© Andrea Ravagnani . Published on May 26, 2010.
La Città dell’Arte e della Musica è uno spazio per il dialogo e la comunicazione, da destinare a centro culturale multidisciplinare, inserito in un più ampio spazio di cultura che comprende anche il Parco dell’Arte e della Musica ed il Parco delle Cave, in un’area suggestiva ed affascinante che racchiude a sud il centro storico di Lecce, lungo la fascia ferroviaria e la stazione. La Città dell’Arte e della Musica è stata pensata come un punto di incontro e di riferimento internazionale da dedicare alla musica ed all’arte in senso più generale, e soprattutto ad un’attività di ricerca e di approfondimento sugli elementi di linguaggio comuni a musica, architettura, scultura ed altre arti visive, in un’ottica tutta classica di unità del pensiero e del sentire artistico. Le pareti di roccia che perimetrano la cava hanno una grande carica espressiva. Le scanalature e le geometrie derivanti dal taglio, testimoniano con chiarezza la loro storia pregressa. In alcune parti dell’area destinata a parco dell’arte e della musica, la vicinanza delle pareti fa sparire le aree urbanizzate circostanti. Ne risulta un paesaggio percettivo composto di tre soli elementi: il verde, la pietra e il cielo. Un singolare incontro tra natura e antropizzazione. L’area destinata al parco dell’arte e della musica si trova a circa 12 ml sotto il livello stradale, quasi completamente pianeggiante. L’area destinata a parco delle cave, invece ha una morfologia più complessa con variazioni altimetriche che vanno dai -8 ml ai -25 ml dal livello stradale. PROGETTO: La Città è stata pensata anche come un luogo di svago e di relax, con libreria-mediateca, caffetteria, ristorante, spazi all’aperto immersi nella natura, laboratori, aule e spazi per fare musica, sperimentare, studiare, etc. utilizzabili prima o dopo un concerto, e nella vita di tutti i giorni: il collegamento con la stazione crea un collegamento forte con il territorio e con la città, dando spazio ad un centro vivo, accogliente e piacevole da vivere. Dal Parco delle Cave al Parco dell’Arte e della Musica il percorso è più che naturale, come se fosse stato tracciato da sempre. Ci proponiamo di ricucire questa continuità consentendo il passaggio alla quota parco, sotto la nuova Via del Ninfeo. Il programma funzionale della Città dell’arte e della musica è stato addensato nella zona sud prospiciente la cava, risultandone un organismo compatto, parzialmente interrato. Il volume viene scavato, per originare la facciata–cavea dalla quale poter accedere al foyer della Città dell’arte e della musica. La grande cavea all’aperto, che idealmente si raccorda ai teatri della Grecia Classica, costituisce un inserimento ideale nel contesto naturale delle cave, usate come scenario, e nel Parco circostante. PARCO DELL’ARTE E DELLA MUSICA: Gli accessi sono collocati in 4 punti strategici, assicurati da sistemi di rampe, scale e ascensori e da un ampliamento laterale del passaggio carrabile. Le pareti della cava diventano quinta naturale di tutte le attività del parco e proprio l’emozione dell’uomo protostorico di fronte a quello splendido e selvaggio scenario naturale, sintesi di mare, terra, vegetazione, ed il cielo al di sopra, costituirà l’approccio metodologico al tema progettuale, rappresentato dalla profonda emozione data dallo splendido e selvaggio scenario semi-naturale, costituito dalle cave, con i loro piani netti, risultato di tagli geometrici e di suggestione materica. Un’ analisi sulla geometria delle pareti stesse ha determinato un reticolo di assi, secondo i quali è stato organizzato il tracciato del progetto. Lungo questo tracciato, si sviluppano le molteplici attività previste nel parco. Le aree pavimentate si integrano con le aree verdi, senza mai toccare le pareti della cava, sempre lambite da un fascia di vegetazione. La piastra pavimentata è intesa come un continuum modellato che si adatta alle funzioni, dotando il parco degli spazi destinati alle varie attività. Le aree per eventi possono ospitare concerti, spettacoli teatrali o performance artistiche. Alcune parti della pavimentazione e delle aree verdi sono rialzate, generando piani inclinati che possono fungere alternativamente da seduta o da podi per manifestazioni artistiche. L’area pavimentata si presta anche per allestire fiere ed ospitare grandi eventi all’aperto. CITTA’ DELL’ARTE E DELLA MUSICA – STRATEGIA DI PROGETTO: Addensare il programma per ridurre al minimo l’impronta a terra e non invadere l’invaso della cava. Minimizzare l’impatto visivo dalla quota della cava. Realizzare un organismo compatto e funzionale. Mettere in relazione con la cava una grande superficie praticabile, la facciata – cavea. Una facciata sulla quale camminare, una cavea dove organizzare eventi all’aperto con lo sfondo delle pareti di roccia, uno spazio dove stare, all’ombra di un caldo sole d’estate. All’interno il foyer a tutta altezza, la luce entra dall’alto, si affacciano tutte le funzioni dell’edificio, come in una delle più tipiche corti leccesi. All’interno delle sale, uno spazio per concerti, feste, DJ set, sfilate, concerti da camera, esibizioni teatrali, cinema. Uno spazio da configurare liberamente per ospitare ogni giorno attività culturali di ogni tipo. L’area espositiva attraversa lo spazio a tutta altezza del foyer, diventando cosi’ superficie comunicativa e pubblicitaria. Dal foyer si distribuiscono i sistemi di accesso alle sale, con scale, rampe ed ascensori su uno spazio a doppia e tripla altezza, dal quale