© Bombina Coschignano . Pubblicata il 16 Maggio 2010.
”…ἡ δὲ Σύβαρις ἤκμαζε τοῦτον τον χρόνον μαλιστα…”
© Bombina Coschignano . Pubblicata il 16 Maggio 2010.
“….Sibari in quel tempo era nel massimo dello splendore…”
© Bombina Coschignano . Pubblicata il 16 Maggio 2010.
Così il famoso storico greco Erodoto, nelle sue “Storie”, esalta la potenza di quella che era la più antica colonia greca “achea” e uno dei più antichi insediamenti greci in Italia meridionale: Sibari. La città greca di Sybaris viene fondata nel 720 a.C., tra i fiumi Kràthis e Sybaris, e vede la sua distruzione nel 510 per mano dei Crotonesi. Nel 444 a.C. Pericle, nell’intento di fondare una colonia di carattere panellenico, convoca Greci di diverse stirpi, così una flotta di dieci navi sbarca a Sybaris e individua nella vicina fonte Thuria il luogo per la nuova colonia, alla quale viene dato il nome Thurii. Il progetto urbanistico viene attribuito ad Ippodamo di Mileto ne dirige di persona l’esecuzione, ricevendo la cittadinanza. L’esistenza di Thurii viene tormentata oltre che da discordie interne, anche dall’ostilità dei popoli meridionali come i Lucani, che tentarono di opporsi alla sua espansione. Thurii riesce a mantenere la sua indipendenza fino al 282 a.C. Sibari-Thurii, dopo aver partecipato alle guerre puniche contro i Cartaginesi di Annibale a fianco dei Romani, divenne sede di una colonia militare romana; nel 194 a.C., infatti si insediò nella città, denominata per l’occasione Copia (abbondanza) un presidio militare composto da tremila fanti e trecento cavalieri. Copia divenne Municipio romano intorno all’88 a.C. ed ebbe monete proprie. Il nome Copia, poco per volta, fu tralasciato e la città si chiamò in seguito col nome precedente di Thurii latinizzato in Thurium. Con l’espansione dell’impero, Sybaris-Thurium, finisce per perdere l’importanza che aveva avuto in passato quale porto commerciale di grande rilievo. Dopo un lungo periodo di pace durante il quale la città fu quasi interamente ricostruita secondo le necessità dei romani (il teatro, le terme, diversi edifici pubblici e il lungo muro di cinta), e dopo l’avvento del cristianesimo, che coinvolse sicuramente Thurii divenendo sede vescovile, nel 597 d.C. fu assalita e definitivamente distrutta dai Longobardi che si erano insediati a Cassano. Per qualche decennio pastori nomadi occuparono quello che restava delle ricche abitazioni, utilizzandole come rifugio invernale per le loro famiglie e le loro greggi; negli scavi archeologici sono visibili anche le tracce lasciate da questi occasionali abitanti. Anche se in età imperiale (I-III sec. d.C.) riprende un nuovo vigore, il crescente impaludimento del terreno segna l’inizio di una lenta decadenza di questo sito che nel VII sec. è definitivamente abbandonato. Proprio il sovrapporsi delle rovine del centro ellenistico di Thurii e di quello romano di Copia, fa di Sibari uno dei siti più estesi e importanti del mediterraneo di età arcaica e classica. Negli anni ’30, dopo molti decenni di indagini per la localizzazione del sito, sono iniziati gli scavi che, dopo le grandi campagne degli anni ’60, hanno riportato alla luce strutture risalenti perlopiù al periodo romano della città di Copia. Purtroppo problemi come lo spessore degli strati alluvionali che ricoprono le strutture antiche, la falda acquifera che aggrava le operazioni archeologiche e la mancanza di fondi economici, hanno portato ad una interruzione degli scavi.
© Bombina Coschignano . Pubblicata il 16 Maggio 2010.
IL PARCO ARCHEOLOGICO
© Bombina Coschignano . Pubblicata il 16 Maggio 2010.
L’area del parco è divisa in vari settori: Parco del Cavallo, Prolungamento Strada, Casabianca, Stombi; tutti visibili tranne l’ultimo. L’impianto urbano di Thurii fu progettato da Ippodamo da Mileto, il quale operò una razionale organizzazione degli spazi urbani. Lo schema tardo arcaico, che prevedeva un’articolazione urbana con strade principali (plateiai) e strade secondarie (stenopoi) ortogonali che delimitavano gli isolati (stiges) stretti e lunghi fino a 300 m, subì un’innovazione con Ippodamo da Mileto attraverso un più equilibrato rapporto 1:2 tra i lati di ogni isolato. In questo modo il reticolo degli stenopoi crea isolati regolari 37×74 m. Il modulo principale, definito dall’incrocio di 4 grandi plateiai ortogonali, ha una larghezza di 295 m ed una lunghezza di 336 m; a sua volta è suddiviso da una rete formata da otto stenopoi sul lato lungo e tre su quello corto.
© Bombina Coschignano . Pubblicata il 16 Maggio 2010.
IL PROGETTO
© Bombina Coschignano . Pubblicata il 16 Maggio 2010.
