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Ravenna (RA), Italia

Riqualificazione urbanistica di piazza Kennedy a Ravenna

|dare-architettura|, Rudy Davi, stefano bizzarri, ON-Office architettura

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Tavola 1

APPROCCIO PROGETTUALE La zona interessata dall’intervento di riqualificazione è localizzata nel cuore del centro storico di Ravenna. L’approccio progettuale si basa su una minuziosa analisi storica dell’area in oggetto e dalla considerazione delle molteplici compresenze storiche del luogo, evidenziate dagli studi effettuati a riguardo e il materiale di carattere storico-critico messo a disposizione dal bando. IL PROGETTO: Il progetto si pone come una rilettura contemporanea delle varie superfetazioni che hanno caratterizzato la storia del luogo. Appaiono evidenti le seguenti parti costituenti: 1) Il Recinto rivisitazione contemporanea del muro di cinta, con il quale coincide in planimetria, la cui importanza massiva ed urbanistica appare evidente dai documenti raccolti e dalle fotografie d’epoca, delimitando storicamente gli orti/giardino di proprietà Rasponi, delimitando il fronte nord-ovest dell’isolato denominato “quartiere ebraico” e rappresentando inoltre il limite edificato dell’antica chiesa di S.Agnese e del convento per i parroci della città che fu unito circa nel 1400. Questo nastro svolge molteplici funzioni contemporaneamente, divenendo vero e proprio attore del progetto; nello specifico è un oggetto attrezzato che si sviluppa nello spazio accogliendo le seguenti funzioni: - delimita le zone esclusivamente pedonali da quelle carrabili con permesso ZTL - delimita gli accessi alla piazza - contiene sedute ammortizzate su tutti i lati della piazza - contiene pensilina autobus verso via Massimo d’Azeglio (come da preesistenza) - contiene vasche/fioriere su tutti i lati della piazza - contiene edicola aperta verso via Massimo d’Azeglio e verso la piazza (come da preesistenza) - contiene pensiline di copertura per zone d’ombra in corrispondenza di sedute - contiene illuminazione radente a terra su tutti i lati della piazza - contiene cestini dotati di divisione per raccolta differenziata, su tutti i lati della piazza - delimita isola ecologica urbana a scomparsa, nell’angolo tra piazza Kennedy, via Gasparo Garatoni e via Massimo d’Azeglio (luogo più adatto in cui intervenire come da studio di fattibilità) Il nastro si pone quindi come una successione di episodi, tra i quali spicca: 2) La Torre dell’Orologio. Questa forte scelta progettuale nasce dalle seguenti considerazioni: a) significato in relazione al luogo: rappresentazione del trascorrere del tempo quale significante metaforico nel punto della piazza di maggiore valenza storica. Nell’angolo nord ovest di Piazza Kennedy infatti si concentrano le preesistenze dei resti sotterranei dell’edificio dedicato al culto di Ercole, è il luogo che ha visto l’edificazione della chiesa di S. Agnese nel V secolo e del convento che vi fu unito nel 1400, oltre che della casa che fu costruita dopo che nel 1808 la chiesa venne abbattuta. Nelle vicinanze dell’ex Piazza del Mercato, si denota inoltre l’esistenza storica di torretta Bellardi, “attigua alla casa Vicari e verso il palazzo della Corte d’Assisie”, ricordata fin dal 1651 come dotata di un orologio, “che in detta torre più non sussiste”. La torre come presenza storicoarchitettonica appartiene al luogo come denotano inoltre gli avanzi di una torre antica rinvenuti nella casa della contessa Maria della Torre, nella quale ne fa menzione anche il Busmanti nella sua Guida breve di Ravenna. Si prevede inoltre il ripristino della lapide che si trovava sulla facciata della casa costruita al posto della chiesa, nella quale si ricordava la basilica di Sant’Agnese e la regione Ercolana, recante l’iscrizione: “Qui fu la Chiesa di S.Agnese edificata nel secolo V disfatta nel XIX e questo luogo della Città era detto regione d’Ercole