godere del panorama sulla cava e, dalla quota piu’ alta, della vista del campanile del Duomo. Gli ingressi dei musicisti e dei tecnici sono sul lato Ovest del complesso, collegati con i rispettivi parcheggi e le aree di carico e scarico. Le sale prova dell’orchestra e dei musicisti si trovano al livello -2, affacciate sulla cava. In copertura, una caffetteria, uno spazio multiuso per eventi. PARCO DELLE CAVE: In continuità con il parco dell’arte e della musica, su un invaso morfologico più articolato, si sviluppa il parco delle Cave. Gli accessi sono posizionati in corrispondenza dei 3 maggiori punti di attrazione del parco stesso: la Masseria delle Tagliatelle, la Città dell’Arte e della Musica, il Museo Geopaleontologico. E’ previsto il riuso degli ambienti della Masseria delle Tagliatelle, che sono adibiti a laboratorio di scultura e di lavorazione della pietra, ed a spazio eno-gastronimico, con annesso un parco agricolo che permette di avere delle coltivazioni tipicamente locali da degustare anche nella Masseria stessa. Nel museo geo-paleontologico, i visitatori possono apprendere i processi geologici formativi della pietra leccese, verranno esposti fossili e modelli a grandezza naturale dei cetacei che sono stati rinvenuti all’interno dell’unità geologica miocenica. Nel museo archeologico-industriale si fa un richiamo alla memoria storica del contributo umano e tecnologico che l’attività estrattiva ha comportato nel corso dei tempi. Dislocati all’interno del parco si trovano: l’info point; la caffetteria; l’area giochi per bambini; installazioni luminose lungo la parete della cava; zone d’ombra e uno specchio d’acqua, utilizzabile anche come bacino per l’irrigazione. SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE: Nel parco è previsto un sistema di raccolta delle acque piovane con possibilità di riuso per l’irrigazione; gli impianti fotovoltaici sono integrati nella copertura delle zone d’ombra. Le pareti verso sud della Città dell’arte e della musica sono schermate da un sistema di facciata ventilata in pietra; L’illuminazione naturale degli ambienti sarà garantita dalle ampie superfici vetrate, opportunamente schermate per determinare un illuminazione naturale diffusa e regolata. I venti prevalenti da nord, vengono sfruttati per il raffrescamento passivo della facciata-cavea. Sono previste delle pompe di calore per lo sfruttamento dell’energia geotermica ricavabile dall’acqua di falda. Gli impianti di climatizzazione sono del tipo a tutt’aria nell’Auditorium e del tipo a ventilconvettori (a pavimento, a parete, cassette e canalizzato) con aria primaria nei rimanenti ambienti. Il parco fotovoltaico in copertura garantisce un approvvigionamento di energia elettrica da fonti rinnovabili a sostegno di quella necessaria per l’intera struttura. E proprio l’emozione dell’uomo protostorico di fronte a quello splendido e selvaggio scenario naturale, sintesi di mare, terra, vegetazione, ed il cielo al di sopra, costituirà L’approccio metodologico al tema progettuale è rappresentato dalla profonda emozione dato dallo splendido e selvaggio scenario semi-naturale, costituito dalle cave, con i loro piani netti, risultato di tagli geometrici e di suggestione materica. L’architettura del complesso dovrà riprodurre nell’uomo contemporaneo quell’intensa carica emozionale, quell’intimo rapporto religioso che da sempre ha collegato l’uomo alla natura ed è per questo che gli elementi che daranno vita al progetto saranno proprio attinti alla natura stessa: - la pietra leccese, usata come materiale da costruzione e matrice formale, amalgama dell’ambiente naturale e dell’ambiente costruito, sarà un’altra delle suggestioni su cui si baserà il progetto, allo stesso tempo elemento del paesaggio e materia su cui operare, monumento duraturo e registro dei segni del tempo; sarà usata, quale elemento di collegamento tra il passato ed il presente, in dimensioni megalitiche, a spacco o brutalmente lavorata, e ad essa verranno accostate moderne sculture in pietra. - la terra, che verrà riplasmata accogliendo spazi ipogei , ai quali giunge la luce solare, catturata dai tagli nelle pareti e sulla copertura, secondo orientamenti ed inclinazioni allo stesso tempo funzionali e capaci di suscitare emozioni magiche; - il cielo, inteso come volta celeste, costellato di stelle e pianeti e al cielo nel progetto sarà rivolta grande attenzione, non solo nel captarne la luce con aperture e tagli orientati, ma soprattutto “abbracciandolo” completamente con la facciata-cavea del Centro Polifunzionale; - il verde, elemento di paesaggio e di sopravvivenza, regolatore di luce, colore, clima, emozione: nel progetto, il Parco delle Cave e il Parco dell’Arte e della Musica riproducono a terra il tracciato di arcane relazioni geometriche e riferimenti assiali, e ripropongono filologicamente il tipo di vegetazione originaria ; le essenze si alterneranno componendo un mosaico didattico che descriverà le biodiversità mediterranee; - la luce, infine, sempre indiretta, sempre modulata, dirigendone i raggi per ottenere effetti dissonanti e drammatici o scale metriche armoniose, momenti di intimità e concentrazione o momenti di radiosa esuberanza: di giorno l’edificio sarà ricettacolo di luce diurna, di notte sarà monumento luminoso, punto di riferimento e suggestione nell’immagine urbana.
© Andrea Ravagnani . Published on May 26, 2010.
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© Andrea Ravagnani . Published on May 27, 2010.
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