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Ermont, France

Centro socioculturale "François Rude". Ermont

n!studio Susanna Ferrini Antonello Stella , O.T.E. Ingénierie, OLM - Office of Landscape Morphology

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Il sito di progetto attualmente si presenta come un ampio spazio aperto destinato ad attività sportive, localizzato in un contesto urbano periferico e senza una specifica caratterizzazione. L’unico edificio già presente è un piccolo annesso dell’attuale centro socioculturale. Il progetto di riqualificazione del parco prevede la realizzazione di diverse superfici, chiaramente identificabili, da destinare a differenti attività ludiche e sportive, con l’intenzione di soddisfare le esigenze di un pubblico ampio.

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Il progetto del nuovo centro culturale, adeguatamente inserito nel parco, si sviluppa a partire da una riflessione sul ‘recinto’ inteso come elemento di delimitazione ma non come ‘frontiera’ e sul ruolo dello spazio aperto in relazione con l’edificio. Partendo dalla forma rettangolare di un campo sportivo, considerata in questo contesto come forma-base dello spazio comune, il progetto diviene un luogo aperto a tutti che, per necessità funzionali, ha la possibilità di poter essere chiuso. L’edificio, leggermente sopraelevato rispetto al livello del terreno, si “avvolge” intorno ai due spazi aperti principali, la corte di ingresso e il giardino, organizzando i quattro poli che lo costituiscono: il polo accoglienza, il polo famiglie, il polo infanzia e quello riservato al personale. In questo modo l’edificio si orienta verso la città e il parco definendo un sistema a doppia corte in relazione con l’intorno. L’entrata al parco è costituita da una piazza pubblica, in relazione con l’ingresso al centro culturale, da cui si dipartono i percorsi principali e secondari del parco stesso. L’ingresso al centro si confonde con la piazza pubblica e il giardino del centro con il parco.

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L’entrata dell’edificio è situata in posizione centrale beneficiando così di una vista allargata sugli ambienti interni ed esterni del centro. Lo spazio della hall si dilata a partire dallo spazio centrale trasformandosi in sistema distributivo tra i poli e le due corti. Partendo dalle altezze minime indicate nel programma, si crea un movimento della copertura attraverso la variazione delle altezze interne degli ambienti. Caratterizzandosi come prospetto visibile dagli alti edifici dell’intorno, si è scelto di curare particolarmente la copertura dell’edificio, definendo una superficie vegetale per i volumi dei vari poli e una minerale per lo spazio distributivo che li collega; in questo modo è leggibile in copertura l’organizzazione interna dell’edificio. Ogni corte è definita da una gamma specifica di colori, per poter essere identificata tanto all’esterno quanto all’interno dell’edificio: il piazzale verso la città ha una prevalenza di colori caldi dal giallo al rosso mentre la corte del giardino delle sfumature di verde. L’apporto di luce naturale per le differenti attività del centro è consentito da diversi tipi di finestrature, dai tagli di luce che risultano dalla deformazione della copertura alle aperture realizzate specificatamente in facciata secondo le esigenze di ogni singolo ambiente. Dall’esterno la superficie delle facciate, realizzata in pannelli prefabbricati di calcestruzzo pigmentato, si caratterizza come una « pelle » continua che s’avvolge intorno agli spazi aperti. In evidente contrasto con i colori delle corti, i pannelli sono caratterizzati da una superficie scura, resa impermeabile e dunque, se necessario, lavabile per eliminare i graffiti.

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L’edificio contribuisce al ciclo del riuso delle acque già presente nel parco attraverso il recupero delle acque meteoriche in copertura, che confluiscono nel bacino che affianca il percorso pedonale principale, alimentato ulteriormente dai canali che raccolgono le acque dei campi gioco e definiscono le diverse aree di pertinenza delle attività.

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Wewerg

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