dalla Basilica in quel falso Iddio intitolata.” b) significato in relazione alla funzione: dar vita a quel luogo nella piazza che abbia un’identità formale in grado di divenire luogo d’incontro: nelle piazze storiche infatti la preesistenza di campanili, piuttosto che di scalinate, di colonne o altro, permette di decretare il “luogo d’incontro” nella “spianata” urbana che la piazza rappresenta ” E’ d’uso comune dire “… ci troviamo in piazza, sotto alle colonne …” piuttosto che “…ci si vede al campanile …”. Questo segno dal forte significato acquisisce dunque una valenza ulteriore, in grado di aumentarne ulterioremente l’identità. mettere a disposizione la funzione “orologio” nella piazza, utile in quanto inserito in un luogo di incontri, di mercato, crocevia di gente nella quotidianità e allo stesso tempo luogo che accoglie spettacoli ed eventi. 3) Il Contenuto: le Pavimentazioni e il Verde Rivisitazione contemporanea delle stratigrafie storiche riguardanti le preesistenze che hanno caratterizzato lo spazio, ricorrendo all’uso di materiali compatibili con i caratteri tipologici, ambientali, materici e coloristici della piazza. In particolar modo si sono sovrapposti i tracciati storici che delimitavano: - gli orti/giardini di proprietà Rasponi (dando vita alla zona verde con sedute) - la chiesa di S.Agnese - resti sotterranei dell’edificio dedicato al culto di Ercole - casa costruita al posto della chiesa, dopo il 1808 (dando vita alla zona di ritrovo sotto alla torre orologio) - l’isolato denominato “quartiere ebraico” - le postazioni del mercato ambulante delimitate da segni in pietra/marmo bianca (dando vita ad un intarsio di materiali caratteristici e al gioco compositivo che caratterizza la pavimentazione della piazza e decretandone gli accessi, oltre a garantirne la funzionalità in caso di eventi e spettacoli, articolando lo spazio pubblico in ambiti senza il ricorso a limiti fisici che risulterebbero controproducenti all’uso stesso della piazza) RISPONDENZA DELLA PROPOSTA IDEATIVA AGLI OBIETTIVI DELINEATI NELLO STUDIO DI FATTIBILITAALLEGATO AL BANDO: A1) Fruibilità e funzionalità dello spazio dedicato “al vivere quotidiano” nonché ad eventi e spettacoli. Il progetto fa della versatilità dello spazio una delle proprie principali caratteristiche. La nuova piazza mette a disposizione infatti: uno spazio aperto quale luogo di transito, luogo d’incontro, luogo in grado di accogliere eventualmente spazi all’aperto di eventuali attività ristorative poste sul fronte sud della piazza. Questo spazio permette di integrare le problematiche legate alle attività commerciali esistenti sulla piazza sia in modo permanente che occasionale. Sul lato sud della piazza, dove si dovrà garantire il trasporto pubblico urbano lungo via Massimo d’Azeglio, viene previsto un marciapiede in grado di garantire un’area ad uso esclusivo dei pedoni. Come si nota dalla planimetria, lo stesso materiale del marciapiede funge da attraversamento del tratto dove si garantisce il trasporto pubblico urbano, generando una connessione diretta tra le attività commerciali e l’interno del recinto, dove si possono allestire eventualmente i plateattici di possibili attività ristrorative. Il nastro-recinto funge da seduta per la piazza, per le eventuali attività commerciali previste e, nel fronte posto a sud, ingloba al proprio interno la funzione dell’edicola, oltre che quella della pensilina per l’attesa autobus e dell’isola ecologica interrata. In caso di eventi e spettacoli lo spazio in oggetto può essere allestito in vari modi, non presentando limiti fisici al proprio interno ed essendo raggiungibile da mezzi pesanti (per montare eventuali palchi ecc….) dall’ingresso previsto in corrispondenza dello slargo a sud della piazza stessa, presso l’incrocio tra via A. Guerrini e via G. Rasponi. Lo spazio può essere allestito con un palco per concerti, lasciando gli spettatori in piedi o allestendo la piazza con sedute, oppure