© Riccardo Planu . Pubblicata il 08 Giugno 2010.
“Che fai?” gli domandai. E lui, a sua volta, mi fece una domanda. “Qual è la forma dell’acqua?”. “Ma l’acqua non ha forma!” dissi ridendo: “Piglia la forma che le viene data” Andrea Camilleri
© Riccardo Planu . Pubblicata il 08 Giugno 2010.
Il tempo è l’elemento generatore dell’idea progettuale alla base del recupero del complesso edilizio in esame. Il tempo che, come l’acqua, non ha una forma propria ma prende in prestito le tracce, i colori, i segni della città, delle strade, degli spazi creati dall’uomo nel corso della storia. Abbiamo cercato di svelare e in parte immaginare questa forma, in un sottile equilibrio tra tradizione e innovazione, perseguendo la continuità dell’architettura con il suo passato e strutturando l’intervento in modo da definire l’area in esame come polo di aggregazione di questo importante nodo urbano ed edilizio. Interno-esterno, polifunzionalità, percorsi, tracciati, preesistenza-sorpresa, matericità-leggerezza sono le parole chiave alla base della strategia progettuale tesa a svelare senza perdere, enfatizzare senza declamare, usare senza svilire. Questa strategia progettuale è stata sviluppata secondo i seguenti punti:
© Riccardo Planu . Pubblicata il 08 Giugno 2010.
1) Riconoscere i livelli qualitativi e spaziali dell’architettura storica, valorizzando l’impianto originario e la presenza della corte interna, cercando dove possibile di ripristinare le tracce e i materiali originari. Obiettivi saranno quindi il recupero della muratura in laterizio faccia vista, esaltando la sua matericità e le sue sfumature mediante l’utilizzo dell’acciaio corten, e valorizzando gli spazi di raccordo e la corte interna, nel tentativo di aprire l’edificio alla città.
© Riccardo Planu . Pubblicata il 08 Giugno 2010.
2) Sviluppare le potenzialità urbane ed architettoniche del luogo, andando a ricostituire un tessuto di rapporti e connessioni fisiche e percettive con il campo urbano circostante. Ecco quindi l’importanza della creazione di un nuovo spazio pubblico, un luogo collettivo che si arricchisce di nuove funzioni e significati. La percezione d’insieme dell’area sarà quella di piazza-giardino, che interagisce, invita lo sguardo e il percorso sino all’interno della corte del complesso scolastico e crea continuità tra gli elementi architettonici. Tale obiettivo si raggiunge attraverso un’ampia pedonalizzazione, associata all’incremento del verde e degli spazi di relazione, alla cura degli elementi di arredo urbano, e ad una sistemazione e razionalizzazione dei parcheggi e della viabilità. Il disegno della piazza e del verde nasce dalle tracce e dai segni della maglia della città, e crea uno spazio attraversabile in tutte le direzioni, sempre fruibile, su cui si attestano e interagiscono polarità, come l’edificio del palazzo di giustizia. Uno spazio flessibile, in cui l’esigenza di accessibilità ed eliminazione delle barriere architettoniche è risolta mediante il disegno progettuale di rampe in corten, che delimitano l’edificio e diventano percorsi d’accesso e vie di fuga.
© Riccardo Planu . Pubblicata il 08 Giugno 2010.
3) Definire attraverso l’uso dei materiali un parallelo stratigrafico, con la sovrapposizione delle funzioni. Abbiamo cercato, mediante interventi non invasivi, di contrapporre alle forme antiche la leggerezza e la trasparenza di materiali moderni senza intaccare l’identità del passato. La stessa consistenza del corten, utilizzato per le rifiniture interne e dei serramenti, per le rampe, e per il porticato che segna i percorsi d’accesso all’istituto, si alleggerisce mediante irregolari forature. Ideati in omaggio alle tele fontana, i giochi di luce e ombre nella maglie metalliche sembrano rivelare inediti significati spaziali e dialogano con la matericità della muratura sottostante.
© Riccardo Planu . Pubblicata il 08 Giugno 2010.
4) Realizzare un sistema distributivo all’interno del complesso scolastico coma somma di elementi che interagiscono fra loro e con l’area di pertinenza. Il progetto prevede la completa rifunzionalizzazione dell’edificio, attraverso una suddivisione e stratificazione degli spazi, cercando di conciliare l’esigenza di rispettare gli elementi propri del manufatto storico e l’uso contemporaneo dello stesso. Il complesso verrà dotato di nuove aule, servizi, ma anche di moderni laboratori e spazi di relazione. In particolare, perseguendo l’obiettivo di valorizzare l’edificio rendendolo permeabile alla città, sono stati previsti, al piano terra, biblioteca, mediateca, laboratori e spazi espositivi, oltre ad uffici e sala conferenza. Luoghi plurifunzionali, adattabili con configurazioni distributive mirate alle esigenze degli studenti dell’istituto ma anche aperto e vivo nei confronti della città, per interagire con mostre, convegni, esposizioni.
© Riccardo Planu . Pubblicata il 08 Giugno 2010.
