Tavola_1
© Caragiulo Architects . Pubblicata il 27 Maggio 2010.
Premessa – L’area indicata per il Concorso di idee è dominata dalla presenza di vaste aree di antiche cave abbandonate. Situate extra moenia, subito oltre la ferrovia, hanno fornito per lungo tempo il materiale agli edifici di cui la città è in buona parte fatta. L’avvento di nuove tecnologie ne ha ridotto gradatamente la funzione fino a degradarle a terminale delle fogne cittadine. L’espansione della città e il sistema urbano dei comuni della “Grande Lecce” ne hanno riproposto il ruolo, promuovendo l’area non solo per la sua dimensione di grande “vuoto” posto a ridosso del centro, ma anche per il recupero della memoria storica e la suggestione del luogo. Da qui la proposta di fare delle cave un parco, conservandone il segno e utilizzando la loro vasta area. Un luogo vasto, nella maggior parte libero e unitario: una grande depressione artificiale compresa tra Via del Ninfeo e Via S. Cesario, debordante a est verso Via Rossini e a ovest lungo Via degli Argentieri. La sua vasta parte centrale (m 500×300, circa 15 ettari) è divisa a metà da Via dei Ferrari. Lungo la Via del Ninfeo si trova la Masseria Tagliatelle con il cinquecentesco ninfeo che dà nome alla via. Quasi sullo stesso asse, al di là della ferrovia, la città si presenta con la rettangolare piazza della Stazione e con la Via Oronzo Quarta che si dissolve nelle stradine del centro antico.
Tavola_2
© Caragiulo Architects . Pubblicata il 27 Maggio 2010.
La predisposizione del luogo – Nel materiale grafico allegato al Bando, oltre alla descrizione dello stato attuale dell’area, si trova lo schema di un progetto planivolumetrico, precedentemente redatto, che – oltre a numerosi e vari edifici – indica un progetto di nuova viabilità e una possibile posizione della “Città dell’arte e della musica”, separata dal bordo delle cave da una ampia strada e con edifici destinati a terziario e commerciale, con edifici destinati a “terziario e commerciale” portati a ridosso della Masseria Tagliatelle, fin dentro le cave. Abbiamo ritenuto questo disegno come puramente indicativo di studi precedenti, decidendo di non tenerne conto nello sviluppo del progetto di concorso. La nostra riflessione, inizia infatti, con la scelta e la predisposizione del luogo dell’intervento. Luogo che non può essere staccato dal margine della cava, nel luogo attualmente occupato da Via del Ninfeo. Il progetto comporta quindi la rimozione di questa strada che viene sostituita con un ampio viale perpendicolare al fascio dei binari, slittato e allineato col margine ovest della esistente piazza della Stazione: sul margine della cava si libera una fascia di oltre 50 metri di larghezza lunga 300, luogo di insediamento della futura “città delle arti e della musica”. Oltre allo spostamento di Via del Ninfeo, lo schema progettuale prevede una ampia piazza sul lato sud del fascio binari (circa m 200×55), limitata sui lati dagli esistenti edifici industriali, (che potrebbero essere recuperati per funzioni commerciali e direzionali) e un nuovo fronte edificato che dovrà costituire il nuovo ingresso a monte della stazione, unito alla piazza e all’edificio esistente dal prolungamento dei sottopassi di accesso ai binari di corsa. Nella nostra ipotesi progettuale, un sovrapassaggio in quota supera i binari unendo direttamente le due piazze e ponendosi come un “cannocchiale” aperto verso l’asse stradale e la nuova struttura architettonica. La stazione per gli autobus intercomunali è posta su uno dei margini della piazza, spostata rispetto a quella indicata nel disegno planivolumetrico allegato al bando, mentre l’area di questa è destinata ad un ampio parcheggio per auto private (192 posti), punto di scambio gomma-ferro o terminale di un possibile park and ride; e comunque meno impattante sul margine della cava rispetto alla stazione pullman, alla dimensione degli autobus, alla altezza delle pensiline. Questa parte del progetto ha un valore strategico e rimanendo solo schematica necessita di essere sviluppata da un successivo specifico progetto architettonico e ambientale.
Tavola_3
© Caragiulo Architects . Pubblicata il 27 Maggio 2010.
