Tavola 1
© Vincenzo Grigoli . Pubblicata il 07 Maggio 2010.
Premessa
Tavola 2
© Vincenzo Grigoli . Pubblicata il 07 Maggio 2010.
L’intera strategia progettuale di seguito proposta, mira a riqualificare un ambito periferico urbano dalla particolare condizione topografica che ha determinato le condizioni stesse della nostra ipotesi progettuale. La specificità di un luogo cinto perimetralmente da strade e già chiuso su stesso ha influito sulla decisione di costituite un “recinto” di servizi a carattere sociale dentro cui articolare un prezioso momento simbolico determinato dalla nuova configurazione della piazza che l’amministrazione comunale ha voluto dedicare agli italiani caduti nell’attentato terroristico della città iraquena di Nassirya.
© Vincenzo Grigoli . Pubblicata il 07 Maggio 2010.
Recuperare la memoria attraverso l’uso collettivo di uno spazio dalle potenzialità eminentemente sociali capace di divenire prezioso momento di raduno culturale per l’intera collettività per mezzo delle nuove infrastrutture immaginate per accogliere i diversi utilizzatori finali.
© Vincenzo Grigoli . Pubblicata il 07 Maggio 2010.
Ipotesi progettuale
© Vincenzo Grigoli . Pubblicata il 07 Maggio 2010.
Si intende realizzare a valle della soprastante area che diventerà il “giardino botanico dei cinque sensi”, in una zona che è già di per sé naturalmente racchiusa, la cavea per spettacoli all’aperto sulle cui gradonate insisteranno i nomi dei 19 caduti della strage, elemento di raccordo tra la nuova piazza “Caduti di Nassirya” ed il suddetto giardino articolato mediante una trama di percorsi pedonali per la scoperta delle essenze endemiche da toccare, annusare, osservare, gustare.
© Vincenzo Grigoli . Pubblicata il 07 Maggio 2010.
La piazza vera e propria sarà il vero protagonista della vita sociale del nuovo ambito urbano così definito, divenendo di fatto il punto di raduno delle attività immediatamente circostanti ed afferenti l’uso sociale della nuova agorà.
© Vincenzo Grigoli . Pubblicata il 07 Maggio 2010.
A definire il recinto dell’intero progetto sarà la nuova pista ciclo-pedonale che corre perimetralmente per l’intero sviluppo dell’area messa a disposizione e che nei pressi della Via Pirandello corre in quota sorretta da pilastri sotto cui insiste la zona per la sosta dei mezzi pubblici.
© Vincenzo Grigoli . Pubblicata il 07 Maggio 2010.
Terminata la cavea, in continuità con la piazza, prende forma lo snodo culturale del progetto che vede configurarsi una galleria espositiva temporanea per mostre di arte e fotografia al cui interno è presente un bookshop ed una caffetteria direttamente connessa alla piazza di fronte sulla quale si erge la nuova mediateca delimitata dall’acqua del nuovo sistema monumentale dedicato ai nostri caduti. La fonte dello specchio d’acqua presente alla quota della piazza sorge alla sommità centrale della cavea collegandosi ad essa per mezzo di un solco asimmetrico e imprevedibile scavato nella stessa che vuole simboleggiare lo shock della società civile nei confronti di un atto così feroce ed improduttivo. L’acqua come prezioso momento di meditazione ed elemento di raduno davanti la sacralità che la memoria condivisa della storia comune custodisce. In contiguità con la mediateca insiste una vasta e ritmata sequenza di pilastri sulla cui sommità è presente una leggera vela telata, immaginata come momento folcloristico per la organizzazione di fiere più o meno stagionali al termine del quale si staglia una struttura metallica reticolare necessaria per lo svolgimento degli spettacoli all’aperto estivi che trasformano così la piazza in teatro. Per quanto concerne l’arredo urbano, una sequenza di sedute è stata inserita come momento di sosta a dividere lo specchio d’acqua su cui insistono la mediateca e le 19 steli commemorative, dalla zona di sosta dei bus. Nell’immediata adiacenza di quest’ultimo, sotto il ponte della pista ciclo-pedonale che chiude di fatto il recinto della zona dei servizi, è presente un info-point di pertinenza della piazza.
© Vincenzo Grigoli . Pubblicata il 07 Maggio 2010.
L’edificio che al piano terreno racchiude caffetteria e galleria per mostre temporanee si raccorda in copertura con il percorso ciclo-pedonale divenendo nei pressi della scala che raccorda le due quote un’area di parcheggio per biciclette. Un passaggio pedonale è infine presente a dividere la fine della cavea all’aperto dallo snodo rappresentato dall’edificio precedente, raccordando inoltre la quota della piazza alla quota della strada vicina.
Una considerazione a parte merita il giardino botanico configurato sulla parete della collina dove attualmente insiste la fatiscente stele commemorativa.
Qui il progetto tenta di recuperare le istanze di rinnovamento auspicate dall’amministrazione comunale, proponendo la sponsorizzazione mediatica delle essenze endemiche della Sicilia meridionale aggettivandone la presenza attraverso la presa diretta da parte dei cittadini posti nella condizione di interagire con i relativi ambiti tematici, alberi da frutto, essenze arboree endemiche rese fruibili senza barriere alcune e democraticamente per tutti anche per i diversabili.
L’impianto dei percorsi così come avviene per l’orto botanico della città di Barcellona, si raccorda alle diverse quote della collina per mezzo di rampe che rendono facilmente praticabile a tutti l’accesso e dunque la fruizione diretta degli ambiti floreali tematici. Le essenze di cui si è immaginato l’inserimento appartengono al patrimonio floreale dell’agrigentino come il mandorlo, il pesco,l’arancio, il limone, il fico d’india, l’agave, il carrubo e altre essenze riconducibili alla macchia mediterranea.
Conclusioni
Il carattere fondativo della strategia progettuale è radicato nella convinzione che uno spazio per essere veramente sociale deve raccontare se stesso ed il luogo su cui insiste attraverso preziosi momenti per lo sviluppo culturale della comunità, sedimentando memoria, costruendo spazi capaci di radunare nuove energie sociali. Un progetto che non contempla chiusure, ne muri ne ringhiere ma percorsi dalla profonda vocazione individuale, spunto per una migliore convivenza pacifica nello sport, nella cultura, nella memoria comune.
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