planivolumetrico
© Matteo Baralli . Pubblicata il 04 Maggio 2010.
Adolfo Natalini + Eutropia: Matteo Baralli, Luca Barontini, Jacopo Carli, Ugo Dattilo, Antonella Tundo
planimetria
© Matteo Baralli . Pubblicata il 04 Maggio 2010.
Il quartiere di Figino, una zona periferica del comune di Milano, collegata alla città e agli importanti poli metropolitani come Rho, Pero gode della vicinanza di Milano, ma in sé conserva le caratteristiche dell’antico borgo con edifici bassi della tradizione lombarda rurale, con la piazza centrale, la chiesa ed intorno costruzioni più recenti ad edilizia aperta, formata da edifici di 4-5 piani. Il progetto ha come obiettivo una rilettura dei caratteri urbani e rurali di contesto, la riproposizione degli orti urbani, per consentire una continuità filologica e architettonica con il vecchio borgo, ma in maniera rivisitata e contemporanea. L’area di progetto è un rettangolo di 110×470 m con il lato maggiore disposto sull’asse est-ovest e compresso tra il vecchio borgo abitato e il sistema degli orti nelle aree confinanti a sud. Il disegno urbano del nuovo quartiere parte da uno schema a pettine che si sviluppa creando al proprio interno una serie di corti con affacci alternati a sud e a nord che hanno lo scopo di legare e creare un dialogo tra il vecchio centro e il patrimonio degli orti verdi, come per unire quelle che sono le due radici identitarie del luogo. A nord il nuovo impianto viene legato al piccolo centro grazie ad una piazza lineare che si sviluppa per tutta la lunghezza dell’intervento e che ha il compito di recepire e contenere tutti i servizi sistemati ai piani terra, gli ingressi alle nuove piazze pubbliche, il verde e la viabilità carrabile pedonale e ciclabile. A sud, il nuovo intervento dialoga con il patrimonio naturale grazie a una serie di corti di carattere semi-pubblico, nelle quali gli abitanti delle nuove residenze possono trovare il loro spazio esterno, di svago e di relazione sociale. Le corti urbane, rivolte verso il centro abitato e quelle a sud semipubbliche, rivolte sullo spazio verde, sono messe in relazione tra di loro grazie a passaggi pedonali e ciclabili. Il nuovo insediamento si pone in dialogo con l’esistente, il verde e gli spazi pubblici creano una forte cerniera tra il già costruito e il nuovo.
© Matteo Baralli . Pubblicata il 04 Maggio 2010.
Si mira a favorire l’interazione tra gli anziani di Figino, la grande percentuale della popolazione del borgo e le giovani coppie generando forme associative più fresche e dinamiche. Il borgo assistito è in posizione centrale, facilmente raggiungibile da tutti gli abitanti, anche quelli di Figino. Il progetto ricalca l’idea spaziale, compositiva e urbanistica del vecchio borgo, con isolati che avvolgono una piazza, uno spazio comunitario, aperto però su un lato, libero sia verso il verde che verso l’esistente. L’antica concezione chiusa rivela così il suo cambiamento. Il sistema idrico dei fontanili verrà enfatizzato, due di questi saranno parte integrante di altrettante piazze, sulla sponda di un altro verrà creato un sistema integrato di percorsi e giochi per bambini.
© Matteo Baralli . Pubblicata il 04 Maggio 2010.
L’intervento si sviluppa con una serie di volumi lineari con distribuzione a ballatoio, diversamente disposti sul terreno, al cui interno si creano gli spazi comuni. Questi ballatoi preposti alla distribuzione creano una doppia pelle che rende vibranti il volume dell’edificio caratterizzando i prospetti. Questi, ai vari livelli, creano una serie di passaggi aperti e terrazze comunicanti con lo spazio esterno che offrono una possibilità di incontro e scambio sociale vissuti come una città in miniatura. Gli ingressi alle residenze avvengono tutte dalle corti semi-pubbliche. Al piano interrato si trovano i parcheggi ad un piano, ai quali si accede dalla rampa carrabile posta ad est dell’intervento, le zone per il ricovero delle biciclette e le cantine degli appartamenti. Parcheggi a raso servono le funzioni non residenziali e uno spazio preciso è stato riservato al car sharing, per la condivisione delle vetture. É stata data grande attenzione ai servizi integrativi per l’abitare, i 225 mq previsti dal bando sono stati incrementati fino a 1500 mq per garantire agli abitanti una migliore vivibilità di tutti gli spazi comuni.
© Matteo Baralli . Pubblicata il 04 Maggio 2010.
Tutti gli appartamenti godono dell’areazione trasversale che consente una maggiore salubrità degli ambienti, grazie anche ai ballatoi continui e staccati in cui circola l’aria. Per il riscaldamento delle unità abitative sono previsti pannelli radianti collegati ad un impianto solare termico posto sulle terrazze che forniranno acqua calda termica e idrica sufficiente per tutte le unità. Sempre sulle terrazze saranno posti dei pannelli fotovoltaici che garantiranno il 60% del fabbisogno energetico dell’intero complesso. Lo spazio semiprotetto della corte crea un microclima: l’aria un po’ più calda limita le dispersioni, mentre l’albedo diminuito e la presenza dell’umidità, per l’inserimento di alberi a foglia caduca, offrono uno spazio più fresco d’estate. Le abitazioni sono complete con un sistema di risparmio idrico che comprende sciacquoni a doppia mandata, ma soprattutto una raccolta delle acque bianche in due grandi vasche di fitodepurazione per il riciclo e la depurazione delle stesse per poter servire sia al sistema di flussaggio dei wc sia per la irrigazione delle aree a verde.
© Matteo Baralli . Pubblicata il 04 Maggio 2010.
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