© valentina chiocca . Pubblicata il 27 Maggio 2010.
La piazza come nodo centrale, collega tra loro i punti nevralgici della città, le zone di interesse, i progetti futuri. La piazza è elemento connettivo del tessuto urbano e aggregativo per chi la città la vive.
© valentina chiocca . Pubblicata il 27 Maggio 2010.
L’analisi storica dello sviluppo della Spezia nei due secoli passati mette in luce come questa città si sia sempre mostrata aperta alle innovazioni; la sua natura di città portuale, che si affaccia sul mare, già di per sé rappresenta l’ampliamento dei propri orizzonti e la proiezione verso l’esterno dei propri confini, così come la disponibilità ad accogliere influssi e stimoli provenienti dall’esterno. Storicamente le piazze europee costituiscono i luoghi di rappresentanza della società che in esse si riconosce. In particolare in Italia la piazza si raffronta spesso con i palazzi importanti, contenitori di attività legate alla vita pubblica. La piazza quasi sempre di forma regolare, quadrata o rettangolare è il luogo che consente la vita sociale dei cittadini e, pur rimanendo strettamente connessa al tessuto edificato e viario delle città, risulta ben distinguibile e può meglio affermare il suo valore simbolico. Piazza Verdi nella sua attuale configurazione si può definire un esempio eclatante di negazione del concetto di luogo deputato all’aggregazione sociale. Infatti, essa accoglie due assi viari separati sull’asse longitudinale dalla presenza di aiuole piantumate con alberi di alto fusto. Non una piazza ma un grande viale alberato.
© valentina chiocca . Pubblicata il 27 Maggio 2010.
L’intervento proposto si pone l’obiettivo di reinventare la piazza e ristabilirne il valore fondamentale di luogo fruibile e aggregante. Lo spazio su cui si interviene si inserisce in una trama urbana caratterizzata da una maglia regolare, scandita da assi viari principali e secondari; è di forma rettangolare, con la dimensione longitudinale molto maggiore rispetto a quella trasversale. Il progetto vuole comporre un equilibrio tra il nuovo e l’esistente e riportare lo spazio alla funzione di unica grande piazza articolata in più ambiti e su diversi livelli con, conseguentemente, una nuova percezione dello spazio. L’idea di progetto nasce dalla consapevolezza che per ricostituire un luogo aperto integrato col tessuto urbano esistente sia necessario realizzare una soluzione fortemente caratterizzata da segni che pur rappresentativi di un linguaggio moderno possano tessere una trama strettamente connessa con gli edifici e le strade esistenti. La pavimentazione acquista il ruolo di filo conduttore, la trama che riunifica l’intero ambiente. La pietra grigia, porosa, ruvida, costituisce lo sfondo, mentre un nastro rosso acceso, lucido, determina la scansione degli spazi e le loro funzioni, la distribuzione della luce, i luoghi di sosta, il passo della vegetazione. E’ stata posta un’attenzione particolare allo studio degli elementi illuminanti e alla scelta dell’illuminazione che costituisce un carattere fondamentale nella percezione dello spazio. All’interno della piazza si identificano tre zone principali; una parte centrale nella quale predomina la pavimentazione e due ali laterali nelle quali trovano spazio il verde, l’acqua, zone di sosta ed altri episodi funzionali. La parte centrale, libera, è concepita come uno spazio versatile, adattabile a usi diversi; pone l’accento sul palazzo delle poste, utilizzato come “sfondo”, quinta scenica ideale (sfruttando il piano rialzato in facciata) per eventuali rappresentazioni o spettacoli all’aperto. Inoltre, prolungando la pavimentazione fino agli edifici di fronte, si modifica la percezione dello spazio, spezzando almeno in parte la componente dominante longitudinale e dilatando la dimensione trasversale della piazza. Le due zone laterali costituiscono i punti di accesso alla piazza con una stazione di sosta per pedoni in attesa dei mezzi di trasporto pubblici corredata da un corner informativo telematico da un lato e un sistema fontana realizzato con elementi verticali trasparenti su cui scorre acqua, inseriti in una vasca dall’altro; sono caratterizzate dalla presenza del verde e delle zone di sosta. L’elemento acqua, inserito in vasche a raso