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Figino (MI), Italia

Agrocity

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Il progetto si inserisce perfettamente nella logica di Sistema e dei nuclei di identità locale enunciati nel piano di governo del territorio. Il borgo sostenibile di Figino è assieme Agrocity e città delle acque e dell’ambiente, dove si utilizza la logica di uno sfruttamento del suolo razionale e basato sull’idea del campo agricolo. Le strip riprendono il disegno dei solchi di aratura nel terreno. Tutti gli edifici sono concepiti come lembi di queste strisce arate che sollevandosi generano volumi abitabili al proprio interno e contemporaneamente disegnano un nuovo skyline lungo la pianura agricola. Una pianura dove si sente tuttora la forza dei contadini, si vedono cascine all’orizzonte e si percepisce forte l’identità rurale di questo luogo. Gli orti e la vegetazione è progettata con gli edifici. I fronti est ed ovest degli edifici (interamente vegetali, come il tetto) si affacciano su spazi vuoti tematizzati a seconda delle funzioni. Così nella strip dell’ecoclub avremo gli orti urbani, o in quella del gestore sociale molti spazi ludici e didattici per i bambini o nel borgo assistito spazi per gli anziani come campi di bocce e altri orti urbani. La programmazione di orti urbani all’interno del quartiere residenziale migliora la qualità del paesaggio urbano e al contempo garantisce una forma indiretta di controllo e sicurezza. La qualità dello spazio pubblico è sinonimo di ricchezza all’interno della vita privata, perché garantisce benessere. Infatti una corretta progettazione dello spazio pubblico muove lo sviluppo delle singole iniziative dei cittadini in un quartiere sociale dove non vivono solo famiglie o anziani, ma persone che sono in grado e hanno voglia di ospitare altre persone perché bisognose o anche solo per brevi periodi come Guest house. La vita di quartiere si sviluppa interamente nel progetto, gli spazi aperti sono stati creati per favorire i momenti di aggregazione e moltiplicare le possibilità di incontro anche alle diverse categorie di utenti e abitanti (meeting square, meeting points). Così come nella planimetria generale e nel progetto degli spazi pubblici, anche la pianta dell’edificio segue la logica del favorire l’incontro attraverso la creazione di un unico grande atrio centrale sul quale affacciano le scale rampanti e i ballatoi di accesso alle singole unità abitative. In questo modo è possibile incoraggiare l’unità di vicinato non solo attraverso la comunione di un pianerottolo, ma attraverso la comunione di un grande vuoto centrale. Inoltre in quasi ogni piano ci sono dei coni ottici che, tagliando le unità immobiliari, fuoriescono come cannocchiali dal fronte nord degli edifici e generano altri spazi comuni. La percorrenza ciclpedonale si snoda principalmente longitudinalmente, ma affiancate ai percorsi veloci (ciclopedonali) ci sono percorsi sensoriali definiti da pavimentazioni colorate, che consentono l’accessibilità da parte di categorie come non vedenti e non udenti, ma anche a tutti gli utenti. Lungo questi percorsi sono posizionate delle stanze tematiche a cielo aperto che producono suoni e visioni differenti a seconda del tipo di schermatura verticale utilizzata. Si tratta perlopiù di siepi e fiori dalle differenti essenze che a seconda del tematismo producono suoni e rumori diversi. L’area B è trattata come un paesaggio artificiale: una serie di lembi si innalzano alternando prato a copertura fiorita e delle rampe permettono l’accesso a piccoli spazi cilindrici per le funzioni pubbliche cavati nel terreno, come il teatro all’aperto interamente circondato dal verde. Si è voluta dare una immagine di un unico grande parco, per questo motivo gli edifici sono stati rivestiti lungo i fronti inclinati est ed ovest e in copertura di prato. Ciò favorisce l’inerzia termica degli edifici potenziando notevolmente le prestazioni energetiche dell’edificio. Tale rivestimento naturale restituisce il parco in copertura, ciò che è stato tolto dal suolo per la costruzione è immesso lungo tre lati dell’edificio, una sorta di perequazione ideale verso il terreno su cui insistono gli edifici. Ciò per garantire una immagine complessiva in cui natura e artificio vanno nella stessa direzione. Il fronte sud è invece totalmente vetrato, ma interamente schermato da cannucciato di bambù. Questa schermatura veste gli edifici e li presenta nel loro dinamismo e mutevolezza. Infatti le superfici sud assumono infinite combinazioni e conformazioni a seconda delle relazioni, necessità e desideri degli utenti di luce e di ombra, di privacy o di estroversione. Lungo i solchi esistenti nel terreno (i fontanili) sono stati posizionate delle vasche per la fitodepurazione. Le vasche riprendono il tracciato originario dei solchi quasi a imprimere definitivamente quel carattere “invariante” del territorio e allo stesso tempo fungono da sistema naturale di depurazione delle acque di scarico attraverso da un bacino impermeabilizzato riempito con materiale ghiaioso e vegetato da piante acquatiche. Un altro aspetto ambientale è stato l’inserimento a sud dell’ecoclub e lungo un percorso ciclopedonale di un piccolo parco solare sia per motivi funzionali legati all’aspetto ambientale, ma anche per l’aspetto didattico e sociale. Vivere in un borgo interamente progettato nel rispetto dell’ambiente e dei criteri ecologici favorisce l’acquisizione dei principi di aria, acqua, terra e sole come beni comuni e risorse rinnovabili e rispetto dei consumi.

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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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