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Ischia (NA), Italia

Riconfigurazione spaziale della cattedrale del castello Aragonese di Ischia

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Così come richiesto dal bando di concorso, il progetto presentato propone una riconfigurazione dell’invaso spaziale della Cattedrale dell’Assunta in grado di proteggere gli stucchi settecenteschi superstiti e garantire al tempo stesso la possibilità di utilizzo dello spazio per scopi concertistici ed espositivi migliorandone il confort. Nell’immaginario collettivo l’aspetto di rudere della cattedrale è ormai fortemente consolidato, non solo grazie al fascino che le rovine indubbiamente posseggono, ma anche a causa dell’enorme lasso di tempo intercorso tra l’epoca in cui l’edificio era integro e la situazione attuale. La condizione di rudere, inoltre, ha conferito particolare pregio al monumento diventato tutt’uno con il meraviglioso paesaggio naturale che lo circonda. Ciò considerato e valutato soprattutto che non esistono, allo stato attuale, documenti storici certi su sagome e dimensioni della copertura distrutta, si è ritenuto opportuno non fingere in alcun modo forme di strutture non ipotizzabili con certezza ma, piuttosto, progettare una copertura che non fosse in alcun modo in competizione con l’antico edificio e che fosse il più possibile priva di massa, leggera ed eterea per non dominare né nascondere il monumento.

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Si è ritenuto, dunque, opportuno realizzare una copertura che fosse dichiaratamente “altro” rispetto al monumento, che consentisse di lasciare inalterata la leggibilità dei ruderi, sia rispetto all’osservazione a distanza che dall’interno dell’edificio. Per raggiungere tali obiettivi è stata progettata esclusivamente una struttura di copertura mentre sono stati lasciati aperti i lati per consentire il persistere del dialogo con il paesaggio circostante. Ritenendo, in ogni caso, prioritarie le esigenze di conservazione del monumento, la protezione delle strutture e degli apparati decorativi più prossimi al perimetro è stata ottenuta o aumentando, solo dove necessario, la profondità della copertura o semplicemente variando l’inclinazione di alcune porzioni della stessa. La copertura è realizzata con una leggera struttura in acciaio rivestita con un materiale polimerico di ultima generazione, completamente autonoma, sia per materiali che per morfologia, dagli spazi monumentali sottostanti. Essa è caratterizzata da una geometria a maglia triangolare che consente il facile adattamento alle diverse estensioni ed altezze degli ambienti sotto ubicati. La maglia triangolare, infatti, si inclina variamente in modo da adattarsi e piegarsi alle diverse esigenze di protezione ed alla varietà delle altezze che caratterizzano gli spazi antichi.

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La struttura metallica è ancorata al suolo o in corrispondenza delle murature attraverso piastre di fissaggio il cui semplice smontaggio consentirà la completa reversibilità dell’intervento. La scelta del materiale di rivestimento è stata guidata dalla volontà di non dominare il monumento ma da porsi in subordine rispetto ad esso. Il materiale scelto, infatti, ha caratteristiche di leggerezza sia in termini di peso che in termini di immagine. Si tratta, infatti, di una membrana elastica realizzata in ETFE, un fluoro polimero la cui composizione chimica consente di sopportare alti livelli di sollecitazioni termiche ed aggressioni chimiche rendendolo particolarmente adatto ad essere installato in prossimità del mare. Tale materiale è caratterizzato da un peso estremamente basso, (tra i 300 e i 1500 gr/mq) permettendo, dunque, di realizzare una struttura di sostegno particolarmente esile tale da apparire quasi sospesa sulle strutture antiche a protezione di esse. La membrana in ETFE, inoltre, è totalmente permeabile alla luce, cosa che offre la possibilità di mantenere inalterate le condizioni di illuminazione degli spazi aperti. Tale caratteristica, unita alla scelta di non realizzare la chiusura delle parti perimetrali, consente di lasciare inalterato il rapporto con il paesaggio. Altra caratteristica di questo materiale è, inoltre, la possibilità di essere stampata. Considerata la necessità di utilizzare lo spazio a fini culturali, si è scelto di migliorare il confort termico dello spazio imprimendo sulla membrana un motivo decorativo serigrafato. La stampa dello strato esterno, infatti, consente di ridurre l’energia dei raggi solari entrante limitando il passaggio dei raggi UV. Il fitto decoro bianco adottato ricorda la trama dei merletti utilizzati per l’ornamento di abiti e paramenti sacri particolarmente diffusi ad Ischia in epoca aragonese. Tale motivo decorativo oltre ad offrire parziale ombreggiatura crea un piacevole gioco di ombre che sembra quasi formare un disegno di pavimentazione.

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Altre caratteristiche del materiale utilizzato sono la notevole resistenza a trazione e l’elasticità che consentono non solo una buona resistenza all’azione del vento ma anche un buon confort acustico. Un materiale elastico, infatti, a differenza del vetro, impedisce che i suoni prodotti all’interno di un ambiente vengano riflessi, evitando dunque fastidiosi fenomeni di riverbero o eco. Data la particolare stabilità della molecola organica che costituisce tale materiale, la sua durata di vita è garantita 30 anni. Si tratta, inoltre, un materiale di facile manutenzione grazie alla sua capacità di auto-pulirsi mediante l’azione dell’acqua piovana ed è riciclabile al 100%. In conclusione la proposta progettuale, attraverso una sorta di smaterializzazione delle nuove parti costruite, ha inteso fornire una adeguata risposta alle specifiche attuali esigenze, garantendo completa reversibilità e pieno rispetto del monumento pur rimanendo schiettamente moderna. Come sostiene Dezzi Bardeschi, infatti, “anche il progetto del nuovo, se rispettoso, motivato e responsabile può legittimamente contribuire a produrre un incremento (e non una depauperazione) di risorsa complessivamente disponibile. La storia continua…”

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