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Ravenna (RA), Italia

Riqualificazione Spaziale di Piazza Kennedy, Ravenna

Fabrizio Foti, Bruno Messina, Ezio Siciliano

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Il processo in atto di riqualificazione urbana e di valorizzazione turistico commerciale del centro storico di Ravenna si struttura principalmente lungo il percorso che dalla Stazione Centrale raggiunge il complesso storico-monumentale del Duomo. Questa sequenza alternata e dinamica di piazze e strade, che attraversa l’area del concorso, ha acquisito nel corso del tempo un preciso carattere nella relazione tra l’architettura, la forma del vuoto e la natura simbolica di elementi verticali isolati (spesso costituiti da grandi alberi). L’idea progettuale ha come obiettivo prioritario tradurre in forma urbana una necessità: la definizione di un preciso ruolo del piazzale Kennedy all’interno di questo processo di rivitalizzazione della città di Ravenna. Il potenziale dell’area di concorso, originaria piazza del mercato nata nel secolo scorso dalle demolizioni degli anni ’30 di un isolato storico, è attualmente svilito da due mere servitù urbane: il “salotto” delle automobili e la pista dell’affrettato transito dei pedoni. Il tentativo di riqualificazione proposto, di contro, si sostanzia nella ri-definizione del piazzale come luogo unitario condensatore delle molteplici vitalità urbane. La soluzione progettuale prevede la configurazione di un invaso il cui suolo, modellato in superfici lievemente inclinate, definisce nuovi e distinti ambiti, scorci e luoghi del piacevole stare. Il luogo che si determina suggerisce l’idea di un contesto per la cittadinanza e per i visitatori dove possono avere dimora eventi, manifestazioni, istallazioni artistiche o semplici momenti quotidiani di riposo e di tranquillità. Il progetto prevede: - la delimitazione dell’ambito pedonale della piazza (cui corrisponde il perimetro originario dell’isolato preesistente) e la conseguente riorganizzazione del sistema di pertinenze, di transiti, di soste e della circolazione veicolare (via Fantuzzi e via S.Agnese); - il mantenimento, sul lato Sud della piazza, del transito veicolare pubblico lungo l’asse via Guerrini-via D’Azeglio, dove si propone la rilocalizzazione della fermata degli autobus con la nuova pensilina attrezzata e la nuova edicola; - l’introduzione, sul lato Nord corrispondente alla via Fantuzzi, di un “rilievo architettonico” generato dalla modellazione del suolo con una lunga seduta in pietra. All’interno di questo rilievo, ricavata nella sua sezione, si prevede la collocazione della nuova isola ecologica, accessibile dal parcheggio; - la piantumazione di un filare di lecci, posto a margine del rilievo architettonico, a definire un dispositivo unico schermante e ombreggiante; - la disposizione, sul lato Sud, di un “podio” in pietra bianca che, oltre a fornire una nuova sede per la pensilina della fermata degli autobus e per l’edicola, definisce la netta soluzione di continuità tra il sedime della piazza ed i percorsi carrabili; - la riutilizzazione delle fasce di pietra bianca, attualmente inserite nel suolo del piazzale, ricollocate come materiale di spolio in ritmati ricorsi paralleli, alternati alla neutra trama della pavimentazione della piazza pensata in acciottolato; - l’introduzione di un sistema di illuminazione artificiale composto di tre diverse tipologie irradianti: degli elementi volumetrici emergenti dal suolo (edicola, pensilina, obelisco), un sistema lineare e radente (nello stacco tra il podio e l’invaso della piazza e sotto la lunga seduta in pietra, margine verso via Fantuzzi), un sistema puntuale di corpi incassati, che illuminano alberi ed edifici storici. L’identità storica, palesata nei suoi caratteri di natura materiale e relazionale, diviene fondamento del progetto e prende forma nella riproposizione di originarie orditure del sedime pubblico (l’acciottolato come memoria della pavimentazione preesistente e il reimpiego di spolio delle fasce in pietra bianca del parcheggio) e nella ri-significazione della piazza quale ambito di relazione tra architettura e natura, propria del sistema urbano di Ravenna. Tale strategia, in particolare, si concretizza nel progetto introducendo due sistemi di piantumazioni arboree con caratteri e funzioni distinte: 1- un filare di lecci, parallelo al lato Nord della piazza, con funzione ombreggiante e di schermo permanente sull’incongruo edificio della Casa del Mutilato di Guerra e sulle sue pertinenze; 2- due elementi verticali isolati (pioppi cipressini caducifoglie), che restituiscono l’idea di uno spazio urbano come un parterre da cui affiorano elementi alti e isolati, che rappresentano la mutazione di atmosfere dello spazio urbano nel susseguirsi ciclico delle stagioni. La disposizione di queste due “colonne” verdi – e di alcuni lecci del filare sul lato Nord – segna fisicamente l’asse diagonale della percezione che tiene insieme, in uno sguardo obliquo, la piazza Kennedy e la piazzetta antistante il giardino botanico.

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