Planimetria
© RICCISPAINI architetti associati srl . Pubblicata il 01 Giugno 2010.
VISIONE Negli ultimi anni in Italia sono stati banditi molti concorsi di progettazione per la riqualificazione dei fronti-mare urbani. Regioni come la Liguria e la Romagna hanno fatto di questa politica un manifesto del cambiamento. Gli esiti sono il più delle volte disastrosi. Guardati nell’insieme i progetti, anche quelli più belli dal punto di vista disciplinare, tendono tutti all’omologazione dei luoghi costieri. Come tante piccole Rotterdam, Barcellone, Yokoame o Copacabane, ridisegnate sulle coste del Mediterraneo. Con i lungomare in parquet e i lampioni alti con le parabole curve. “Progettati da architetti”, non sono così i luoghi dove ci piace andare al mare. Anzi li evitiamo. Ci piace il sole del sud che arde la pietra e l’ombra che taglia il molo. Li cerchiamo in Sicilia, come in Grecia o in Puglia. Ci piace il disordine e quell’aria di incompiuto che ci racconta la nostra presenza nel paesaggio. Cerchiamo ogni volta l’emozione del conflitto tra la caoticità del tempo presente e le rovine dell’antico. Poi ci piace fare il bagno, sederci sul molo a pescare e a guardare le barche che tornano e che vanno. E’ questo il senso del Mediterraneo, con la sua identità perfetta e continuamente mutevole. Una dimensione sociale, di vita, che si realizza stemperandosi nel paesaggio. Nelle sue città di costa le rive sono sempre bastarde, figlie di tempi e di progetti diversi. Sono territori di confine sull’acqua di un mare chiuso. Descrivono il carattere della loro gente e della loro terra ma promettono sempre la meraviglia e l’oltremare. Tutte le città del Mediterraneo raccontano di sé e dei paesaggi che hanno di fronte. C’è Asia e Africa nelle nostre città così come ogni nostra città vive sulle sponde degli altri continenti che si specchiano nello stesso mare. Tutte le città del Mediterraneo raccontano in fondo con voce diversa le stesse storie e la stessa civiltà. Il fronte del porto di Pantelleria non è quello che resta di una città distrutta e mal ricostruita. È la piazza d’ingresso ad un’isola meravigliosa e selvaggia, che realizza l’idea del Mediterraneo.
Schema delle fasi
© RICCISPAINI architetti associati srl . Pubblicata il 01 Giugno 2010.
Il nostro progetto parte da queste considerazioni e realizza tre mosse semplici, tre interventi che corrispondono ad altrettanti concetti di natura etica.
Sezione
© RICCISPAINI architetti associati srl . Pubblicata il 01 Giugno 2010.
Il primo concetto è quello dell’addizione. Il progetto propone di restituire senso e nuova qualità formale al fronte del porto, aggiungendo invece che demolendo, e prevede sei nuovi “cannizzi”, sei padiglioni luminosi che ospitano servizi ed attrezzature turistiche o ricettive (bar, ristoro, mercato) disegnando un nuovo rapporto col mare. Sei volumi bianchi, come landmarks – punti cospicui del paesaggio, che si stagliano sul fronte del porto e stabiliscono una nuova relazione e un nuovo waterfront. Di notte sono come grandi lanterne; nuovi punti descrivono il paesaggio di arrivo all’isola.
Sezione Molo Adragna
© RICCISPAINI architetti associati srl . Pubblicata il 01 Giugno 2010.
Il secondo concetto è quello della sostenibilità ambientale e paesaggistica. La qualità del nuovo fronte del porto di Pantelleria non dovrà dipendere da un’idea di forma. In altri termini, vogliamo affermare la convinzione che la nuova figura del porto dovrà essere l’esito e la rappresentazione di ciò che è sensato fare per poter vivere il mare e la sua riva come una risorsa culturale e turistica.
