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mantova (MN), Italia

Riqualificazione luoghi pubblici. Mantova

dalla stazione al lago

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tavole di progetto

La lettura attenta, a diverse scale, del contesto territoriale e urbano della città di Mantova, attraverso il rapporto stretto che oggi presenta con suo paesaggio e con il suo territorio, permette di evidenziare il delicato equilibrio tra il suo ruolo di città attrattiva (storia, cultura, festival, eventi, turismo eno-gastronomico) e un contesto ambientale ricco e complesso (lago, parchi, giardini, campi).Questa consapevolezza però permette di trasformare le apparenti contraddizioni in potenzialità per l’intera città: da un lato si dovrà far emergere le qualità storico-culturali che il tessuto urbano stesso presenta e dall’altro sarà indispensabile coniugare la rinnovata urbanità con il paesaggio circostante integrandoli con eventuali nuove infrastrutture. 2. accessibilità e mobilità: strategie per il futuro Leggendo la cartografia e le raffigurazioni storiche della città salta subito all’attenzione la originale conformazione di isola: un borgo completamente indipendente dal territorio circostante e connesso ad esso attraverso ponti facilmente controllabili. Una città fortezza che aveva nel lago la sua migliore difesa I ponti a nord, che ancora oggi permettono di raggiungere la città sia con la ferrovia che con gli autoveicoli, continuano a svolgere il ruolo di varchi preferenziali: la stazione ferroviaria e i parcheggi rappresentano dunque per il visitatore le “porte” da cui si accede alla città. Però se da un lato la mobilità collettiva da e per la città appare consolidata e la stazione dei treni perfettamente rispondente alle necessità di accessibilità, dall’altro la presenza e la sosta delle autovetture all’interno del nucleo storico comportano un deficit nella qualità della fruibilità degli spazi pubblici.Potrebbe essere auspicabile trovare collocazione dei parcheggi all’esterno del costruito, lungo la circonvallazione. In quest’ottica la presenza della stazione ferroviaria lungo la viabilità anulare suggerisce la possibilità di realizzare un parcheggio interrato nei pressi della stazione zione, integrando anche l’attuale parcheggio a raso e liberando spazio in superficie per la riconfigurazione dello spazio pubblico antistante la stazione.La presenza delle infrastrutture “pesanti” (circonvallazione e ferrovia) tra il nucleo urbano e il parco anulare sulle rive del lago rappresenta una vera e propria cesura tra il tessuto urbano, la sua complessa architettura, e il paesaggio che è la ricchezza intrinseca della morfologia del luogo. La necessità di una connessione pedonale e ciclabile appare evidente per migliorare la fruizione del parco da parte di cittadini e ospiti: essa potrà essere realizzata attraverso passerelle, che dovranno essere integrate nel disegno complessivo del progetto proposto 3. il (di)segno dei Gonzaga Il nucleo storico di Mantova ha raggiunto da almeno 500 anni la configurazione urbana che oggi possiamo ammirare passeggiando per le sue vie, grazie alla visione grandiosa dei Gonzaga: un disegno di città chiaro e organico nel suo insieme, composto da un tessuto dalle proporzioni ideali e organizzato attorno all’asse che collega il Palazzo Ducale, centro del potere, alla Villa extra moenia di Palazzo Tè. Lungo questo percorso si susseguono una sequenza di scorci visuali,prospetticamente controllati e costruiti attraverso l’architettura (cfr.Leon Battista Alberti), che culminano nella sequenza di volumi e spazi definiti dalla Chiesa di S. Andrea, Piazza Erbe, Piazza Broletto, Piazza Sordello e dal complesso del Palazzo Ducale Il bilanciamento della composizione architettonica dei fronti dell’edificato e l’apertura misurata di coni ottici su piazze, chiese e palazzi permette di misurare al visitatore la forza del tessuto storico della città: il progetto dialoga con esso in modo sensibile ed attento, concentrandosi proprio sul ritmo delle sequenze spaziali e morfologiche 4. dalla stazione al lago L’Amministrazione della città chiede di progettare un percorso che connetta la stazione ferroviaria al Lago di Mezzo collegando tra loro piazze e spazi pubblici che attualmente non hanno uno specifico disegno che li possa caratterizzare in modo unitario e organico. Si tratta dunque di configurare un nuovo asse, una sorta di filo rosso che tenga insieme a livello urbano oggetti e funzioni consolidate quali il palazzo d’Arco o l’Università e che generi contemporaneamente una identità più forte di spazi pubblici “dimenticati”. Questa percezione di incompletezza del disegno della città è stata raccolta dall’Amministrazione comunale che attraverso questo concorso cerca di ottenere spunti e visioni anche strategiche per riequilibrare la socialità e l’aggregazione dei cittadini e degli ospiti nella cornice del centro storico. 