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Canicattì (AG), Italia

Concorso di idee per la sistemazione di Piazzale Nassirya e degli spazi pubblici adiacenti

Arch_Scap, Gianluca Ardiri, Natale Caristi, Francesca Carditello, Davide Perillo

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Colline ondulate che cambiano colore al variare delle stagioni, rimarcate da linee continue e sinuose disegnate dalla mano sapiente di un pittore, macchiate solo da radi puntini sparsi senza ordine e più di rado da grosse macchie in rilievo. Canicattì si adagia tra queste distese quasi a rompere la monotonia del paesaggio. Il cuore è fatto della stessa pietra che modella i territori circostanti, lavorata con grande perizia dall’uomo e trasformata in grossi blocchi che danno origine all’edilizia storica. Ma negli ultimi decenni questa macchia si è ingrandita, così com’è avvenuto, del resto, negli altri grossi centri. Nuovi edifici in cemento armato anonimi, figli di un’edilizia standardizzata, si ergono possenti attorno al vecchio nucleo, circondati da spazi indefiniti che non riescono a conferire identità ai luoghi. Uno di questi episodi della Canicattì contemporanea è proprio lo slargo dedicato ai caduti di Nassiriya. Uno slargo attualmente vuoto, impiegato per la sosta di qualche corriera extraurbana, nel quale il monumento ai Caduti di Nassiriya è quasi un episodio casuale che emerge dal suolo. Tutto attorno gli edifici residenziali, dormitori grigi alti sei piani, in cui gli abitanti trovano un rifugio dall’ostile ambiente esterno, scarno e poco rassicurante. Qualche scooter montato da coppie di ragazzini scorazza sull’asfalto sbiadito del piazzale, invadendo il silenzio con il suo ronzio acuto, mischiandosi al rumore delle vetture in transito lungo via Pirandello. L’area di progetto appare attualmente costituita da due grandi spazi divisi non soltanto da un punto di vista visivo, determinato da un consistente salto di quota, ma anche, e soprattutto, da un punto di vista funzionale. Infatti, la parte a quota inferiore, complanare a via Pirandello, è destinata soltanto a parcheggio/terminal delle corriere, mentre la parte a quota superiore risulta apparentemente vuota, ed è stata di recente piantumata con giovani essenze arboree disposte in maniera piuttosto casuale. Sulla sommità della scarpata che segna il confine tra i succitati spazi, trova collocazione la stele monumentale dedicata ai caduti di Nassiriya. Obiettivo quindi, quello di dare ordine allo spazio, rendendolo fruibile a tutti i residenti della zona, trasformandolo in un autentico cuore relazionale del quartiere, in cui il monumento ai caduti possa finalmente trovare una giusta collocazione. Un luogo dove i bus di linea continueranno a sostare generando flussi di pendolari da e per il Capoluogo ed i centri vicini, dove i ragazzini della zona potranno trascorrere tranquillamente interi pomeriggi a giocare, dove gli anziani potranno godersi comodamente un po’ di fresco nelle calde serate estive, dove chiunque potrà dedicarsi al footing senza il rischio di farsi travolgere dalle vetture.

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Nella fase di studio planimetrico dell’impianto, dopo aver ragionato su alcuni schemi, abbiamo individuato allineamenti che, oltre a dettare un ordine compositivo, potessero generare nuovi elementi di connessione con la preesistenza, dando vita ad un nuovo “nucleo” del quartiere. Dopo aver individuato una gerarchia di allineamenti, abbiamo tracciato un’asse che oltre a segnare un collegamento visivo e funzionale tra i due livelli, potesse raccogliere gli elementi maggiormente caratterizzanti l’intero progetto, racchiudendo una valenza generatrice in grado di organizzare in molteplici spazi funzionali l’intera area.

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Nella nostra proposta progettuale, l’area a quota inferiore non è più soltanto stazione per i bus di linea, ma, attraverso l’introduzione di elementi di arredo urbano, rende confortevole sia l’attesa dei passeggeri, sia la sosta degli abitanti della zona. Una vera e propria corte urbana delimitata sui quattro lati ed “aperta” esclusivamente dai due accessi carrabili per i mezzi pubblici e dai percorsi pedonali che la legano con le “piazzette” alle quote più alte.

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