© Stefano Maffei . Pubblicata il 25 Maggio 2010.
Città dell’Arte e della Musica e Parco delle Cave. Lecce
© Stefano Maffei . Pubblicata il 25 Maggio 2010.
Progettisti Stefano Maffei, Matteo Baralli, Luca Barontini, Jacopo Carli, Ugo Dattilo, Antonella Tundo – (Eutropia)
© Stefano Maffei . Pubblicata il 25 Maggio 2010.
Il progetto per la realizzazione della Città dell’Arte e della Musica e del Parco delle cave richiesto dal bando si snoda nell’area compresa nel feudo leccese nella vasta zona del territorio urbano delimitata dal Viale Grassi, Via San Cesario, Via B. Realino, Viale Gallipoli, Viale Oronzo Quarta, Via Don Bosco, Via Diaz, Via Orsini Ducas, Via Lequile. Segno dominante nell’area sono le ex cave di Marco Vito con cui il progetto si confronta e dialoga continuamente, fino a divenirne un continuo. L’area pone in fase di progettazione numerose problematiche da sviluppare ed affrontare. Oltre alla ricerca di una qualità puramente progettuale ed architettonica, comunque fondamentale, è stata necessaria una ricerca ed una risposta profonda ai meccanismi sociali e funzionali che popoleranno la nuova area insediativa, le esigenze funzionali, comunitarie, lavorative e relazionali non solo esistenti in zona, ma auspicabili e futuribili per generare e migliorare i meccanismi della città. Fondamentale in tutto l’iter progettuale è stata la forte volontà di una radicale riqualificazione paesaggistica e ambientale. Costruire e progettare nella cava significa enfatizzare la sua valenza estetica, sfruttare la sua morfologia vuol dire dialogare senza coprirne la bellezza, ma anzi citarla per le nuove costruzioni. La velleità non è quella di una mera utopia, ma un calcolo preciso: creare una rete sociale, una nuova centralità urbana. In questo progetto si costruiscono situazioni, lo spazio della città acquista senso con l’uso che ne fanno gli abitanti, con la molteplicità di relazioni. Vi è una riappropriazione consapevole dello spazio urbano, grazie a funzioni altamente qualificanti per la città di Lecce, capaci di svolgere servizi alla città ed al territorio legate all’accessibilità e ricettività attraverso interventi appropriati sui sistemi di mobilità e sulle aree di parcheggio e di sosta. Il progetto ha come obiettivo una rilettura dei caratteri urbani e morfologici di contesto, la riproposizione di parchi urbani per consentire una continuità filologica e architettonica con la vecchia cava, ma in maniera rivisitata e contemporanea. “Oh! Quanti mezzi si potrebbero adottare in un tale luogo per coinvolgere tutti i cittadini! I padri di famiglia vedrebbero i loro figli distinguersi, e la gioia di questi padri felici sarebbe condivisa dai loro amici. Tutto il pubblico potrebbe conoscere e ammirare ciò che rende onore alla nazione e suscita l’ammirazione degli stranieri. E’ così,a mio parere, che con dei divertimenti autenticamente nazionali, concepiti per elevare gli animi e infondere lo spirito di emulazione nei cittadini, si giungerebbe a riportare dei sani costumi…” Etienne-Louis Boullée “Colosseo” da ARCHITETTURA. SAGGIO SULL’ARTE
© Stefano Maffei . Pubblicata il 25 Maggio 2010.
Qualità architettonica e contesto
© Stefano Maffei . Pubblicata il 25 Maggio 2010.