per eventi sportivi all’aperto delineando eventuali aree di pertinenza per campi di gioco o quant’altro venga richiesto dalla manifestazione. Il preservare storico dei segni in pietra/marmo bianca che delineavano le postazioni del mercato ambulante permette inoltre il ripristino di questa funzione storica. Si pensi, ad esempio, alla possibilità di allestire mercatini natalizi o bancarelle per festività e ricorrenze varie, ricalcando le postazioni delimitate già in pianta dai cambi di materiali e che quindi, nel ripresentare la lettura storica del luogo, a tutti gli effetti continuano a svolgere una chiara funzione per lo spazio in oggetto. uno spazio verde, storicamente corrispondente agli orti/giardini di proprietà Rasponi. Ricrea una situazione immersiva in grado di garantire sedute all’ombra e una situazione di “ristoro” in periodi estivi, nei quali generalmente le piazze si svuotano proprio per mancanza di luoghi dove trovare il minimo refrigerio all’ombra di un albero e nel verde. uno spazio dal forte valore storico/simbolico, in grado di divenire punto di ritrovo sotto all’orologio, cerniera tra lo spazio libero della piazza e lo spazio verde. A2) Flessibilità/adattabilità della proposta La soluzione, nel proporre i tre ambiti di cui sopra, si rende completamente flessibile dal punto di vista dell’uso e della funzione. Il progetto permette infatti i seguenti diversi utilizzi della piazza sia in modo permanente che occasionale: - piazza quale luogo aperto, di transito, di sosta, d’incontro, attrezzato con sedute e con fioriere e con luoghi ombreggiati lungo il nastro-recinto - piazza quale luogo allestibile per concerti all’aperto - piazza quale luogo allestibile con bancarelle (in corrispondenza delle piazzole delemitate a terra dai conci storici) in eventi quali mercati ambulanti, mercatini per festività, ecc … - piazza quale luogo allestibile per eventi sportivi all’aperto, delineando eventuali aree di pertinenza per campi di gioco o quant’altro venga richiesto dalla manifestazione - piazza quale luogo dove trovare uno spazio verde, un’area di refrigerio nei periodi di calura estiva, un luogo dove leggere il giornale tra la storia della facciata del Palazzo Rasponi dalle Teste all’ombra degli alberi. Un’occasione per non dar vita ad un altro spazio pubblico che rimanga vuoto perché “non vivibile”. - piazza quale vero e proprio luogo di ritrovo, dotata di un simbolo, l’orologio, che divenga utile e, allo stesso tempo, pieno di significati storici - piazza quale luogo dove continuino a vivere le attuali funzioni (edicola, pensilina autobus, isola ecologica, …) integrate in un sistema continuo, il nastro/recinto, in grado di dare uniformità di lettura alla composizione e in grado di garantire una relazione diretta d’uso e passaggio tra le preesistenze storiche che la circondano e la piazza stessa. A3) Fruibilità e funzionalità dello spazio dedicato a transito veicolare. - L’accesso dei mezzi per fornitori delle attività commerciali (carico/scarico merci) sia lungo l’asse a sud (via M. D’Azeglio – via A. Guerrini) che lungo l’asse a nord (via M. di Savoia – via M. Fantuzzi) risulta perfettamente garantito - L’accesso ai disabili è garantito su tutta la piazza da tutte le aperture poste lungo il nastro/recinto. Ogni parte del progetto risulta privo di barriere architettoniche e raggiungibile da individui diversamente abili. - L’accesso ai mezzi autorizzati viene garantito da ogni apertura del nastro/recinto per quanto riguarda automobili, mentre la grande apertura posta nell’angolo a sud, in corrispondenza dell’incrocio tra via G. Rasponi e via A. Guerrini, permette l’accesso di mezzi pesanti presentando uno slargo naturale dettato dallo storico tracciato dell’isolato abbattuto negli anni trenta, e garantendo un passaggio netto di larghezza 7 ml e altezza 5 ml, in perfetta rispondenza alle normative vigenti. - Il trasporto pubblico locale sulla Via M. D’Azeglio viene preservato