L’insediamento del progetto – Due assi territoriali vengono utilizzati come generatrici principali del progetto. Il primo coincide con la nuova giacitura della Via del Ninfeo: un asse perpendicolare al fabbricato della stazione e al fascio dei binari e delle banchine di stazione, asse ripreso dal nuovo fronte sud della stazione e dalla geometria della nuova piazza antistante a questo. Il secondo asse riprende il percorso della Via Oronzo Quarta e forma con il primo un angolo di 2° esatti, piccolo ma sufficiente a rendere dinamico il sistema principale dell’edificio che vede i suoi corpi appoggiati alternativamente alla giacitura dei due assi e alle loro perpendicolari. Come vedremo nel seguito, solo alcuni elementi si sottraggono a questa doppia geometria, disponendosi liberamente nel contesto ambientale. Sul primo asse si dispone la piazza quadrata di circa 50 metri di lato, contigua con quella della stazione ma specializzata nelle funzioni a costituire – come richiesto – il principale punto di accesso al complesso. Sul secondo asse si pone, quasi riprendendo la giacitura di Via Quarta, il primo corpo dell’edificio costruito lungo la nuova Via del Ninfeo. Il suo prosieguo viene ruotato di 2 gradi disponendosi sul primo allineamento, a cui si adegua anche la sala dell’auditorium da 800 posti. Il volume dell’auditorio da 200 posti non segue nessuno di questi allineamenti, ma ruota in ragione delle principali viste del parco della cava, e in particolare della posizione dominante della Masseria Tagliatella
Tavola_4
© Caragiulo Architects . Pubblicata il 27 Maggio 2010.
L’aspetto funzionale – Il sistema edilizio della “Città dell’arte e della musica” si apre alla città con una piazza di media dimensione (m 50×50), segnata sul margine aperto verso la stazione da una serie di elementi verticali che ne segnano il confine anche con una apposita illuminazione. Il lato verso strada è costituito da un portico passante, mentre gli altri due lati della piazza ospitano, insieme all’ingresso al foyer la caffetteria e il ristorante: ambedue con possibilità di servizio all’aperto nella stessa piazza. Dalla piazza si accede ad un grande foyer e da questo alle due sale destinate ai concerti. Quella di maggiore dimensione (oltre 800 posti) ha una pianta rettangolare ed una altezza all’incirca pari alla larghezza, secondo le regole acustiche che vedono in questa forma (ed in questi rapporti dimensionali) una delle migliori per sale destinate all’ascolto musicale. La seconda sala, di dimensioni minori (circa 200 posti), ruotata rispetto alla prima, conclude lo spazio del foyer, aprendolo con ampie pareti vetrate verso la sottostante cava, nella quale i volumi delle due sale si incastrano. Oltre il foyer, si passa in un grande spazio coperto che accompagna l’andamento dei due corpi longitudinali, leggermente ruotati tra di loro (con un angolo di 2 gradi, come abbiamo visto nel paragrafo precedente). Questi corpi sono sviluppati su tre superfici. Il primo ospita, al piano terra, sul margine del foyer, le aree destinate ai negozi (che sono quindi accessibili anche dallo spazio del teatro). Al piano superiore, oltre ad una libreria specializzata posta sopra l’area dei negozi (collegabile direttamente con questi, se opportuno) sono sistemati gli spazi destinati alla didattica, facilmente accessibili dalla piazza e quindi dalla città. Il secondo edificio è destinato essenzialmente ai musicisti: comprende le sale prova, quelle per singole persone e quelle per le prove generali, anche dell’orchestra, gli spogliatoi per i musicisti e gli spazi di ristoro e di permanenza. Al termine dei due edifici prima descritti, con andamento ortogonale rispetto a questi, sono localizzate le aree tecniche e audio video, che possono essere gestite indipendentemente dagli altri edifici, permettendo il giusto livello di privacy alle sedute di incisione o di produzione audiovisive.
© Caragiulo Architects . Pubblicata il 27 Maggio 2010.
Il Parco delle Cave – Il problema delle cave e della loro possibile utilizzazione è stato attentamente considerato nel contesto del progetto. Si intende per “parco” un grande giardino, percorso da viali , abbellito con piante ornamentali e aiuole fiorite, destinato a luogo di ricreazione e di passeggio (Aldo Gabrielli, Vocabolario della lingua italiana). Ma, nel nostro caso, il suolo del giardino si trova mediamente a 10 metri di profondità rispetto alla quota del terreno naturale. Inoltre le operazioni progettate devono considerare i particolari aspetti ambientali del luogo, esaltati soprattutto sui margini, dove i segni dello scavo hanno lasciato affascinanti pareti, di una artificialità che confina con il naturale. D’altronde di un luogo artificiale si tratta; e la rada e casuale vegetazione arborea che ne occupa il fondo non riesce a costituire un nuovo sistema ambientale. Peraltro bisogna anche tener conto della pericolosità che spesso, nella città occidentale contemporanea, le aree dei parchi e dei giardini può rappresentare (nessuna persona di buon senso attraverserebbe il Central park di New York dopo il tramonto). Inoltre, la posizione interrata delle Cave costituisce un luogo naturalmente protetto dai venti, di maggiore umidità rispetto ai suoli di superficie. Il progetto ritiene che la grande superficie