Obiettivo del nostro intervento è quello di valorizzare il parco archeologico e creare un punto di aggregazione culturale, un incontro tra la cultura contemporanea e quella arcaica e classica della città riportata alla luce dagli scavi. Gli elementi fondamentali della nostra proposta progettuale sono essenzialmente: _ Monolite: elemento simbolo e di riconoscimento dell’intera area archeologica; _ Edificio Espositivo: si sviluppa completamente al livello interrato con valenza prettamente espositiva; _ Parco Espositivo: una sorta di museo a cielo aperto che si colloca nella zona tra l’ ingresso all’intera area ed il Parco del Cavallo.
IL MONOLITE
Concepito come elemento simbolo dell’intera area archeologica, raggiunge un’altezza di 20 m in modo tale da essere percepibile anche attraversando la Statale 106, strada a scorrimento veloce che collega Taranto a Reggio Calabria e che costeggia la zona degli scavi. L’edificio è realizzato con una struttura in c.a. caratterizzata da due setti portanti, si sviluppa su 4 livelli e presenta un interpiano di 4 m. Ogni livello, collegato da una scala anche’essa in c.a., è trattato come spazio espositivo all’aperto (in quanto le uniche chiusure presenti sono i setti in c.a. sugli assi longitudinali), uno spazio versatile nel quale vengono allestite mostre temporanee di artisti contemporanei, perlopiù grandi sculture. I vari tagli, effettuati sui due setti ad altezze diverse per tutto lo sviluppo in verticale della parete, costituiscono suggestivi e curiosi scorci visivi sugli scavi; la percezione cambia ad ogni livello e all’ultimo piano si riesce ad abbracciare visivamente l’intera piana di Sibari. A rendere ancora più riconoscibile e a mettere in risalto il genius loci di questo elemento è l’incisione, su entrambi i setti, del Toro Cozzante, emblema e simbolo della civiltà sibaritide. Anche la scelta del materiale, calcestruzzo lasciato a vista, vuole rappresentare una sorta di incontro tra due culture e mette a confronto la tradizione costruttiva classica con quello che è il materiale simbolo della nostra civiltà e che ha rivoluzionato il mondo delle costruzioni. L’accesso al Monolite avviene al piano terra che è ideato come punto di snodo dei vari percorsi, infatti da questo livello si può: - scendere al livello interrato dove sono collocati il bookshop e l’edificio espositivo; - risalire l’edificio attraverso le scale di collegamento dei vari piani; - decidere di attraversarlo e trovarsi all’interno del Parco espositivo e del Parco archeologico.
_L’EDIFICIO ESPOSITIVO _
Caratteristica di questo spazio, situato a livello interrato, è la versatilità; infatti al suo interno trovano posto esposizioni permanenti dei resti reperiti durante gli scavi di realizzazione di questo edificio, ed esposizioni di opere di artisti contemporanei, quadri e piccole sculture che costituiscono l’allestimento temporaneo. La scelta di allestire mostre temporanee è stata dettata dalla volontà di rendere questo luogo vivo e dinamico, capace di attirare visitatori e appassionati d’arte non una sola volta ma ogni volta che cambiano le esposizioni. La struttura è realizzata, anche qui, con dei setti verticali ai quali è collegato un sistema di travi che ne costituiscono l’ossatura portante; tale soluzione tecnologica permette di lasciare il piano di calpestio completamente libero e soprattutto di non intervenire con fondazioni in un suolo così ricco di reperti. Grazie a tale soluzione, nel pavimento sono stati effettuati dei tagli, poi vetrati, che permettono una chiara visione dei resti ritrovati. L’edificio riesce a catturare la luce dall’alto attraverso degli elementi vetrati sul soffitto che al piano terra si trasformano in particolari estrusioni che permettono una chiara identificazione dell’edificio interrato e permettono una vista dall’alto al suo interno. Al livello interrato si può accedere sia attraverso una scala all’aperto che va ad identificarsi anche come luogo di relax o di aggregazione, vista la sua notevole larghezza, sia attraverso gli ascensori posti al piano terra del Monolite. Una rampa, completamente rivestita con lastre di porfido, permette la risalita verso il piano terra, ed avvia il visitatore alla scoperta di un percorso emozionante tra i resti di un mondo classico e le sempre diverse installazioni di arte contemporanea, che sono espressione di un mondo in continua evoluzione.
_IL PARCO ESPOSITIVO _
Zona di collegamento tra l’edificio espositivo e il parco archeologico, si configura come trait d’union tra arte contemporanea e archeologia. E’ attraversato da un percorso espositivo all’aperto, organizzato con delle lunghe passerelle , rivestite in pietra, che lo collegano con l’area degli scavi. Quello che si vuole attuare è un programma di diffusione e valorizzazione dell’arte contemporanea, in una regione dove gli spazi che la accolgono sono sicuramente esigui, affidandogli il compito di fattore di sviluppo socio-economico e culturale in grado di attirare numerosi visitatori non solo a livello locale ma ad una scala più ampia. In questo modo il Parco archeologico va ad inserirsi all’interno di un vasto sistema di flussi, percorsi e di stimoli culturali, con lo scopo di effettuare la riqualificazione di una vasta area che, purtroppo, è ancora sconosciuta a molti.
Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:
Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza
Ordine Ingegneri: Ascoli Piceno, Bari, Cagliari, Foggia, L'Aquila, Lecce, Lecco, Messina, Monza, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Rimini, Salerno, Sassari, Teramo, Torino, Trento, Treviso, Varese, Vercelli, Roma
Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav
Vedi la lista di tutte le associazioni per regione. Per maggiori informazioni Contattateci