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Lecce (LE), Italia

"Realizzazione della Citta' dell' arte e della musica" e del "Parco delle cave" LECCE

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Carlos Acosta Fontana, Gerardo Filocamo, Baires Raffaelli, vincenzo ramires pomella, massimo d' elia, Elio Ravà, Silvia Vacca Maggiolini, DMS geotechnical engineering, Gabriella De Querquis

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Il primo passo mosso nell’affrontare il tema in oggetto è stato quello di situare i macrointerventi sull’area e le loro correlazioni. Nel tentativo di avere un approccio tettonico i pieni hanno trovato la loro naturale collocazione nell’unico spazio non completamente esposto ovvero il fronte sud della cava nella porzione ovest della stessa; i vuoti si sono naturalmente configurati come “parco della musica” in suddetta parte e “parco delle cave” nella zona est. Questa distribuzione permette di apprezzare dall’edificio il miglior fronte della parete di roccia anche nell’ottica di una riqualificazione degli ambiti ferroviari così come venendo dal centro della città si entra subito in contatto con il complesso nella sua interezza; per soddisfare il desiderio di far dialogare l’intera operazione è stata prevista la perforazione del diaframma di roccia che divide le due zone ed il posizionamento di un terzo fabbricato nella zona meno attrezzata per darne analoga consistenza ed abbracciare la masseria ed il ninfeo. Gli accessi principali si sono naturalmente configurati sui fronti sud degli edifici ed in ogni parco tematico; sono successivamente stati pensati accessi minori sparsi per migliorarne la fruizione. Avendo immaginato tre edifici distinti, oltre alla quota strada come elemento di unione, ne è stato previsto uno autonomo ad una quota inferiore. Avendo fuso fra di loro gli spazi, gli accessi principali sono in grado di diventare già spazi di sosta ed essere allestiti come fossero delle cavee e la grande longitudinalità della continua fascia centrale ben si presta a divenire un unico percorso attrezzato con zone di giardino ai suoi margini; la parte centrale di questo elemento rappresenta la piazza in quota cava degli edifici ed in comunicazione con l’accesso principale. Il maggiore degli elementi costruiti ospita su più livelli l’auditorium maggiore e tutte le sue pertinenze, la caffetteria ristorante, i locali commerciali, servizi igienici e spazi di servizio quali magazzini, locali tecnici, camerini, spogliatoi ed amministrazione; l’edificio adiacente, oltre all’auditorium minore con i suoi ambiti accoglie tutte le sale prova e gli stessi servizi del primo ad esclusione dell’amministrazione. Oltre il lembo di pietra si trova il terzo edificio con il suo parcheggio multipiano, lo spazio espositivo, la biblioteca con relativi servizi. Il parco musicale, oltre alla grande cavea, dispone sull’asse attrezzato di una serie di piccoli fabbricati in grado di ospitare le più svariate funzioni, dal piccolo palco al locale notturno a seconda dei diversi allestimenti. Il parco delle cave invece, è stato pensato per rispondere ad esigenze ludico-ricreative di carattere sportivo ospitando anche installazioni artistiche di varia natura ed una piccola cavea. Il percorso attrezzato, partendo dal primo parco si sviluppa fino a quello delle cave dando continuità formale e funzionale all’intero intervento. Formalmente i fabbricati sono caratterizzati dal sembrare appartenenti alla cava stessa, nella grana dei materiali, nel loro colore, nelle forme sfaccettate e nelle loro profonde spaccature; la tensione raggiunta viene ulteriormente evidenziata dall’aggetto dei prospetti nord e dai tagli delle aperture. Le forme esterne si leggono naturalmente all’interno degli edifici attraverso i disassamenti disarticolati della distribuzione la cui conformazione permette di apprezzare la geometria del corpo che la contiene. La piazza di accesso, attraverso il suo sistema di scale, degrada fino all’asse attrezzato avvolgendo gli edifici ed insinuandosi fra le loro gole lasciandoli scoperti nella parte inferiore; solo uno di essi rappresenta una vera emergenza dalla quota stradale lasciando agli altri la diretta provenienza dalla terra. Le rampe-cavee seguono in materiali e forme le linee generali degli edifici. L’asse attrezzato si presenta come una lunga fascia longitudinale, fortemente ritmata con piccoli ma sensibili slittamenti trasversali che dissolvono il percorso nel parco delle cave; le parti a giardino lo lambiscono dandogli forte contrasto. Per la pavimentazione è stata prevista una breccia locale di granulometria variabile per dare appena una stonalizzazione globale. La parte a sud dell’asse è trattata a verde mentre quella a nord è indubbiamente più secca e naturale; proprio l’aspetto desertico di questo ambito caratterizza anche l’intero parco delle cave. Il paesaggio di fronte alla città della musica è allestito con i già citati chioschi polifunzionali, dall’aspetto tecnologico e dalle linee rette e perpendicolari; la piccola struttura può restare aperta ed ospitare manifestazioni musicali o essere tamponata e diventare un locale vero e proprio. Le torri di connessione verticale seguono la natura hi tech dei palchi guadagnando però parti in pietra e schermi diventando così, per dotazione e forma, un forte segno nell’intervento. Oltre il diaframma di roccia, la natura produttiva del sito viene citata dalla presenza di elementi di archeologia industriale imitati anche dagli allestimenti sportivi in forma e consistenza di rovina. Sebbene le installazioni artistiche siano molteplici e variabili ne sono state previste in questa sede alcune di natura estremamente drammatica in grado di rappresentare realisticamente il concetto intrinseco di cava ed il suo stato di abbandono.

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