“Ti spingi giù verso il basso e arrivi alle mura di un forte, svevo o normanno, puntato come uno sperone verso là dove l’abisso si apre sulla pianura sconfinata. Il cielo è sbiadito e la sua luce colpisce accecante il borgo e le rocce, uguali in colore e in vastità, in vecchiezza e in silenzio. Come in Alberobello, l’architettura di Lecce, intorno al motivo dell’abisso di rocce che le si apre nel cuore e l’allarga in spazi e vuoti grandiosi, è di una coerenza che fa pensare al rigore di uno stile. Non c’è nulla in questo paese, come a Alberobello, o come a Monte Sant’Angelo, a Ostuni, a Otranto, a Castro…, che incrini la purezza dell’architettura, che si è stratificata casa per casa, vicolo per vicolo, intorno alle cattedrali. E’ una tettonica pura, al suo stato naturale: il tempo in un dato anno, o secolo, si è fermato, e la città si è serbata fuori di esso, fossile e incorrotta.” PIER PAOLO PASOLINI,“I nitidi trulli di Alberobello” da Nuovi Argomenti n.32 X-XII, 2005
© Stefano Maffei . Pubblicata il 25 Maggio 2010.
Architettura come sottrazione. Un intero complesso realizzato per sottrazione, vestigia ipogea di un disegno territoriale che trova matrice nella complessa conformazione morfologica scavata dall’uomo per costruire i ricamati palazzi di Lecce. Apogeo di un complesso sistema artificiale il progetto ri-disegna una “cava contemporanea” capace di rivelare quella che Baudelaire definiva sussistenza eterna delle cose: l’Anima dell’Arte. Avvicinarsi ad essa con il progetto significa tradurre l’atavica tradizione costruttiva pugliese. Costruire togliendo, ricavando dal “sasso” e scavando in esso, un elemento relativo che, ponendosi come un nuovo corpo, consenta a quell’anima di rivelarsi compiutamente. Il progetto si pone al limite della cava, deve essere scoperto, è all’interno di essa. Pensare ad un centro sociale, musicale, civico ricavato nel tufo, significa riappropriarsi di un luogo di rara bellezza e suggestione per troppo tempo abbandonato. Un ordine nuovo, sopito e finalmente riscoperto nelle tracce dell’insediamento urbano. L’architettura recupera la misura negativa dell’assenza rocciosa. Si lavora e si agisce nella cava in modo da valorizzarne la bellezza, solo portando funzioni ed attività si può realmente rivitalizzare questa zona della città. Il parco urbano circonda ed abbraccia il volume in un un unicum progettuale, confondendosi con questo nell’auditorium all’aperto. Il contesto naturale appare segnato dall’intervento dell’uomo, sbancamenti, cumuli di materiale sterile prodotto nei procedimenti di estrazione. Le masse più rilevanti e le depressioni formatesi in tutto il periodo di attività della cava, interagiscono con la geometria serrata del nuovo progetto. Nell’area di progetto verrà conservato il piccolo insediamento rurale, quasi emblema del progetto, architettura in pietra sospesa sulla cava e quasi sua continuazione. In un tempo contemporaneo in cui i confini dell’architettura cercano sempre più il contatto con il cielo, con nuovi primati avvenieristici, ma purtroppo sempre più lontani dalla dimensione umana, l’intervento si avvicina volutamente alle viscere della terra, per riscoprire quel legame intimo fra l’uomo e il territorio in cui vive e forse anche un’eco lontana, anzi lontanissima, di quelle popolazioni primitive che trovarono un habitat confortevole proprio in queste terre. L’architettura in questo caso diventa tramite, occasione di confronto, fra l’essere umano e la natura, senza soluzioni di continuità nel richiamo catartico alla purezza fisica e spirituale.
© Stefano Maffei . Pubblicata il 25 Maggio 2010.
La pietra come risarcimento
© Stefano Maffei . Pubblicata il 25 Maggio 2010.