del Parco delle cave vada utilizzata in parte anche per scopi produttivi, localizzando al suo interno una serie di “giardini”, recinti quadrangolari poggiati sulle diverse quote del fondo della cava, livellati con l’opportuno terreno vegetale, riempiti con piantagioni di agrumi, alternando – come in un museo – le varie tipologie (gli aranci, i limoni, i limoncelli i vari tipi di mandarino, ecc.) e alternandole con giardini di frutti mediterranei ormai spariti dai banchi dei fruttivendoli e forse a rischio di estinzione (le sorbe, il corbezzolo le giuggiole, alcuni tipi di piccole pere, o di mele asimmetriche e quindi radiate dal mercato). Ogni singolo recinto viene poggiato sul terreno e orientato seguendo la particolare geometria di questo e viene realizzato con la stessa pietra ricavata dalla cava, operando una seconda modellazione, in parte con lo scavo e in parte con i muri. In ciascun recinto vengono posti a dimora, su griglie geometriche alberi di uno stesso tipo, coltivati secondo i metodi della agricoltura biologica, affidando il raccolto, la trasformazione e la commercializzazione a strutture da localizzare nelle stesse masserie che ancora sorgono sui margini di queste cave. Tra i recinti, il restante suolo, trattato convenientemente, costituisce una serie di percorsi utilizzabili anche per mostre all’aperto, oltre per le visite (guidate) al parco agricolo. Un parco che potrebbe contenere, magari lungo i percorsi tra i giardini, anche un “giardino degli odori”, fatto con le erbe aromatiche dell’area mediterranea. Dall’alto, l’insieme delle chiome riunite nei singoli “giardini” costituisce una notevole massa verde, colorata nelle stagioni giuste dal colore dei frutti e richiamata, in particolare nel caso degli agrumi, dal caratteristico e forte profumo dei suoi fiori, a primavera. Un giardino da osservare e godere anche dall’alto, dai bordi della cava, dalla Masseria, dagli atri e dagli spazi distributivi della Città della musica e dell’arte. Un filare di alberi ad alto fusto attraversa lo spazio mediano del parco, mettendo in connessione le due aree di cava divise connettendole sotto passando Via dei Ferrari e trattando la seconda parte in maniera simile alla prima. Il filare alberato, con il suo percorso rettilineo, costituisce sia un elemento di connessione e di segnalazione del Parco, sia un percorso principale, a cui tutti gli altri in qualche modo si riconnettono. Un teatro all’aperto, posto in aderenza ad una delle più belle pareti della cava, permette di utilizzare spazi aperti per i concerti estivi, ponendosi come una grande gradonata di accesso principale al parco ed ai percorsi del fondo delle cave.
© Caragiulo Architects . Pubblicata il 27 Maggio 2010.
Il risparmio energetico, l’innovazione tecnologica, la sostenibilità ambientale – Qualsiasi progetto pensato nel momento storico attuale deve fare i conti con il risparmio energetico, concetto a cui spesso si somma l’innovazione tecnologica, sempre più legata al dominio dell’impiantistica. Nel nostro progetto, il sistema della copertura che si stende e unifica la maggior parte dei volumi funzionali ospita,in corrispondenza degli edifici, una serie di pannelli fotovoltaici, capaci di produrre una energia di picco di 220 kw, sufficiente a sostenere il fabbisogno energetico di circa 4500 mq della superficie di progetto, che si è calcolato essere, (esclusi i Foyer e le sale che vengono utilizzate in occasione delle manifestazioni), pari alla superficie media giornaliera utilizzata. In pratica, è come se l’edificio funzionasse a costo zero, per quanto concerne l’energia elettrica. I sistemi di riscaldamento delle grandi sale sono pensati con serpentine a pavimento che consentono di utilizzare liquidi a bassa temperatura, ottenibile con sistemi solari passivi facilmente distribuibili sia sulle coperture degli edifici sia in particolari aree delle cave. La sostenibilità ambientale – termine quanto mai ambiguo – nel nostro caso viene ricercata nel contenimento dei volumetrico senza nulla cedere in funzionalità. Essa viene confermata dalla attenta operazione ipotizzata sul “Parco”, che unisce l’uso agricolo del suolo ad una ipotesi di recupero arboreo, trasformando comunque l’area della cava in un grande polmone verde, particolarmente importante in una zona interessata da aree di parcheggio e di scambio del traffico gommato.
© Caragiulo Architects . Pubblicata il 27 Maggio 2010.
© Caragiulo Architects . Pubblicata il 27 Maggio 2010.
© Caragiulo Architects . Pubblicata il 27 Maggio 2010.
© Caragiulo Architects . Pubblicata il 27 Maggio 2010.
© Caragiulo Architects . Pubblicata il 27 Maggio 2010.
© Caragiulo Architects . Pubblicata il 27 Maggio 2010.
© Caragiulo Architects . Pubblicata il 27 Maggio 2010.
© Caragiulo Architects . Pubblicata il 27 Maggio 2010.
Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:
Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza
Ordine Ingegneri: Ascoli Piceno, Bari, Cagliari, Foggia, L'Aquila, Lecce, Lecco, Messina, Monza, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Rimini, Salerno, Sassari, Teramo, Torino, Trento, Treviso, Varese, Vercelli, Roma
Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav
Vedi la lista di tutte le associazioni per regione. Per maggiori informazioni Contattateci