© Fabrizio stenti . Pubblicata il 28 Giugno 2010.
Lo spazio sottoposto all’intervento presenta una difficile capacità nel rispondere in modo adeguato a tutte le funzioni richieste. Questo è il motivo per il quale si è ritenuto opportuno dover intervenire in modo attento e parsimonioso nell’utilizzo e nella divisione degli spazi richiesti.
© Fabrizio stenti . Pubblicata il 28 Giugno 2010.
L’intervento è stato quindi inclinato verso un semplice processo di sovrapposizioni di effetti.
© Fabrizio stenti . Pubblicata il 28 Giugno 2010.
Partendo dall’organigramma funzionale degli spazi interni, si è pensato di organizzare la pianta, funzioni, collegamenti e disposizione degli spazi; allo stesso modo ricalcando lo schema, per il Io così come per e IIo livello.
© Fabrizio stenti . Pubblicata il 28 Giugno 2010.
Con l’idea di evitare delle “scatole chiuse”, si è cercato di dare maggior trasparenza, intesa come controllo dello spazio visivo, liberandosi così dalla schiavitù delle indicazioni e dalle pareti divisorie.
© Fabrizio stenti . Pubblicata il 28 Giugno 2010.
Con L’ideazione quindi di strutture semiaperte, ovvero nastri chiusi solo da un lato, si è evitato l’uso di setti e elementi rigidi, che non avrebbero fatto altro che chiudere, costringere e separare. In questo caso lo spazio si divide solo in pavimentazione, con due materiali, bianco per gli elementi voluminosi e parquè scuro per il resto dello spazio. Con l’utilizzo di una trovata grafica e schematica si riportano disegnate le icone funzionali di ogni spazio, per facilitare la comunicazione delle informazioni, essendo le più rapide, nella comunicazione divulgativa. Grazie anche all’utilizzo di vetrate, il cliente/visitatore troverà tutto molto + accessibile e comodo
© Fabrizio stenti . Pubblicata il 28 Giugno 2010.
La Filosofia dell’intervento ha seguito una volontà di separasi dalla struttura, sottolineando così la sua presenza semplice e schematica. Avendo un’immagine finale che corrispondesse ad un openspace con microambienti interni, aventi diversi orientamenti dall’esistente.
© Fabrizio stenti . Pubblicata il 28 Giugno 2010.
I microambienti” presentano la stessa matrice, un telaio prefabbricato rivestito con teli tesi BARRISOL. Possono essere anche percepite come delle semplici scocche prefabbricate in plastica riciclata.
© Fabrizio stenti . Pubblicata il 28 Giugno 2010.
Solo nel caso dei servizi igienici, parte di queste sono chiuse visivamente, del resto sono tutte aperte e delimitate con lastre di cristallo insonorizzato, come uffici, sala meeting, lounge e ricezione clienti.
© Fabrizio stenti . Pubblicata il 28 Giugno 2010.
Di per sé la struttura ricettiva non è molto grande. Al suo interno presenta 24 camere doppie, e può ospitare un numero massimo di 44 persone + due camere riservate hai disabili. Questa costatazione del numero ridotto, ha fatto si che la struttura seguisse un andamento dedito + alla funzioni primarie. Ad es. camere da letto sono ridotte al necessario, disegnate come roulotte da viaggio, piene di tutti i confort, ma come le roulotte, sono confortevoli all’occorrenza ma non alla lunga. Questo per incentivare le persone ad usufruire più gli spazi esterni ed anche ad assicurare un riflusso di gente, che in un discorso economico e costruttivo consentirebbe alla struttura ricettiva di sostenersi, nel momento in cui si pensasse ad essa come albergo diffuso, ovvero come di una struttura che si appoggia ad altre.
© Fabrizio stenti . Pubblicata il 28 Giugno 2010.
La qualità dello spazio è alta, con la presenza di elementi d’arredo di alto valore estetico e di design, e la totale presenza di un parquè scuro che corre per tutti e due i il livelli. Un legno classico, signorile ed elegante, che accompagna la presenza delle poltrone Barcellona, sedie e poltrone di P. Stark, tavolini Saarinen, lampada ad arco di A .Castiglioni. lampade FOSCARINI, altre differenti abagiure ed elementi retrò , come gli sgabelli da bar anni 40.
© Fabrizio stenti . Pubblicata il 28 Giugno 2010.
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