e garantito, dotando il nastro/recinto di apposita pensilina per l’attesa dell’autobus. - Il transito dei camion per la nettezza urbana viene garantito sulla stessa via M. D’Azeglio, avendo dotato il nastro/recinto di apposita isola ecologica interrata in corrispondenza dell’incrocio tra M. D’Azeglio e via G. Garatoni, come suggerito dallo Studio di Fattibilità relativo al rischio archeologico e ambientale allegato al bando In ogni caso, come per il resto del progetto che trova spunto dall’analisi storica delle preesistenze, si è voluta garantire, come nel passato, la possibilità di transito veicolare attorno al nastro/recinto, ma limitatamente ai soli veicoli dotati di permesso di transito in ZTL A4) Fruibilità e funzionalità dello spazio dedicato al transito pedonale e ciclabile L’intero spazio della piazza è dedicato al transito pedonale e ciclabile, garantendo contemporaneamente massima libertà di percorrenza e massima sicurezza all’interno dello spazio oggetto d’intervento. Fa eccezione l’asse che collega via M. D’Azeglio a via A. Guerrini, dove l’esigenza di garantire il trasporto pubblico urbano e il flusso veicolare, ha richiesto l’inserimento di una fascia riservata al solo transito ciclo pedonale in adiacenza agli edifici esistenti. L’attraversamento di Via M. D’Azeglio avviene in corrispondenza delle aperture presso il nastro/recinto, con dei cambi di pavimentazione che visivamente segnano uno stacco materico e cromatico, fungendo da fasce di attraversamento pedonale. Ogni parte della piazza risulta privo di barriere architettoniche e raggiungibile da individui diversamente abili. ORIGINALITA’ E PREGIO DELLA PROPOSTA PROGETTUALE B1) Individuazione dei segni dell’identità storica della piazza. Come anticipato l’intero progetto trae i propri segni costituenti dall’analisi storica, decretandone le parti attraverso un contenuto di segni a pavimento (dati dall’utilizzo di differenti materiali) e un nastro/recinto quale rivisitazione storica del muro e del limite edilizio dell’isolato. L’intervento si pone come una traduzione contemporanea dell’identità storica della piazza. 1) La lettura dei segni a pavimento viene garantita dall’intarsio visivo dato dai cambi di materiali (riportanti le stratificazioni storiche date dal limite fisico dell’isolato demolito negli anni trenta, le postazioni del mercato ambulante delimitate da segni in pietra/marmo bianca, gli orti/giardini di proprietà Rasponi, il sito della chiesa di S.Agnese, la casa costruita dopo che nel 1808 la chiesa venne demolita e sotto la quale vennero ritrovati resti dell’edificio dedicato al culto di Ercole). In particolar modo si evidenziano, come visibile in planimetria: - zone con pavimentazione in cotto da esterni, ordite longitudinalmente: corrispondono alle aree dove si intreccia la preesistenza storica delle postazioni del mercato ambulante con la parte edificata dell’isolato esistente sino alla demolizione degli anni trenta. La valenza del materiale da un punto di vista storico si inserisce a pieno titolo nel contesto preesistente. - zone con pavimentazione in pietra d’istria Orsera: corrispondono alle aree dove si intreccia la preesistenza storica delle postazioni del mercato ambulante con la parte non edificata dell’isolato esistente sino alla demolizione degli anni trenta. - zone con pavimentazione in pietra d’istria Orsera: corrispondono ai percorsi non occupati dalle postazioni del mercato ambulante. E’ un materiale presente nella facciata di molti palazzi di valenza storica, come quella dello stesso Palazzo Rasponi delle Teste dove viene utilizzato sia per la porta che per gli stipiti delle finestre. - fasce in pietra/marmo bianca: corrispondono storicamente alle postazioni del mercato ambulante ottenuto dalle demolizioni degli anni trenta, dando vita all’ex Piazza del Mercato. - zone verdi: corrispondono alle aree dove si intreccia la preesistenza storica degli orti/giardini di proprietà Rasponi con