© Vincenzo Latina . Pubblicata il 22 Giugno 2010.
Il progetto si oppone al contemporaneo cinismo “archi-star” caratterizzato da una proliferazione di edifici autoreferenziali (che non si relazionano con nulla) ; si tratta prevalentemente di edifici “turaccioli”, meri oggetti di design che galleggiano nel vuoto, ovunque, indifferentemente. Tali edifici, come gli elettrodomestici, sono a scadenza preordinata così che : «La storia futura non produrrà rovine. Non ne ha il tempo» (M. Augé). La loro demolizione genera solamente rifiuti e scarti di lavorazione riciclati in minima parte, il resto è spazzatura.
© Vincenzo Latina . Pubblicata il 22 Giugno 2010.
Oggi, tutto si consuma rapidamente e finisce a discarica. Il progetto vuole dare una risposta “sostenibile” che ri-traccia attraverso alcuni eccelsi esempi della storia dell’architettura un filo ideale nella discontinuità del contemporaneo che riallacci una ideale connessione tra il presente e il passato. Le principali architetture assunte come referenti ideali delle scelte progettuali sono il Tempio Malatestiano di Rimini di Leon Battista Alberti e la Cappella Palatina del Palazzo dei Normanni a Palermo. Sono esempi straordinari che hanno ispirato le principali strategie del progetto di “recupero”. In cui l’antico viene riletto e assunto come risorsa “incongrua” inglobata nel “nuovo”.
© Vincenzo Latina . Pubblicata il 22 Giugno 2010.
• Caratteri formali e compositivi I Palazzi barocchi dei centri storici del Val di Noto, realizzati dopo il terremoto del 1693, recuperano in parte la partizione architettonica del “telaio” compositivo rinascimentale (derivazione della lezione dei trattatisti del XV e XVI sec) contaminato negli elementi linguistici da visioni “oniriche” e “grottesche”. Le paraste giganti, le mensole con temi antropomorfi e fitomorfi, le sinuose balconate, le finestre a candelabro riccamente decorate e trabeazioni con mascheroni (frutto della “creatività” dei maestri lapicidi) sono il risultato di tale contaminazione che diventa peculiare “linguaggio” della Sicilia sud-orientale, universalmente riconosciuto dall’UNESCO. “Il prospetto principale dell’”Heraia Hothel” affacciato su piazza S. Giovanni è ordinato come un contemporaneo e astratto partito architettonico – zoccolo di base, ordine gigante di paraste e trabeazione sommitale che chiude il telaio compositivo diventa reinterpretazione dell’esperienza del Palazzo di città maturata da secoli di storia urbana. Lo “zoccolo” di base contiene la Hall e i servizi principali dell’albergo. Su di esso sono disposti una serie di pilastri rivestiti di pietra locale che configurano un astratto “ordine gigante” scandito da una serie ritmata di “paraste”. Le “paraste” staccate dal corpo dell’edificio compongono una grande loggia che ingloba i principali livelli dell’albergo. La “loggia ” garantisce privacy tra la piazza, il sagrato e le camere dell’albergo; dalle quali è possibile godere lo splendido spettacolo barocco senza interferire con il “teatro” della piazza antistante. Per cui la loggia “protegge” dagli sguardi indiscreti e ordina una nuova relazione urbana con la cattedrale e gli edifici limitrofi. La parte sommitale dell’edificio si conclude con una astratta “trabeazione” che ingloba il piano attico in cui si trovano la piscina, il centro benessere, il ristorante e il solarium. Da tali ambienti si può godere il magnifico panorama della città . Adeguamento anti-sismico della struttura portante esistente con isolatori L’adeguamento anti-sismico con isolatori consente di recuperare la struttura portante esistente assicurando comunque non deferibili prerogative di stabilità previste dalla normativa delle costruzioni in zona sismica. Tale intervento consente notevole risparmio di mezzi, risorse e tempi di esecuzione. L’isolamento delle strutture esistenti avviene attraverso l’inserimento di isolatori tra la base della struttura e le sue fondamenta.
© Vincenzo Latina . Pubblicata il 22 Giugno 2010.
• Sostenibilità ambientale dell’intervento Gli interventi previsti mirano a ridurre notevolmente l’impatto del cantiere e delle lavorazioni con l’ambiente circostante e garantire l’alterità del progetto e l’integrazione urbana dello stesso. Il progetto prevede di raggiungere requisiti di sostenibilità ambientale concentrando la sua attenzione, sull’emissione di CO2, sull’impatto delle lavorazioni nel contesto monumentale e l’utilizzo dei materiali rispondono alle norme sul risparmio e efficienza energetica. A differenza della demolizione e ricostruzione il progetto di adeguamento anti-sismico proposto riduce notevolmente il consumo di acqua, diesel, produzione di CO2, occupazione di discariche, materiali da costruzione – cls e acciaio- e soprattutto il concentramento veicolare di grandi mezzi di trasporto nel centro storico che arrecano evidente disagio per la collettività.
© Vincenzo Latina . Pubblicata il 22 Giugno 2010.
La preliminare stima economica di due ipotesi di progetto ( demolizione e ricostruzione e l’adeguamento antisismico) ha consentito di valutare che l’adeguamento anti-sismico oltre al considerevole beneficio ambientale comporta un notevole risparmio economico.
© Vincenzo Latina . Pubblicata il 22 Giugno 2010.
© Vincenzo Latina . Pubblicata il 22 Giugno 2010.
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© Vincenzo Latina . Pubblicata il 22 Giugno 2010.
© Vincenzo Latina . Pubblicata il 22 Giugno 2010.
© Vincenzo Latina . Pubblicata il 22 Giugno 2010.
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