© carlorattiassociati - Walter Nicolino & Carlo Ratti . Pubblicata il 21 Maggio 2010.
All’inizio sarà un parco. Una superficie verde di cinque ettari che prenderà da subito il posto dell’asfalto e dei capannoni costruiti negli anni ‘60 e ‘70. Questa prima fase vedrà’ in parallelo il restauro degli edifici della Manifattura storica e la creazione di servizi per il tempo libero lungo il confine sud verso il torrente Leno. La futura presenza degli edifici produttivi, sarà rivelata nel disegno paesaggistico del parco, a strisce parallele come i vigneti circostanti, soltanto attraverso invisibili predisposizioni infrastrutturali sotto il terreno. In attesa delle nuove attività, le strutture degli spazi produttivi saranno evocate dall’impronta al suolo, disegnata tramite la vegetazione. Le fasi di crescita del comparto si limiteranno a sollevare le strisce verdi del parco facendole diventare copertura dei capannoni, che andranno a raccordarsi, nei confini est e ovest, con il paesaggio circostante. Un sistema con uno sviluppo organico che minimizzerà gli inconvenienti dei cantieri tradizionali, restituendo fin da subito un’ampia porzione di suolo industriale al territorio e alla città. L’approccio innovativo e sostenibile si rivela anche nelle altre fasi di progetto, a partire dal riutilizzo in loco dei materiali delle demolizioni, dalla dotazione di un impianto di trigenerazione per la produzione di energia pulita, fino all’uso di materiali locali a basso impatto ambientale. Il carattere verde della parte produttiva metterà’ ancora più’ in risalto l’adiacente Manifattura storica, le cui forme rigorose e la cui matericità diventeranno incubatore per le attività white collar legate alla ricerca e alla progettazione. Con il recupero dei ponti esistenti e la creazione di nuove strutture di collegamento tra i livelli, si creeranno le condizioni per la condivisione delle idee: condizione base per una produzione innovativa e all’avanguardia. Semplici ponti, usati fino a pochi anni fa per il passaggio dei carrelli con il tabacco, diverranno luoghi d’incontro per riunioni informali; le luminose maniche dell’edificio originario, con doppie file di colonnine in ghisa, ospiteranno un nuovo modo di lavorare che si rispecchierà’ in spazi fluidi e aperti; i nuovi interventi si inseriranno come “giunti”, leggeri e trasparenti, tra la matericità degli edifici storici, in grado di svelare processi, sperimentazioni, risultati delle attivita’ presenti nella Manifattura. Il carattere urbano degli spazi aperti farà’ della parte storica una naturale estensione dell’adiacente borgo Sacco, che verra’ collegato tramite nuovi accessi in seguito al parziale abbattimento del muro di cinta. Il borgo acquistera’ cosi’ nuovi spazi pubblici e nuove funzioni legate ai servizi e al tempo libero. La Manifattura aprirà’ finalmente alla gente i suoi spazi netti e rigorosi, dotati di una severa eleganza, che fino al 2005 hanno risposto alla monofunzione di una sistema introverso ed esclusivo. L’adiacente pista ciclabile, che porta fino a Monaco, collega idealmente, oltre che fisicamente, questo intervento ai più’ avanzati centri di riconversione industriale del centro Europa. Nuovi standard in termini di sostenibilità, di efficienza energetica, di innovativo riutilizzo degli spazi e di riattivazione di processi produttivi volti a valorizzare il territorio, sono alla base del nuovo sviluppo della Manifattura Tabacchi.
© carlorattiassociati - Walter Nicolino & Carlo Ratti . Pubblicata il 21 Maggio 2010.
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