quella delle postazioni del mercato ambulante. Il materiale naturale permette una situazione immersiva di relax, in grado di garantire l’uso di questa parte della piazza anche nei momenti di massima calura. - grata di raccolta acque: si pone come elemento utile per la sua funzione ma allo stesso tempo denota un netto stacco cromatico, delimitando il limite storico della parte edificata dell’isolato presente sino agli anni trenta da quella non edificata. Questo limite tra la parte storicamente edificata e quella non edificata viene rimarcato da fonti luminose a pavimento che ne seguono il percorso per mantenerne la percezione anche in ore notturne. 2) La lettura dei segni riguardanti il recinto storico coincidente con il muro di cinta degli orti/giardino di proprietà Rasponi e con il limite edificato dell’isolato denominato “quartiere ebraico” viene garantita dalla presenza volumetrica del nastro/recinto. Questo volume, nel porsi formalmente come un nastro continuo, genera la sensazione di un recinto estremamente permeabile (come un muro antico perde la propria pienezza e si dirocca). Le sue interruzioni, che divengono punti d’accesso, sono dettate dall’intreccio storico tra la preesistenza del muro stesso e quella dei percorsi non occupati dalle postazioni del mercato ambulante realizzate dopo la delibera del 10.08.1935 dal Comune di Ravenna approvando il “progetto di massima per la costruzione della nuova piazza del mercato”. Pur essendo un segno ben visibile e di importante presenza dal punto di vista materico, la sua continua trasparenza non disturba mai la visione degli edifici storici che affacciano sulla piazza stessa; ne diviene invece valore aggiunto, ad esempio quando permette, supportato dalla presenza della zona verde dirimpetto, di restituire la vista laterale per cui fu pensata la facciata di Palazzo Rasponi delle Teste, accrescendo l’accelerazione prospettica del fronte. Il nastro/recinto viene realizzato in calcestruzzo pigmentato, in modo da ottenere un effetto molto prossimo alla cromia del laterizio che caratterizza le facciate dei palazzi che affacciano sulla piazza stessa. B2) Individuazione dei materiali previsti Come visto nel punto B1, i materiali previsti nell’intervento sono: 1) Pavimentazione in cotto da esterni: La più antica espressione del Cotto, il mattone, rimane un ottimo strumento estetico e funzionale per l’arredo urbano. Usato per la pavimentazione di piazze, strade, scalinate e come motivo ornamentale nei giardini, continua a garantire una durata “secolare”, per le proprie qualità di durezza, antigelività e inalterabilità nel tempo, ma è apprezzato anche per un colore caldo e rosato. Si inserisce a pieno titolo tra i materiali che caratterizzano storicamente la città e risulta facilmente reperibile sul mercato con procedure concorrenziali. Viene previsto l’utilizzo della finitura grezza per il cotto da esterni ordite longitudinalmente Viene previsto l’utilizzo della finitura anticata per il cotto da esterni ordite trasversalmente 2) Pavimentazione in pietra d’istria: E’ un materiale durissimo e ingelivo, resistente agli agenti atmosferici e ai cambiamenti di temperatura. Utilizzato soprattutto per esterni, questo materiale è stato utilizzato fin dall’antichità sia nelle facciate dei palazzi (come evidente nei palazzi che affacciano sulla piazza) che nelle pavimentazioni di piazze ed atrii padronali. E’ un materiale facilmente reperibile sul mercato con procedure concorrenziali, le cui qualità estetiche sono indubbie per cromia ed eleganza. Viene previsto l’utilizzo della finitura bocciardata 3) Fasce in pietra/marmo bianca: Si prevede il ripristino di quelle esistenti 4) Calcestruzzo pigmentato: Per la realizzazione del nastro/recinto viene previsto l’utilizzo del calcestruzzo pigmentato per ottenere una cromia molto prossima a quella del laterizio caratterizzante le facciate dei palazzi che affacciano sulla piazza stessa. Il calcestruzzo pigmentato permette di realizzare il volume progettato rispettandone l’aspetto massivo, ed ottenendo una soluzione caratterizzata da durevolezza ed economicità. E’ un materiale facilmente reperibile sul mercato con procedure concorrenziali. 