© Nabito Architects and Partners . Pubblicata il 05 Giugno 2010.
1.SCALA TERRITORIALE L’area proposta per l’intervento , risulta un nodo strategicamente importante nell’infrastruttura della Città e soprattutto nella scala del territorio. La prossimità della stazione ferroviaria e’ un punto di forza che amplifica l’accesso alle funzioni che il progetto propone; uno spazio polifunzionale , un attrattore sociale e culturale a 20 minuti dalla costa e dall’interland : l’interazione dei diversi flussi di trasporto a diverse scale impone al progetto una visione importante di promozione della regione sul territorio nazionale. La città della musica e dell’arte , il suo ampio parco verde attrezzato ed il parco delle cave, unisce memoria storica e contemporaneità. 2. SCALA URBANA Il nuovo intervento proposto deve intendersi come un connettore urbano di attività civiche collettive che si insinuano in corridoi verdi ed urbani . Il progetto di ricucitura urbana deve essere percepito ,non come una separazione assiale tra ambiti ed usi differenti, bensì come un congiunto integrato di spazi naturali ed artificiali, pubblici ed intimi , minerali e vegetali, architettonici e paesaggistici. Un grande paesaggio abitato in relazione con l’archeologia e la storia, la memoria della città e lo spazio contemporaneo; un grande generatore di impulsi per l’interazione tra le differenti livelli di complessità del presenti nel luogo. Non una cesura fra le aree in oggetto di concorso ma un’ integrazione a differenti quote , trasformando la strada ad alto scorrimento ( via del Ninfeo) in un boulevard urbano di accesso che collega la Provincia e la Città nell’area di scambio intermodale (auto-treno-bus) e congiunge i bordi delle aree in un gran belvedere- passeggiata, sia verso il parco archeologico sia verso il complesso della città della musica. Il nostro progetto torna a riempire il vuoto delle cave con una maglia di spazi pieni e vuoti interconnessi in positivo-negativo, negando l’assialità a favore di una fusione con il sistema della città visto come slittamento dalle cave stesse ,come se la memoria ci portasse a pensare grandi massi di pietra che occupano l’area ed in parte invadono il parco della musica. 3. SCALA DEL PROGETTO Il progetto si può leggere come una serie di orme costruite o vuote, virtualmente già presenti nel luogo e che reinterpretano la sua stessa condizione essenziale, amplificando e valorizzando gli elementi esistenti: Il progetto mette in sintonia questi elementi:il grande muro delle cave, il singolare ed elegante profilo della città e dei suoi toni dorati. La sua storia e la sua pietra. La topografia scavata che culla i due parchi. Le preesistenze di grande valore storico come il ninfeo. Il progetto accetta la divisione delle aree proposta dal bando ma cerca di integrare le tre aree in modo differente. LA CITTÀ DELLA MUSICA Il vario e polivalente programma funzionale si articola attraverso un sistema vertebrato che apre atrii e visioni e, allo stesso tempo, comprime i percorsi verso i diversi usi. Il complesso e’ connesso alla città e al suo intorno attraverso differenti punti di penetrazione : dal parco , dal boulevard (via del Ninfeo), dal parcheggio pubblico interrato.e dai collegamenti viari e pedonali previsti al di sotto dell’attuale stazione ferroviaria. Gli elaborati grafici riportano gli schemi per indicare le principali attività ed il funzionamento distributivo dell’edificio. Un livello sara’ dedicato alle funzioni pubbliche ed un altro a quelle di accesso piu’ ristretto. Le aree private sono invece disposte in modo da non interferire con gli altri spazi. I DUE PARCHI Il parco della musica è direttamente connesso alla volumetria degli edifici-paesaggio, penetrando e manifestandosi come la gran porta pedonale di accesso al complesso dalla città. Scendendo il dislivello , la “GRAND PLACE” si apre offrendo un’area vasta attrezzata, una Cavea pubblica per spettacoli all’aperto o semplicemente per sostare attraverso la quale entrare nel complesso. Il parco archeologico o della memoria(il parco delle cave) prova a valorizzare il più possibile