La pietra diviene il materiale che caratterizza non solo il sito come storia, ma soprattutto il nuovo, sia sotto forma di pavimentazioni degli ampi spazi comuni, sia come rivestimento nelle facciate ventilate. Tutto il volume è puro e stereometrico, memoria dell’antica arte salentina di incidere e lavorare la roccia con forme sorprendenti. Tutto è rivestito di pietra leccese, quasi a ricomporre la pietra mancante, a comunicare con il resto della città. Le quinte bianche all’ultimo piano sono una prosecuzione dei muri in pietra, una smaterializazzione di questi a contatto con la città. “Le Pietre Parlano” ebbe a scrivere Sigmund Freud, palesando una verità della quale gli architetti, forse intimoriti dalla regale antichità trasudata dall’antico materiale, non sempre riescono a fare tesoro. Le pietre che preesistono e persistono all’operato dell’uomo sono ancor più eloquenti di quelle che del tempo sono in attesa. L’inesorabile trascorrere degli anni, ci spiega Freud, ne acutizza l’eloquenza, arricchendole di una storia intima e specifica. Questa storia che con fierezza esibiscono sfrontatamente, è manifesto indelebile della loro anima a beffa della città contemporanea che ha smarrito il proprio genius loci. Questa architettura in pietra diviene citazione di quella esistente, la enfatizza e la promuove come per la vicina masseria delle Tagliatelle e il suo Ninfeo. Costruire nella pietra, costruire con la pietra, costruire dentro le pareti della cava, ricavare, essere dentro di essa: questi concetti sono interpretati e trasformati in architettura. E questa “pietra” è costruita con pietre. La pietra scavata e modellata come se fosse un unico blocco da cui nasce la scultura. Cosi i passaggi intimi, i blocchi di pietra, l’acqua e i tagli di luce ci accompagnano in un luogo che sembra appartenere a civiltà lontane.
© Stefano Maffei . Pubblicata il 25 Maggio 2010.
Polifunzionalità
© Stefano Maffei . Pubblicata il 25 Maggio 2010.
Il progetto si presenta come un volume puro che si snoda per tutta la lunghezza e racchiude in sé tutte le funzioni in-door. Solo una grande torre rompe l’orizzontalità, emerge dalla quota della cava. Memoria forte delle torri di avvistamento, unica linea verticale nel tavoliere salentino, è segno di presenza per la città. Il progetto è diviso in tre parti in orizzontale nel piano terra: quella dedicata alla scuola, che rappresenta un’entità autonoma ed indipendente, se pur facilmente raggiungibile, un’altra dedicata ai servizi, al bar ed agli spazi commerciali ed una terza che sfrutta la naturale pendenza esistente della cava per formare un auditorium all’aperto, in testata uno spazio pubblico en plain air, una sorta di nartece, a compimento dei volumi. Questo piano, è quello rivolto e permeabile al pubblico, qui si trovano, oltre alla scuola e alle aule didattiche, il foyer, il guardaroba, la biglietteria, la libreria, il negozio della musica, la caffetteria il bar e il ristorante dal quale è possibile ascoltare la musica delle vicine sale. L’auditorium polifunzionale. Al piano intermedio il grande auditorium, un grande spazio che offre una triplice gestione, grazie alla doppia sala con palco centrale. Le cavee possono accogliere rispettivamente 200 ed 800 persone e possono essere usate alternativamente: o insieme, o in maniera separata, grazie a dei pannelli scorrevoli che fungono, da chiusi, anche da schermi per proiezioni e quindi garantiscono due sale di capienza diversa e grazie ad un sistema pneumatico di elevazione, che consentirà di portare su un unico piano cavea e palco. Si avrà quindi, all’occorrenza, una sala per eventi di grandi dimensioni. Un ampio numero di utenti, fruitori e consumatori potranno rivitalizzare ed usufruire del luogo con spazi dedicati allo svago, alla ricreazione, all’incontro. Si genererà l’attivazione di un turismo culturale di qualità sostenuto dagli impianti ricettivi previsti all’intorno. Sempre nei piani intermedi gli spazi e i servizi per gli artisti, gli uffici amministrativi, le aree video e audio-tecniche. Il tetto come passeggiata urbana. Una terrazza pedonabile, in unione e a quota con la città, visibile dalle grandi gelosie bianche. Da qui è possibile attraversare la cava per tutta la sua lunghezza ed osservare dall’alto le nude pareti rocciose.. All’esterno gli spazi sono scanditi da momenti sociali, caratterizzati da una pavimentazione lapidea e spazi verdi.
© Stefano Maffei . Pubblicata il 25 Maggio 2010.
