vista dall'alto
© SDGR Studio . Published on May 26, 2010.
L’idea progetto per la riqualificazione urbana della piazza San Giovanni di Ragusa Superiore intende porsi essenzialmente come progetto di architettura per la città nel rispetto delle regole insediative prefissate dal programma di concorso. Il nuovo sistema architettonico prova a seguire le regole di costruzione della città storica, traendo da essa le lezioni riguardanti la gerarchia tra i pieni e vuoti, tra gli spazi aperti e gli edifici pubblici, la morfologia urbana e il tessuto architettonico, la disposizione degli isolati abitativi caratterizzante un contesto generale in cui si stabiliscono le relazioni che identificano il luogo. La forma della parte urbana interessata dal progetto assume così significato attraverso l’architettura e le relazioni che intreccia con lo spazio vuoto della piazza. In questo senso gli edifici e gli spazi aperti, nel loro insieme definiscono il corpus architectonicum della composizione urbana del luogo collettivo. L’importante cioè non è la singola forma di ogni edificio che vi prospetta ma è l’interpretazione totale delle ragioni funzionali, morfologiche e rappresentative del luogo. Questo procedimento riesce a cogliere uno dei nodi della costruzione della città storica che affida, all’interno di regole stabilite e condivise, una verifica della razionalità dei principi che stanno alla base del progetto generale del programma di riqualificazione urbana. Si stabilisce cioè un rapporto di complementarietà fra il progetto e la città esistente in quel luogo. Il progetto infatti affronta il tema della definizione della renovatio del centro civico che da una parte si pone l’obiettivo di fissare il nuovo edificio nella città storica e nella piazza San Giovanni; dall’altra di riammodernare il centro civico della città. La piazza e il sagrato della Cattedrale costituiscono lo spazio di complemento che ribadisce il principio della polarità tra due architetture che si interfacciano, l’una civile e l’altra religiosa, l’albergo e la Cattedrale. L’insieme urbano costituisce un’ unicum architettonico, paesaggistico e urbano a cui si fa riferimento come luogo del progetto. Nondimeno un secondo luogo significativo del progetto è la corte-giardino dell’albergo su cui vi prospetta il nuovo auditorium. La scelta del progetto è di definire questi due luoghi, la piazza ela corte, come i fuochi spaziali di un più ampio sistema di relazioni urbane. Il primo vuoto è il punto focale della città settecentesca e si pone come elemento rappresentativo della città. Il secondo è concepito come una sorta di piazza interna all’edificio stesso, che ha come necessario complemento la sequenza dell’attraversamento mediante la rampa. Il progetto ha cercato di costruire un nuovo centro urbano dove lo spazio pubblico sia pratico e integrato con l’edificio alberghiero privato potendo riproporre quell’umanesimo della vita urbana che contraddistingue l’abitato storico e in questa tensione spaziale trova la propria capacità espressiva. L’idea di fondo che soggiace all’idea progettuale è quella di una città nuova che , pur attualizzando i caratteri della città storica settecentesca, da essa tragga i motivi per rinnovarsi. Un pezzo di città i cui elementi costitutivi siano rappresentativi della vita urbana e in cui l’architettura svolga il suo ruolo di rappresentazione e renda evidenti relazioni e valori. Intorno ai punti di riferimento del sistema urbano e ai valori architettonici del contesto si è generato infine lo spartito tettonico della nuova facciata architettonica. La forma del nuovo volume progettato è quella di un edificio che ricompone lo spartito spaziale e volumetrico dei due edifici del tessuto storico precedenti l’edificio moderno. La Cattedrale che domina il vuoto della piazza è la scena fissa e monumentale della città in quel luogo, conferma ennesima del rapporto stretto che esiste tra l’architettura e la forma del luogo. Lo spazio della piazza è concepito come una piattaforma che si dispiega tra due ali porticate, quello del sagrato e quello del nuovo edificio. Lo spazio pubblico della piazza si arricchisce infatti della galleria destinata a vitalizzare gli scarti spaziali tra il nuovo edificio e i percorsi urbani di Corso Italia e Corso Vittorio Veneto nonché raccordare, attraverso un percorso e la rampa pedonale, la Piazza San Giovanni con la sede del Comune. L’insieme è configurato con figure architettoniche leggere ed eleganti che rendono percepibile e dinamico la profondità dello spazio della piazza, nonché i matronei di affaccio per l’utenza dell’albergo. La visione globale dell’intervento si sintetizza nella massima economia dei mezzi materiali prefabbricati che solo apparentemente è fra i principali limiti del progetto, ma al contrario costituisce il nerbo della sua stessa forza espressiva.
Pianta urbana
© SDGR Studio . Published on May 24, 2010.
vista fronte alta
© SDGR Studio . Published on May 26, 2010.
vista fronte alta 2
© SDGR Studio . Published on May 26, 2010.
piante livelli
© SDGR Studio . Published on May 24, 2010.
prospetto su piazza san giovanni
© SDGR Studio . Published on May 25, 2010.
vista retro alta
© SDGR Studio . Published on May 26, 2010.
studio facciata
© SDGR Studio . Published on May 25, 2010.
studi prospetto
© SDGR Studio . Published on May 24, 2010.
vista campanile
© SDGR Studio . Published on May 25, 2010.
sezioni logitudinali
© SDGR Studio . Published on May 25, 2010.
© SDGR Studio . Published on May 24, 2010.
esploso assonometrico
© SDGR Studio . Published on May 24, 2010.
tavola analitica
© SDGR Studio . Published on May 25, 2010.
tavola di progetto
© SDGR Studio . Published on May 25, 2010.
schizzi retro
© SDGR Studio . Published on May 24, 2010.
prospetto retro
© SDGR Studio . Published on May 24, 2010.
sezione squarcio
© SDGR Studio . Published on May 24, 2010.
vista laterale
© SDGR Studio . Published on May 24, 2010.
vista dalla piazza
© SDGR Studio . Published on May 24, 2010.