lo spazio esistente; si costruisce un bordo alla città attraverso un deambulatorio di distribuzione , come un gran belvedere ; una passeggiata pedonale e attrezzata con pista ciclabile e percorsi sportivi ;uno spazio che mantiene la sua presenza di gran vuoto attraverso un intervento leggero e rispettoso. Differenti terrazzamenti scendono verso il centro del parco accompagnando la passeggiata con differenti usi del materiale pavimentato. I materiali scelti per le pavimentazioni vanno dalla pietra leccese ( con differenti trattamenti , dal piu’ urbano al piu’ grezzo),al altre tipologie di pietra locale ,al prato con alberature arbustied essenze tipicamente autoctone e mediterranee. Il parco si collega alla città della musica direttamente, attraverso un passaggio sotto la strada che apre un’ ulteriore sala polivalente, più intima e in diretto contatto con la presenza delle cave. Esiste la possibilità di pensare ad un piccolo museo interattivo della storia e della nascita della città recuperando il ninfeo come preesistenza storica e disponendo nuove installazioni lungo i terrazzamenti del parco. Nel parco della cave sono previste aree espositive legate principalmente alla attività di coltivazione della pietra leccese o più in generale agli ecosistemi delle aree di cava mutuandoli in motivo di attrazione e fruizione. Le tematiche geo-paleontologica, archeologica- industriale e dei beni culturali, rappresentano compiutamente la complessa storia della formazione della estrazione e della lavorazione della pietra leccese. I fossili ed i cetacei rinvenuti in più luoghi all’interno dell’unità geologica miocenica, la documentazione delle diverse metodologie di coltivazione della pietra da quella manuale ( zuccotti) a quella più moderna , le immagini e le modalità di lavorazione presenti sui monumenti e sulle costruzioni del Salento troveranno la loro giusta collocazione,rappresentando scientificamente e filologicamente il percorso della memoria, il motivo conduttore di quell’ ambiente e di quel parco. La copertura degli edifici della Città dell’arte e della musica è un manto erboso che può diventare anche un giardino praticabile. La scelta di tale soluzione, oltre che estetica ed integrativa dei valori ambientali dell’area di intervento, è anche funzionale. ll tetto verde con i suoi cambi cromatici ,soprattutto in autunno ed inverno, si integra con le pareti delle cave e le loro striature, con le facciate degli edifici che segnano la morfologia della Città., riduce l’escursione termica, aumenta il risparmio energetico ,migliora l’isolamento termo-acustico ed abbatte l’inquinamento ambientale grazie alla cattura delle polveri sottili. La vegetazione in copertura, infatti, assolve molteplici funzioni: innanzitutto contribuisce a rinfrescare l’aria, riducendo l’effetto “isola di calore” che si verrebbe a creare in un insediamento confinato come quello delle cave, e a migliorare significativamente l’isolamento termico in copertura, riducendone sia le dispersioni di calore nella stagione invernale sia, soprattutto, considerate le condizioni climatiche nella città di Lecce, limitando la necessità di raffrescamento nel periodo estivo. Il risparmio energetico ottenibile dall’utilizzo di una simile tecnologia è quantificabile in circa il 30% del fabbisogno annuo di energia. Inoltre, l’utilizzo di coperture verdi, consente al complesso proposto di svolgere un’azione mitigante sull’inquinamento acustico, dovuto sia al traffico treni della vicina stazione ferroviaria sia a quello veicolare proveniente da una delle principali arterie della viabilità cittadina (viale Grassi-via del Ninfeo). Altro vantaggio è quello di contribuire attivamente alla riduzione degli inquinanti atmosferici. Infatti, grazie al processo della fotosintesi un tetto verde contribuisce a trattenere le polveri sottili, a neutralizzare le emissioni dei gas di scarico fino al 95% in 48 ore, come hanno dimostrato gli studi del professore H.J. Liesecke e a ridurre l’inquinamento elettromagnetico come provato dagli studi condotti dall’Istituto per l’alta frequenza microonde dell’Istituto