Planimetria di inserimento
© Carlo Carlì . Pubblicata il 02 Maggio 2010.
- Morfologia dell’area Costituisce punto di partenza la morfologia urbana del sito: il rilievo collinare sul versante sud-occidentale, lungo la direttrice di via Pirandello tra gli edifici residenziali di epoca contemporanea e la campagna, si inclina ad ovest su via Regina della Pace e ad est su via Ducezio, formando una porzione di terreno ricavato dall’area residua del parcheggio a valle. In questa zona della città, estremo lembo occidentale, la rigorosità della scacchiera urbana si sventra, le costruzioni diventano isolate e insediate sul territorio con il solo criterio delle lottizzazioni edilizie-speculative.
- Il progetto
© Carlo Carlì . Pubblicata il 02 Maggio 2010.
La soluzione progettuale proposta nasce dall’esigenza di definire, per il futuro sviluppo urbano, una composizione architettonica chiara, che possa ricucire lo strappo con la città ottocentesca.(L’asse pedonale). Da questa premessa si sviluppa l’idea di riportare un segno chiaro: posta la via Pirandello come direttrice principale, perpendicolarmente ad essa si innesta un percorso pedonale, che segue, senza stravolgerla, l’orografia del terreno.
© Carlo Carlì . Pubblicata il 02 Maggio 2010.
La funzione svolta da questo percorso verticale, oltre ad assumere valenza compositiva, è quella di relazionarsi tra le varie aree del progetto. Se sulla zona bassa del parcheggio seguendo il perimetro esistente, si stacca in elevazione, quando incontra il pendio si adagia, e sale attraverso delle rampe di scale, è in questo momento che si relaziona con il secondo elemento compositivo: i setti di terrazzamento.(I Setti). Il terreno sul perimetro del parcheggio ha una pendenza decisa, probabilmente a causa di uno sbancamento; a monte la pendenza si addolcisce per raggiungere la quota massima di via Regina della Pace. La proposta progettuale intende far comunicare le due zone diverse della stessa area, mediante l’inserimento di setti di terrazzamento, tipici della tradizione contadina siciliana.
© Carlo Carlì . Pubblicata il 02 Maggio 2010.
I muri a secco, usati in passato come contenimento dei terrazzamenti nelle zone collinari, o semplicemente come divisione dei lotti di terreno qui assolvono, oltre alla funzione di contenimento di rampe, anche quella della divisione funzionale degli spazi. Le direzioni dei setti sono dettate dalle curve di livello: a valle il primo setto detta la distribuzione dell’area, per assolvere le proprie funzioni di relazione urbana, quale parcheggio ridefinito in 18 posti auto e 5 posti pullman. L’ingresso e l’uscita del parcheggio è definito dallo spazio centrale che racchiude il chiosco e una zona a verde, posta per un adeguato inserimento della stele. Una rampa pedonale-ciclabile collega il livello del parcheggio con quella del primo terrazzamento, da qui i percorsi si dividono: l’asse pedonale sale in verticale mediante le scale, il percorso ciclabile e per disabili si dirige verso est collegandosi con il terzo elemento compositivo, la promenade architettonica.(La Promenade Architettonica). Il lato est dell’area è risolto tramite l’inserimento di una doppia rampa curvilinea, che seguendo il perimetro si snoda a partire dalla via Ducezio fino alla quota più alta di via Regina della Pace. Il percorso diventa l’occasione per la creazione di spazi fruibili, utilizzabile per il footing, per passeggiate pedonali e ciclabili, e soprattutto per essere fruita anche dai diversamente abili, contenendo la pendenza ad un massimo dell’8%. Una rampa più piccola larga 1,50m, consente di collegare via Ducezio con la Promenade.
© Carlo Carlì . Pubblicata il 02 Maggio 2010.
(Gli spazi di aggregazione). I setti definiscono e racchiudono delle aree, una sorta di “stanze all’aperto” attrezzate per l’aggregazione, la sosta e per le attività ludiche; queste sul versante ovest si trovano all’ombra di alberi che nella stagione estiva consentono refrigerio. Dei percorsi minori lungo i setti consentono la fruizione di ogni “stanza”, collegano il percorso verticale con la promenade, e si adagiano sulle porzioni di verde dei giardini.
© Carlo Carlì . Pubblicata il 02 Maggio 2010.
(Il verde). Come per le “stanze all’aperto”, i setti definiscono aree a verde che di volta in volta diventano giardini geometrici o giardini contenenti la tipica macchia mediterranea, in grado da poter essere usufruite per l’intera superficie. Attraverso i diversi tipi di percorsi la fruizione del verde può essere superficiale e rapida, come nel caso dell’asse verticale, o godibile in maniera approfondita seguendo i percorsi minori e la promenade, un luogo dove potersi rilassare – giocare – comunicare.
© Carlo Carlì . Pubblicata il 02 Maggio 2010.
(I materiali). Le scelte progettuali e di conseguenza anche quelle costruttive, sono state basate sulla soglia di spesa massima prevista dal bando, mantenendo il più possibile lo stato dei luoghi. Solo per l’inserimento delle rampe per disabili e “promenade”, e per lo spianamento delle “stanze all’aperto”, si procede ad uno scavo contenuto con successivo riporto di alcuni volumi.
© Carlo Carlì . Pubblicata il 02 Maggio 2010.
La zona dedicata al parcheggio subisce una ricollocazione dei posti auto e pullman, con asfaltatura centrale; sulla zona di uscita del parcheggio, per i percorsi e per le aree per attività, la pavimentazione è in autobloccanti di calcestruzzo. I setti, che devono assolvere anche la funzione portante, sono in calcestruzzo armato non rivestito. La sistemazione a verde è pensata utilizzando per quanto possibile, essenze di macchia mediterranea.© Carlo Carlì . Pubblicata il 02 Maggio 2010.
© Carlo Carlì . Pubblicata il 02 Maggio 2010.
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