5. concept di progetto Il tema del percorso assume il ruolo di guida per l’approfondimento sulle parti della città interessate dal concorso: esso non può che iniziare dal confronto tra il nuovo collegamento e l’asse storico Palazzo Tè – Palazzo Ducale, che di fatto si risolve in una riflessione profond a sulla sequenza spaziale e sulla loro configurazione morfologica più che sul ruolo urbano da essi assunto. Il progetto individua innanzitutto una chiara gerarchia tra il percorso storico e quello nuovo, li mette a sistema invece che porli in competizione e ne definisce un chiaro carattere. Se da una parte l’asse storico rappresenta la spina dorsale del sistema “città storica” dall’altra il collegamento “dalla stazione al lago” sfrutta la ricchezza ambientale che circonda la città e cerca di ripristinare quel rapporto diretto con le sponde del lago che le necessità viabilistiche della circonvallazione hanno cancellato. In quest’ottica è sembrata una necessità progettuale quella di ricercare un elemento simbolo del paesaggio del lago (che abbraccia la città) che potesse diventare il leitmotiv del disegno complessivo e dell’intervento di riqualificazione e che marcasse il “sentiero” che consente una conoscenza alternativa di Mantova. L’osservazione delle immagini aeree della superficie del lago, i numerosi sopralluoghi e le successive ricerche hanno consentito di individuare nella foglia della ninfea il segno di riferimento cercato che, reinterpretato nella decorazione della pavimentazione, consente di riconoscere il percorso che va da una sponda all’altra del lago. I segni/riferimenti delle ninfee saranno integrati in una pavimentazione uniforme in ciottoli di fiume arricchita con innesti in piastre di pietra che segnalano aree di sosta, luoghi suggestivi o architetture di pregio, il tutto per formare una tessitura unitaria nello sviluppo del percorso, ma sempre varia e dinamica. 6. strategie progettuali Un secondo tema di riflessione del progetto – non meno importante di quello del “percorso” – è quello legato alle funzioni e agli spazi di aggregazione che questo percorso vuole connettere. Se i due capi del “filo rosso” sono le sponde del lago raggiunte attraverso le passerelle pedonali e ciclabili, lungo il suo sviluppo esso incontra importanti servizi e istituzioni culturali della città: il progetto in corrispondenza di essi disegna spazi con atmosfere e caratteri diversi e articolati in base al mix funzionale più adeguato. Stazione/Piazza Leoni – Come già rilevato nelle precedenti riflessioni sulla mobilità collettiva, la stazione ferroviaria rappresenta un polo strategico per la città, una porta che necessita di un adeguata riqualificazione nel disegno a terra delle pavimentazioni cui si aggiungono piccole strutture leggere in metallo, pensiline, parcheggio/deposito per le biciclette, stand espositivi per i prodotti tipici o informativi per gli eventi e le attività che è possibile svolgere in città e nel territorio circostante. Vista la configurazione molto allungata dell’edificio della stazione e la presenza della strada di circonvallazione, si propone di sfruttare anche lo spazio attualmente occupato dai fabbricati delle ferrovie a nord della stazione: nell’interrato è possibile realizzare un parcheggio mentre a raso saranno collocati quelle strutture leggere di servizio poc’anzi descritte. Da Piazza Leoni parte anche la passerella pedonale che si connette verso ovest al sistema del ring ciclabile sulla riva del lago Superiore mentre verso est permette di raggiungere Piazza S. Francesco passando suggestivamente sopra il canale. Via Scarsellini/Piazza d’Arco – La presenza dell’Università, del Museo di Palazzo d’Arco, l’Accademia teatrale configura questa parte del percorso come luogo deputato alla cultura e alla formazione: l’idea è quella di realizzare uno spazio dinamico che metta a sistema in modo diretto la Chiesa di S. Francesco, il cortile dell’Istituto Professionale e la sede staccata del Politecnico di Milano. In piazza d’Arco si è progettato uno spazio pubblico in cui eventi legati alle istituzioni citate o ai festival cittadini possano avere un palcoscenico adeguato. Piazza S. Giovanni – Questa piazza attualmente presenta un carattere intimo e la presenza delle alberature non fa che arricchire l’atmosfera: attraverso un semplice disegno a terra si è definito un giardino urbano, nel quale trovano posto delle vasche con arbusti fioriti e piante officinaliche si alternano alle sedute e consentono la fruizione della piazza in totale relax. Piazza Filippini/Via Virgilio – La piazza è fortemente caratterizzata dal palazzo storico che, sostanzialmente in asse con Via Virgilio, ne diventa il punto di riferimento visuale: la configurazione planimetrica permette l’inserimento di un piccolo edificio a due piani che svolge un duplice ruolo nel ridisegno complessivo dello spazio pubblico. Da un punto di vista tipologico/funzionale integra e completa gli spazi che saranno recuperati nell’edificio storico costituendo un centro civico e culturale, mentre da un punto di vista formale e compositivo genera una sequenza di piccole corti e spazi verdi minuti attraversati da Vicolo Fieno. Piazza Virgiliana – Il progetto conferma la vocazione a parco formale della piazza e completa il percorso con una passerella pedonale e ciclabile che attraversa la cortina di alberature ad alto fusto che fanno da fondale al parco, supera Viale Mincio e si connette, chiudendo il cerchio, al sistema ciclabile lungo la riva del Lago di Mezzo.

