photo by Alessandro Parise
© Paolo Mestriner - studioazero . Pubblicata il 14 Gennaio 2011.
La mostra ha presentato una scelta di materiali diversi rappresentativi del periodo industriale della provincia di Brescia, dagli anni ‘50 agli anni ‘80.
photo by Alessandro Parise
© Paolo Mestriner - studioazero . Pubblicata il 14 Gennaio 2011.
E’ stata realizzata con immagini assolutamente inedite provenienti da un importante archivio, quello dello studio fotografico Guerini che insieme ad Allegri e allo studio Negri hanno così ben documentato la storia dello sviluppo tecnologico e territoriale bresciano a partire dal dopoguerra.
photo by Alessandro Parise
© Paolo Mestriner - studioazero . Pubblicata il 14 Gennaio 2011.
L’archivio, che è rimasto nell’ombra per oltre trent’anni ed è composto da migliaia di lastre 18×24 cm b/n è stato ritrovato dall’Associazione Culturale U-TURN che ha operato una accurata selezione del materiale e ne ha ultimato il restauro per l’allestimento e l’esposizione.
photo by Alessandro Parise
© Paolo Mestriner - studioazero . Pubblicata il 14 Gennaio 2011.
L’idea dell’allestimento è stata quella di mantenere l’integrità spaziale di Sala Mazzotti. La prospettiva generata dalla struttura delle vecchie stalle è stata così valorizzata ed enfatizzata.
© Paolo Mestriner - studioazero . Pubblicata il 04 Maggio 2010.
Per questo si è deciso di optare per un allestimento orizzontale formato da moduli che corrono lungo la parte centrale della tripartizione creata dalle colonne e che si elevano dal suolo a diverse altezze a seconda dell’oggetto esposto. Il modulo base utilizzato è stato quello del cassero in resina termoplastica rigenerata per la creazione di vespai aerati, della ditta Solido, in dimensioni variabili dai 14 ai 40 cm di altezza.
© Paolo Mestriner - studioazero . Pubblicata il 04 Maggio 2010.
I casseri sono stati poi impilati per raggiungere quote di esposizione di 40, 65 e 90cm al fine di garantire la fruizione migliore delle opere esposte.
© Paolo Mestriner - studioazero . Pubblicata il 04 Maggio 2010.
La parte espositiva è stata concentrata nella zona centrale della sala, lasciando un ampio percorso perimetrale per la fruizione e il movimento intorno alla mostra.
© Paolo Mestriner - studioazero . Pubblicata il 04 Maggio 2010.
Le fotografie stampate sono state adagiate su fogli orizzontali di cartone ondulato per imballaggi della dimensione di 60×160 cm appositamente piegati per seguire i dislivelli, mentre le lastre originali 18×24 cm del banco ottico sono state posizionate su elementi in cartone inclinati e forati.
© Paolo Mestriner - studioazero . Pubblicata il 04 Maggio 2010.
Queste ultime sono state retrolluminate in modo indiretto da faretti monodirezionali con l’ausilio di appositi pannelli riflettenti che ne han fatto godere il fascino originale.
© Paolo Mestriner - studioazero . Pubblicata il 04 Maggio 2010.
Alle fotografie sono stati intervallati oggetti e riproduzioni a scala reale dei soggetti delle fotografie di Orazio Guerini. A fare da cornice alle immagini è stata inoltre selezionata una rassegna stampa di articoli di quotidiani dell’epoca tratti da microfilm storici e di interviste fatte a persone che han ricordato quegli anni.
© Paolo Mestriner - studioazero . Pubblicata il 04 Maggio 2010.
L’illuminazione principale della sala è stata fissata sulle catene delle volte centrali con l’ausilio di blindosbarre a cui sono state appese lampade Flos mod. Slpugen Brau, posizionate ad hoc sulle fotografie stampate, mentre lampade Flos mod. Archimoon Tek sono state direzionate ad illuminare le pellicole dei quotidiani.
© Paolo Mestriner - studioazero . Pubblicata il 04 Maggio 2010.
Il sistema illuminante è stato progettato per sottolineare la lettura prospettica dello spazio, lasciando i flussi dei percorsi nella penombra per focalizzarsi sulle opere esposte al centro della sala.
© Paolo Mestriner - studioazero . Pubblicata il 04 Maggio 2010.
La centralità dell’esposizione è stata garantita anche dalla pulizia degli spazi perimetrali, quali muri e mangiatoie.
© Paolo Mestriner - studioazero . Pubblicata il 04 Maggio 2010.
Tutta la mostra è stata concepita a impatto e a chilometro zero, utilizzando materiali non ancora arrivati alla fine del processo produttivo, nelle forme e finiture proprie di quello stadio.
© Paolo Mestriner - studioazero . Pubblicata il 04 Maggio 2010.
Dopo l’utilizzo, essi vengono ricollocati nello stesso punto del ciclo di vita del prodotto da cui sono stati prelevati, consentendo l’azzeramento di scarti di lavorazione.
© Paolo Mestriner - studioazero . Pubblicata il 04 Maggio 2010.
Questa operazione è stata permessa grazie alla disponibilità di aziende bresciane che hanno fornito i materiali in comodato d’uso: Flos ha messo a disposizione lampade e sistemi illuminanti presenti nel magazzino dipendenti, Centredil ha fornito i casseri Solido che aveva a magazzino, Ondapack ha procurato il cartone ondulato e Estral le barre in alluminio a sostegno dell’illuminazione.
© Paolo Mestriner - studioazero . Pubblicata il 04 Maggio 2010.
© Paolo Mestriner - studioazero . Pubblicata il 04 Maggio 2010.
© Paolo Mestriner - studioazero . Pubblicata il 04 Maggio 2010.
© Paolo Mestriner - studioazero . Pubblicata il 04 Maggio 2010.
© Paolo Mestriner - studioazero . Pubblicata il 04 Maggio 2010.
© Paolo Mestriner - studioazero . Pubblicata il 04 Maggio 2010.
© Paolo Mestriner - studioazero . Pubblicata il 04 Maggio 2010.
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