Sezione sui Dehor
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Il terzo concetto è quello della sostenibilità sociale ed economica. Le azioni progettuali e i fondi che saranno impegnati per realizzare il nuovo waterfront dovranno essere spesi per restituire qualità ambientale e spazio pubblico agli abitanti e ai futuri fruitori di questi luoghi. Non tutti gli interventi dovranno essere pagati dall’ Ente Pubblico. Il Comune dovrà investire in primo luogo sulle infrastrutture legate alla mobilità carrabile, sull’illuminazione, sulle nuove alberature e sulla pavimentazione dell’area del waterfront, per avviare il processo generale di riqualificazione urbana che darà il via agli investimenti privati. Privati gestori delle attrezzature e dei servizi previsti potranno poi, a loro spese e sulla base di specifici accordi con l’Ente pubblico, realizzare gli interventi previsti dal progetto generale. Solo in questo modo, rendendo accessibile e sicura l’area del fronte mare e creando i servizi e le attrezzature in grado di catalizzare e destagionalizzare lo spazio del porto, sarà possibile attrarre nuove economie e generare sviluppo.
Piante e funzionamento bioclimatico
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CONCETTO Obiettivo del progetto è la riqualificazione e configurazione di nuovi spazi pubblici del waterfront e del centro storico di Pantelleria. Il tratto di costa oggetto di studio viene strategicamente inteso come una sorta di lunga piazza longitudinale affacciata sul mare. Il sito si configura come una nuova centralità che manifesta tutte le potenzialità per diventare elemento di riqualificazione dei quartieri che vi si affacciano. Attualmente la strada litoranea che attraversa il centro storico da nord a sud si presenta come una netta cesura tipicamente infrastrutturale, tra la passeggiata sul porto e il retrostante edificato. La riorganizzazione di questo spazio si configura a partire dalla possibilità di costruire una nuova relazione tra il porto e il fronte urbano. Dunque risulta necessario ridurre al minimo l’impatto della carreggiata, ragionando, in primo luogo sulla possibilità di dirottare buona parte traffico sulla strada parallela più interna (in un futuro in cui verrà costruita la bretella di collegamento prevista come ipotesi dal Piano Particolareggiato in allegato al presente bando) , mantenendo sulla costa un’unica carreggiata per garantire la viabilità di emergenza, pubblico servizio e ricircolo; in secondo luogo operando una attenta scelta dei materiali da impiegare e riflettendo su soluzioni tecniche che garantiscano un equilibrio tra la valorizzazione delle preesistenze e l’introduzione di innovazioni. Queste scelte devono operarsi sulla base di un’attenta lettura dei luoghi, della loro intrinseca natura, per innescare un meccanismo virtuoso che ne manifesti le potenzialità.
Funzionamento bioclimatico
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In sintesi il progetto si configura a partire da tre concetti principali:
Vista
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- La volontà di creare un paesaggio del fronte mare che si caratterizza per aggiunta e non per sottrazione, secondo il classico processo di accumulazione e stratificazione proprio della città mediterranea. Questo processo viene messo in pratica attraverso la giustapposizione di una serie di piccoli volumi luminosi che costituiscono i nuovi LANDMARKS del paesaggio pantesco. Si tratta di padiglioni luminosi che ospitano i servizi necessari al nuovo spazio pubblico. Da un lato essi funzionano come catalizzatori di attività e di persone, dall’altro definiscono un’immagine riconoscibile della città per chi proviene dal mare. In questo senso sono dei landmarks, dei segni che restituiscono al paesaggio del centro storico di Pantelleria quell’identità persa con le distruzioni belliche e le ricostruzioni degli anni ‘60.
Vista
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- La scelta di rendere omogeneo lo spazio pubblico del waterfront sia per tenere insieme e integrare nel progetto in maniera coerente situazioni e ‘ambiti’ diversi, sia dal punto di vista dei materiali che contribuiscono a creare un nuovo SUOLO. Si è scelto infatti di trattare lo spazio del lungomare come un’unica ‘piazza longitudinale’, un grande spazio pubblico, il cui centro sono il porto e il mare, caratterizzato da un unico tipo di pavimentazione e da alberature disposte secondo uno schema di griglia regolare.
Tavola 01
© RICCISPAINI architetti associati srl . Pubblicata il 01 Giugno 2010.
- Terzo principio fondante del progetto è l’adattamento dei FLUSSI di percorrenza del fronte mare, sia pedonali che carrabili. Questo aspetto procede direttamente dai concetti precedenti. Si è trattato di adattare i percorsi carrabili e soprattutto di ripensare il tema della sosta dei veicoli, creando dei nuovi parcheggi e consentendo quindi di liberare la passeggiata pedonale sul lungomare.
Tavola 02
© RICCISPAINI architetti associati srl . Pubblicata il 01 Giugno 2010.
Tavola 03
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