5) Acciottolato: Tutte le parti che circondano esternamente il nastro/recinto vengo previste in acciottolato realizzato con ciottoli dalla morfologia lenticolare, come da tradizione per le pavimentazioni delle città in prossimità del mare, dove si possono reperire oltre che dagli alvei dei fiumi anche dalle spiagge. La scelta è stata effettuata in quanto, storicamente, ne appare evidente l’utilizzo nell’area in oggetto. Oggigiorno è ancora particolarmente utilizzato per luoghi caratteristici quali centri storici dove il traffico va comunque limitato o escluso e le velocità di transito sono comunque molto limitate. E’ un materiale eterno per durevolezza e mantenimento delle proprie caratteristiche estetiche, oltre ad essere facilmente reperibile sul mercato con procedure concorrenziali. B3) Individuazione della tipologia e collocazione dell’impianto di illuminazione Il progetto prevede come scelta il ricorso di illuminazione a pavimento. Infatti si ritiene più premiante per il tipo di intervento evitare il ricorso a piloni di illuminazione, o comunque a fonti di illuminazione dall’alto. Vengono previste fonti luminose alla base del nastro/recinto e all’interno della piazza a fianco della grata di scolo acque che segna storicamente il limite tra il volume edificato e non dell’isolato denominato “quartiere ebraico” abbattuto negli anni trenta. La localizzazione di tali punti d’illuminazione è continua (non puntuale) e permette, da consultazioni fatte presso studi di illuminotecnica, una copertura completa dello spazio piazza, evitando l’effetto spot e garantendo al contempo una corretta illuminazione diffusa. Si prevede esclusivamente l’impiego della tecnologia degli innovativi tubi a led, in gergo Led Tube o Neon Led. Questa tipologia di sorgente luminosa, grazie alle sue proprietà permette, rispetto alla tradizionale tecnologia neon, notevoli risparmi energetici in termini sia economici che di emissioni di CO2. L’assenza dell’effetto flickering permette uno stress visivo minore, l’installazione priva di reattore e starter permette installazioni più rapide e la lunga durata di vita, oltre ad una quasi assente manutenzione. Utilizzati per esterni non emettono calore ed il design è sviluppato per un eccellente gestione della dissipazione termica e luminosa. Sono prodotti ad oggi facilmente reperibili sul mercato. B4) Individuazione di elementi di arredo e di caratterizzazione della piazza Gli elementi di arredo che caratterizzano la piazza nascono dal concept del nastro/recinto. Quest’ultimo infatti, contiene i seguenti elementi di arredo nel suo sviluppo: - sedute ammortizzate su tutti i lati della piazza - pensilina autobus verso via Massimo d’Azeglio (come da preesistenza) - vasche/fioriere su tutti i lati della piazza - edicola aperta verso via Massimo d’Azeglio e verso la piazza (come da preesistenza) - pensiline di copertura per zone d’ombra in corrispondenza di sedute - cestini dotati di divisione per racolta differenziata, su tutti i lati della piazza - isola ecologica urbana a scomparsa, nell’ angolo tra piazza Kennedy, via Gasparo Garatoni e via Massimo d’Azeglio (luogo più adatto in cui intervenire come da studio di fattibilità) L’approccio di progetto nei dettagli degli elementi d’arredo che caratterizzano la piazza garantisce un’uniformità di linguaggio, anche quando, come nel caso delle panchine per la zona verde, gli elementi d’arredo si staccano dal nastro/recinto. Come visibile nella tavola 2 dei dettagli architettonici i materiali e le parti costituenti utilizzati risultano facilmente reperibili sul mercato e garantiscono il mantenimento delle caratteristiche tecniche originarie nel tempo.

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