Universitario militare di Monaco (www.uni-muechen.de). Le coperture verdi, poi, hanno una notevole capacità di ritenzione idrica. Questo è molto importante specialmente in un contesto, come quello delle cave, in cui un’eccessiva cementificazione potrebbe determinare notevoli problemi nella gestione delle reti di smaltimento delle acque bianche specie in presenza di forti acquazzoni. L’intervento proposto prevede,inoltre, la raccolta separata di acque reflue e piovane nonché la rete separata di scarico dei reflui civili, per favorire il recupero differenziato degli scarichi umani. In particolare si è prevista la separazione delle reti di adduzione di acqua potabile e acqua piovana, il recupero e il riutilizzo dell’acqua piovana per usi specifici e lo stoccaggio dell’acqua piovana in vasche realizzate in modo tale da consentire il mantenimento delle caratteristiche di purezza necessarie all’uso finale. Inoltre, tutti i materiali per le pavimentazioni sono tali da favorire la permeabilità del terreno per non diminuirne le capacità depurative, per favorire l’assorbimento dei nutrienti ad opera della vegetazione locale e per consentire il ravvenamento delle falde per percolazione. Tali accortezze progettuali consentono il raggiungimento dei seguenti obiettivi: il reinserimento delle acque piovane nel loro ciclo naturale, la riduzione delle acque di scarico che raggiungono la rete di smaltimento, l’alimentazione delle falde sotterranee (ravvenamento), il miglioramento del microclima e la riduzione dei costi di gestione delle strutture realizzate. Il progetto ha tenuto conto delle nuove normative sul risparmio energetico prevedendo a livello di costi una adeguata coibentazione delle pareti,dei solai e dei pavimenti. ed un utilizzo di impianti di trigenerazione ( produzione simultanea di energia elettrica, termica e frigorifera) ad integrazione con pompa di calore geotermica. Per un maggiore risparmio energetico sarà installato un sistema di controllo della luce naturale facendo ricorso a lampade a led per i periodi notturni (con un risparmio di circa il 70%) e una notevole riduzione del carico termico negli ambienti.,oltre ad impianti di domotica per scenografie interne ed esterne. L’ intervento prevede, inoltre il cablaggio delle reti internet a banda larga e la tecnologia WiFi in tutta l’area.
© Nabito Architects and Partners . Pubblicata il 05 Giugno 2010.
© Nabito Architects and Partners . Pubblicata il 05 Giugno 2010.
© Nabito Architects and Partners . Pubblicata il 05 Giugno 2010.
© Nabito Architects and Partners . Pubblicata il 05 Giugno 2010.
© Nabito Architects and Partners . Pubblicata il 05 Giugno 2010.
© Nabito Architects and Partners . Pubblicata il 05 Giugno 2010.
© Nabito Architects and Partners . Pubblicata il 05 Giugno 2010.
© Nabito Architects and Partners . Pubblicata il 05 Giugno 2010.
© Nabito Architects and Partners . Pubblicata il 05 Giugno 2010.
© Nabito Architects and Partners . Pubblicata il 05 Giugno 2010.
© Nabito Architects and Partners . Pubblicata il 05 Giugno 2010.
© Nabito Architects and Partners . Pubblicata il 05 Giugno 2010.
© Nabito Architects and Partners . Pubblicata il 05 Giugno 2010.
© Nabito Architects and Partners . Pubblicata il 05 Giugno 2010.
© Nabito Architects and Partners . Pubblicata il 05 Giugno 2010.
© Nabito Architects and Partners . Pubblicata il 05 Giugno 2010.
© Nabito Architects and Partners . Pubblicata il 05 Giugno 2010.
© Nabito Architects and Partners . Pubblicata il 05 Giugno 2010.
© Nabito Architects and Partners . Pubblicata il 05 Giugno 2010.
© Nabito Architects and Partners . Pubblicata il 05 Giugno 2010.
Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:
Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza
Ordine Ingegneri: Ascoli Piceno, Bari, Cagliari, Foggia, L'Aquila, Lecce, Lecco, Messina, Monza, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Rimini, Salerno, Sassari, Teramo, Torino, Trento, Treviso, Varese, Vercelli, Roma
Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav
Vedi la lista di tutte le associazioni per regione. Per maggiori informazioni Contattateci