Soluzioni architettoniche ed indicazioni impiantistiche per l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale
“La tradizione edilizia pugliese è profondamente radicata nel suolo, proprio perché ricavata dal sasso o addirittura scavata in esso.” R. Pane
Rispetto della natura, rapporto con il luogo, uso dei materiali ecologici e locali e sfruttamento di energie rinnovabili, questi i motivi dominanti che hanno spinto la progettazione. In questo complesso forte è la volontà di mediare funzioni e prestazioni. Questo intervento cerca di sottendere un risparmio energetico legato saldamente con una prorompente valenza estetica. L’intero complesso è stato pensato per ottenere la certificazione LEED, grazie all’utilizzo di materiali innovativi, ecologici, completamente riciclabili o locali. L’abbinamento di un comfort ambientale-energetico costituisce il leit motif concettuale del progetto. La struttura presenta una buona inerzia termica, essendo realizzata con una parete ventilata in pietra leccese, locale e quindi ecologicamente compatibile. Verranno favorite le scelte di materiali eco-compatibili e a elevato isolamento termico come il poroton con fori saturati di perlite ed infissi in alluminio a taglio termico con vetrate bassoemissive. Le gelosie saranno in cristalplant, materiale altamente innovativo,compatto, non poroso, resistente e riciclabile al 100 , in grado di essere sagomato in qualsiasi forma e piacevole al tatto per la sua finitura simile alla pietra naturale. L’interno dell’auditorium sarà rivestito in feltro naturale, ciò garantirà oltre che un’elevata eleganza estetica,ottime prestazioni acustiche. Per tutta la stecca è stato previsto un orientamento ottimale, tutti i servizi sono stati posizionati a nord e le aperture per dei locali abitabili a sud. Tutti gli spazi godono dell’areazione trasversale che consente una maggiore salubrità degli ambienti. Per il riscaldamento sono previsti pannelli radianti collegati ad un impianto solare termico che forniranno acqua calda termica e idrica sufficiente. Dei pannelli fotovoltaici garantiranno il 60 del fabbisogno energetico dell’intero complesso. Lo spazio verde del parco ad una quota inferiore garantirà una serra naturale protetta dal vento, qui verranno piantumate essenze che garantiranno l’alternanza cromatica stagionale.
Materiali, tecnologie e soluzioni progettuali adottate per ridurre i costi e i tempi di realizzazione; I materiali impiegati sono stati concepiti per massimizzarne l’efficienza e la durata nel tempo, minimizzando i costi di manutenzione. Per la struttura la serialità e modularità del passo consente un telaio in pilastri e travi in cls ed orizzontamenti in pannelli di cls alleggerito, tutti prefabbricati, questo garantirà una velocizzazione del cantiere, anche in presenza di aggetti e rientranze. Inoltre questa tecnica garantisce una diminuzione del carico generale che si trasmette sulle fondazioni, le quali, risultando meno impegnate, possono essere concepite del tipo più veloce a platea gettato in opera. I tamponamenti esterni in poroton con perlite interna consentono di non dover ricorrere a soluzioni onerose in termini di costi e tempi come il cappotto. Per le finiture, la dimensione dei pannelli scorrevoli interni in legno di bambù e gelso, materiale particolarmente economico ed ecologico, è stata ottimizzata per ridurre gli scarti di produzione ed anche il trasporto in cantiere. Questo non soltanto taglia la tempistica esecutiva, ma limita lo sfrido e quindi i costi. La ricchezza formale del progetto si coniuga all’agevole cantierabilità tramite il ricorso alle seguenti tecnologie caratterizzate da spinta “esecuzione in stabilimento”, ridotti ingombri in termini di stoccaggio, rapidità di esecuzione, limitazione di rumori e polveri in fase di cantiere.
Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:
Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza
Ordine Ingegneri: Ascoli Piceno, Bari, Cagliari, Foggia, L'Aquila, Lecce, Lecco, Messina, Monza, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Rimini, Salerno, Sassari, Teramo, Torino, Trento, Treviso, Varese, Vercelli, Roma
Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav
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