Lo spirito con il quale il progetto è stato concepito segue i criteri del restauro conservativo ed interagisce con l’esistente in modo sottile ma leggibile, arricchendolo di nuove strutture leggere che stabiliscono un intimo dialogo con il contesto storico. L’intervento infatti prevede varie opere di restauro rivolte agli elementi degradati che richiedono interventi di recupero e consolidamento: dal ripristino del manto e delle strutture di copertura, al recupero della muratura faccia vista. Dove possibile abbiamo cercato di ripristinare le tracce originarie e di non perdere la massa costruttiva in laterizio; in particolare le fasi di demolizione dovranno essere eseguite con particolare perizia tecnica lasciando inalterati i paramenti murari esterni che verranno consolidati. I serramenti interni ed esterni verranno sostituiti, con vetri basso emissivi per rispettare le esigenze di risparmio energetico, e quasi a voler creare un loggiato contemporaneo, il piano terra verrà reso più permeabile, creando un tramite tra la città e la corte interna. Verranno riaperte le finestre murate, ampliata ove possibile la superficie vetrata, mentre per garantire la staticità verranno inseriti elementi strutturali in acciaio corten, inglobati nel disegno dei serramenti. La particolare tipologia di struttura e le finiture scelte hanno consentito una grande flessibilità sia per il dimensionamento e la distribuzione degli spazi, che per la gestione degli impianti. Con la consapevolezza della necessità, oggi imprescindibile, di fare uso di tecniche bioecologiche e specifici materiali bioedili sono stati utilizzate e sperimentate soluzioni innovative dal punto di vista morfologico-tecnologico a partire dall’involucro per arrivare all’individuazione e conformazione degli spazi, sempre perseguendo gli obiettivi di sostenibilità ecologica ed ambientale e di risparmio energetico. In considerazione di questi aspetti sono stati previsti, oltre all’isolamento delle strutture orizzontali e verticali, impianti per la raccolta e il recupero dell’acqua piovana, e la possibilità di istallare un impianto semi-integrato nella struttura di coperura di moduli fotovoltaici. L’impianto previsto sarà di circa 18 Kwp, e consentirà di produrre circa 19800 kwh all’anno. Inoltre verranno realizzati nuovi impianti per l’illuminazione interna ed esterna, impianti termo-idraulici, idro-sanitari e di condizionamento aria; in particolare gli impianti elettrici dovranno essere realizzati a pavimento con risalite delle tubazioni lungo le pareti senza effettuare tracciamenti. Per quanto riguarda l’intervento conservativo degli apparecchi murari, tra gli interventi previsti citiamo la scarnitura delle malte degradate e la ristilatura dei giunti, la ripresa delle murature con tecnica scuci-cuci, la sarcitura delle lesioni, l’asportazione di stratificazioni e microorganismi di varia natura e trattamento idrorepellente protettivo della muratura esterna. Per quanto riguarda gli ambienti interni, verranno consolidate e valorizzate le strutture voltate, si eseguiranno nuovi intonaci a base di calce idraulica naturale. Tutti i materiali utilizzati dovranno essere compatibili con le malte e le murature originarie e la loro composizione dipenderà dai risultati delle analisi chimiche condotte sugli apparecchi murari in situ. Nel rispetto delle normative vigenti in materia di eliminazione delle barriere architettoniche (legge n. 13 del 9 gennaio 1989 e D.M. 236/1989) verranno riconfigurati i collegamenti verticali mediante la riprogettazione delle scale esistenti, istallazione di ascensori e la progettazione, come già accennato, di rampe in acciaio corten, sia lungo via Scarampi e via del Carmine, sia adiacenti l’area su cui insiste il nuovo tribunale e lungo la corte interna. Un sistema che segna progettualmente il contorno dell’edificio, evidenziando percorsi e tracciati e al contempo elimina dislivelli e rende completamente accessibile il complesso. Grande importanza è stata data dei materiali, come le pareti in vetro che fungono da divisori dei laboratori e degli uffici, che dilatano e alleggeriscono la sensazione di consistenza spaziale, o la scelta delle pavimentazioni. La pavimentazione esterna, in pietra naturale è segnata da ricorsi in granito, ideali tracciati a memoria della maglia urbana che creano visuali prospettiche verso la corte interna dell’istituto, in un continuum ideale tra interno ed esterno. Le rampe e la pergola lungo il prospetto interno invitano a fruire gli spazi interiori. Il caldo colore del corten è ripreso negli spazi di collegamento, nei laboratori, nella biblioteca, mediateca e sala convegni, accessibili da chiunque voglia visitare la struttura, mediante le rifiniture interne e le tonalità della pavimentazione in parquet ad alta resistenza. Gli spazi della biblioteca e dei laboratori multimediali saranno progettati secondo le linee guida dell’IFLA( International Federation of Libraries Associations) e secondo le vigenti normative in materia di edilizia scolastica, con supporti informatici e l’utilizzo di arredi e materiali in contrasto e allo stesso tempo in continuità con i valori spaziali e morfologici dell’impianto originario.
© Riccardo Planu . Pubblicata il 08 Giugno 2010.
Il tempo trova quindi nuovi spazi per modellare la sua forma. Spazi ibridi, permeabili, costruiti di fluidità che tuttavia è possibile misurare, incidere, tracciare con mille piccoli segni, occupare con la definizione di bordi, che è possibile usare come risorsa. Il recupero dell’ex Caserma Giorgi può rappresentare una grande opportunità: Costruire un pezzo di città contemporanea incastonato in un tessuto storicizzato, un architettura che si apre verso la città e ne aspira a diventare parte integrante, in un ideale processo di continuo scambio. Un’ architettura dove tradizioni antiche e nuovi usi e tecnologie si stratificano e si completano, che aspira a diventare un polo culturale e luogo di incontro e socializzazione. Architettura fortemente permeata da significati di permanenza, ma al tempo stesso in continuo mutamento. Architettura quindi saldamente radicata nel passato del quale ricerca e comprende i significati più profondi, sempre volgendo lo sguardo verso un futuro di integrazione e sostenibilità.
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