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Un secondo tema di riflessione del progetto - non meno importante di quello del “percorso” – è quello legato alle funzioni e agli spazi di aggregazione che questo percorso vuole connettere. Se i due capi del “filo rosso” sono le sponde del lago raggiunte attraverso le passerelle pedonali e ciclabili, lungo il suo sviluppo esso incontra importanti servizi e istituzioni culturali della città: il progetto in corrispondenza di essi disegna spazi con atmosfere e caratteri diversi e articolati in base al mix funzionale più adeguato

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Stazione

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Da Piazza Leoni parte anche la passerella pedonale che si connette verso ovest al sistema del ring ciclabile sulla riva del lago Superiore mentre verso est permette di raggiungere Piazza S. Francesco passando suggestivamente sopra il canale.

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via Scarsellini

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Via Scarsellini – Come già rilevato nelle precedenti riflessioni sulla mobilità collettiva, la stazione ferroviaria rappresenta un polo strategico per la città, una porta che necessita di un adeguata riqualificazione nel disegno a terra delle pavimentazioni cui si aggiungono piccole strutture leggere in metallo, pensiline, parcheggio/deposito per le biciclette, stand espositivi per i prodotti tipici o informativi per gli eventi e le attività che è possibile svolgere in città e nel territorio circostante

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sezione longitudinale sugli elementi di arredo e sulle piccole strutture leggere previste in PiazzaLeoni e nell’Istituto Professionale in Via Scarsellini

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Piazza d’Arco – La presenza dell’Università, del Museo di Palazzo d’Arco, l’Accademia teatrale configura questa parte del percorso come luogo deputato alla cultura e alla formazione: l’idea è quella di realizzare uno spazio dinamico che metta a sistema in modo diretto la Chiesa di S. Francesco, il cortile dell’Istituto Professionale e la sede staccata del Politecnico di Milano. In piazza d’Arco si è progettato uno spazio pubblico in cui eventi legati alle istituzioni citate o ai festival cittadini possano avere un palcoscenico adeguato.

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Piazza d’Arco- Piazza S.Giovanni

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Piazza S. Giovanni – Questa piazza attualmente presenta un carattere intimo e la presenza delle alberature non fa che arricchire l’atmosfera: attraverso un semplice disegno a terra si è definito un giardino urbano, nel quale trovano posto delle vasche con arbusti fioriti e piante officinali che si alternano alle sedute e consentono la fruizione della piazza in totale relax.

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da Piazza Filippini al parco Virgiliano

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Piazza Filippini/Via Virgilio – La piazza è fortemente caratterizzata dal palazzo storico che, sostanzialmente in asse con Via Virgilio, ne diventa il punto di riferimento visuale: la configurazione planimetrica permette l’inserimento di un piccolo edificio a due piani che svolge un duplice ruolo nel ridisegno complessivo dello spazio pubblico.

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sezione su edificio polifunzionale di piazza Filippini

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