© Sandri Barbara Smaniotto Andrea Architetti Associati . Pubblicata il 19 Maggio 2010.
L’edificio, di forma rettangolare, presenta una serie di vuoti che animano la rigida forma di partenza. Dal parallelepipedo di base si è proceduto attraverso la sottrazione di volumi vuoti di forme diverse tra loro: lo spazio centrale per le attività libere comuni/circolazione è un vuoto composto da un parallelepipedo la cui parte superiore termina con una volta a botte, le aule sono prismi con un lato inclinato, mentre i cavedi sono parallelepipedi con la parte superiore a tronco di piramide. L’intreccio tra gli spazi interni e quelli esterni è al servizio di una percezione ogni volta più ricca e stimolante dello spazio come materia abitabile.
© Sandri Barbara Smaniotto Andrea Architetti Associati . Pubblicata il 19 Maggio 2010.
Soluzione architettonica e aspetti funzionali
© Sandri Barbara Smaniotto Andrea Architetti Associati . Pubblicata il 19 Maggio 2010.
Le caratteristiche del territorio circostante hanno guidato il progetto fino all’individuazione dell’impianto generale: gli spazi si sviluppano in orizzontale secondo delle gerarchie funzionali. Il progetto prevede la continuazione della scarpata esistente sui lati nord ed est del lotto in modo da creare una protezione verde agli spazi di gioco dei bambini. A completamento della scarpata, si prevede la creazione di una tettoia verde che premetta la fruizione degli spazi esterni anche in caso di mal tempo. Il disegno della tettoia, il cui andamento organico richiama le forme naturali, si contrappone e dialoga con la rigida geometria della scuola: nel giardino si risolve la tensione che si crea tra le forme del costruito e quelle naturali divenendo sintesi e fulcro dell’idea progettuale. L’elemento naturale, in questo caso rappresentato dai patii e dal sistema giardino/scarpata verde, è composto all’interno dell’edificio fino a diventarne parte costitutiva in un fluire incessante dello spazio tra dentro e fuori. Il progetto è generato da tracciati e geometrie chiare e semplici, capaci di stabilire priorità e gerarchie sulle condizioni concrete che il luogo incarna. Per quanto riguarda la distribuzione funzionale degli spazi, si è cercato di dare risposta alla richiesta del bando di ridurre al minimo lo spreco degli spazi distributivi. A tal fine, la grande hall di ingresso funziona contemporaneamente sia come accesso per le aule e per gli spazi accessori, che anche come spazio per le attività libere comuni, divenendo cuore pulsante della vita della scuola materna. Questo spazio, che taglia la pianta con andamento nord-sud e termina agli estremi con due grandi vetrate che garantiscono una connessione visiva tra l’esterno e l’interno dell’edificio, è suddiviso in due parti dal volume vetrato che contiene la zona mensa, generando due aree distinte per le attività libere, come richiesto dalla normativa scolastica vigente. La hall è avvolta da pareti massicce e coperta da una volta a botte tagliata nella sua lunghezza da un lucernario continuo, che, oltre a garantire l’illuminazione, crea un gioco di raggi di luce che, spostandosi nel corso della giornata, segnalano con il loro tracciato sempre differente, il passare delle ore ed il cambiare delle stagioni. A livello distributivo la pianta è organizzata in fasce parallele: dalla hall centrale si accede, sul lato sinistro, agli spazi direzionali (segreteria, direzione, ecc.) posti in prossimità dell’ingresso, successivamente agli spazi di servizio (mensa, cucina, ecc.), mentre sul lato destro si accede alle aule. L’aula, sia nelle sezioni di materna che nelle sezioni di micronido, ha una forma di rettangolo allungato ed occupa la fascia posta ed est dell’edificio: dallo spogliatoio, affiancato dalla zona dei servizi igienici, si passa agli spazi destinati per le attività ordinate a tavolino e speciali. Un piccolo cavedio si interpone tra lo spogliatoio e l’aula vera e propria. L’unità didattica, oltre che dal cavedio centrale, è illuminata dalla grande vetrata che si apre verso il giardino e da un lucernario posto parallelamente ai setti murari che modulano la geometria dell’impianto. Una sporgenza della copertura garantisce l’ombra dai raggi solari estivi proteggendo la vetrata dalla forte insolazione, mentre permette ai raggi solari invernali, più bassi, di entrare e soleggiare le aule. Sul lato nord, a chiusura della serie delle aule, si trova il dormitorio che è separato dalla centrale termica da un piccolo cavedio. Gli spazi con le zone di servizio, che si trovano sulla fascia ovest, si affacciano su una serie di patii aperti verso ovest e in copertura, permettendo l’illuminazione indiretta di questi spazi e risolvendo anche il problema della forte insolazione che normalmente caratterizza le zone con questo orientamento. Interno ed esterno mantengono una relazione diretta tra di loro attraverso i vani porticati posti tra le porzioni di parete, ritagliando il volume costruito.
© Sandri Barbara Smaniotto Andrea Architetti Associati . Pubblicata il 19 Maggio 2010.
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© Sandri Barbara Smaniotto Andrea Architetti Associati . Pubblicata il 19 Maggio 2010.
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