il percorso vario e ricco di suggestioni, specie nella parte iniziale dove tra le due rampe si instaura in interessante rapporto visivo e quindi di interazione.

SOLUZIONI IMPIANTISTICHE E CONSUMO ENERGETICO.

La scelta semi-ipogea dei lati meno direttamente esposti al sole (Est-nord ed ovest) porta vantaggi sulla regolazione termica sfruttando la grande inerzia termica del terrapieno e quindi permettendo una escursione termica tra estate ed inverno e tra giorno e notte assai limitata. La copertura piana trattata a prato verde segue la stessa filosofia. La facciata a Sud, vetrata ma protetta dallo sbalzo della copertura, assicura un grande apporto di calore in inverno ed una adeguata protezione nelle giornate estive. Il fatto che poi l’edificio sia interrato di due metri ma abbia un’altezza interna di quasi quattro metri permette di avere delle finestre in questa porzione fuori terra che regolano luce, aria naturale e calore (d’estate possono venire aperte e, non essendo colpite direttamente dai raggi solari, aiutare all’espulsione dell’aria calda che, essendo più leggera di quella fredda, sale naturalmente verso la copertura e quindi espulsa). Con queste scelte “architettoniche” e con l’integrazione di pannelli solari a tubi inseriti nelle panchine della copertura della “scatola” che producono l’acqua calda per i pavimenti radianti si può affermare che l’edifico sia quasi interamente autonomo dal punto di vista della regolazione termica e quindi ragionevolmente ascrivibile alla classe B con una spesa assolutamente ragionevole.

Capogruppo
Dario Canciani
Progettista
ing./arch. Matteo Massiglio
Collaboratore
Gruppo di progettazione
Marco Gandolfi
Consulente
Sostenibilità ambientale
ing. Francesco Spada
Immagini (11)
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