con la pavimentazione, porta all’interno del tessuto urbano il mare. Contemporaneamente, assolve un compito fondamentale per la fruibilità dello spazio perché consente di creare un microclima favorevole alla permanenza delle persone; avendo progettato un grande spazio centrale completamente libero, il problema maggiore si verifica durante il periodo estivo, quando diventa necessario studiare delle strategie per evitare l’eccessivo riscaldamento dell’ambiente. Dallo studio delle variazioni dei venti e dell’ombreggiamento sulla piazza durante il corso dell’anno, sono emerse alcune considerazioni; la presenza di venti prevalenti da Est/Nord-Est e Sud/Sud-Est durante l’estate ha influenzato la posizione delle due grandi vasche d’acqua; i venti caldi che entrano nella piazza, incontrano la superficie dell’acqua e si raffreddano con conseguente sensazione di benessere nelle zone circostanti e soprattutto nella parte centrale della piazza nella quale convergono. La scelta cromatica si è divisa in due categorie di colori: il blu, il cobalto, il turchese e l’ocra di ispirazione naturale il rosso ed il grigio di ispirazione artificiale. I primi vogliono legare la piazza all’ambiente naturale che circonda la città; li ritroviamo negli specchi d’acqua e nei vetri colorati della fontana e sono richiamo al mare e al cielo, elementi dai quali una città portuale non può prescindere. L’ocra, inserito nelle corsie carrabili in asfalto natura, è il colore delle terre e delle montagne alle spalle della città che la avvolgono e la proteggono. Il rosso e il grigio, sono invece segni dell’urbanizzazione e della storia abitativa dell’uomo: il grigio della pietra, è il segno di un’urbanizzazione antica, “nobile”, non basata sul cemento, ma sulla pietra, sulla natura rimodellata per gli usi di civilizzazione. La linea rossa, che è anche l’intervento pittorico/artistico sul quale abbiamo articolato l’intero progetto della piazza, è il segno dell’uomo, un segno deciso, apparentemente disorganico nel dettaglio, ma che ha una sua logica nella vista d’insieme: come gli interventi urbanistici di una città, che spesso si stratificano, apparentemente con incoerenza, ma che se guardati da “lontano”, in senso temporale, hanno una loro organicità estetica e formale. Il segno rosso si muove sulla piazza e la definisce, scandendo anche zone di sosta, corre nella pavimentazione a raso, ma ogni tanto si solleva, crea una seduta e poi riparte. Il segno rosso, quindi, vuole essere metafora dell’uomo e dei suoi interventi sul luogo incontaminato, che stratificandosi nei secoli determinano un legame fra antico e contemporaneo, artificiale e naturale, organico e disorganico. Un disegno che ricorda la pianta di una città che racconta la sua storia e l’inarrestabile scorrere del tempo. I segni rossi che convergono nella piazza da tutte le direzioni, vogliono fare di questo luogo il naturale fulcro fra il mare e il centro storico, e interrompere visivamente l’eccessivo sviluppo orizzontale della piazza, donandole una proporzione più armonica. Il sistema delle sedute si muove parallelamente alla trama a nastro definendo la sua natura a seconda dei diversi ambiti. L’attuale traffico veicolare sarà convogliato con doppio senso di marcia sul lato della piazza verso il mare; a questo percorso carrabile, sarà affiancata una corsia ciclabile in aderenza al percorso pedonale adiacente ai palazzi. I percorsi pedonali e il percorso carrabile avranno un unico livello altimetrico e la scelta della stessa tipologia di pavimentazione tra i vari percorsi consentirà di avere una visione unitaria dello spazio “piazza”. L’insieme delle opere proposte crea una sequenza spaziale continua che vuole sottolineare le diverse scale di percezione dello spazio pubblico e riconnettere gli oggetti e gli spazi in un disegno unitario per far dialogare le preesistenze con la nuova dimensione urbana.
© valentina chiocca . Pubblicata il 27 Maggio 2010.
© valentina chiocca . Pubblicata il 27 Maggio 2010.
© valentina chiocca . Pubblicata il 27 Maggio 2010.
© valentina chiocca . Pubblicata il 27 Maggio 2010.
© valentina chiocca . Pubblicata il 27 Maggio 2010.
© valentina chiocca . Pubblicata il 27 Maggio 2010.
© valentina chiocca . Pubblicata il 27 Maggio 2010.