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Cazzago San Martino (BS), Italia

Nuova Scuola Materna di Cazzago San Martino

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PREMESSA L’obiettivo urbanistico del progetto per ripensare una delicata ed importante area urbana, quale quella relativa a via Cardinale G. Bevilacqua, è stato quello di ricostituire un’organizzazione planimetrica dei volumi e delle funzioni che, nel rispetto e nell’armonia dei rapporti di scala, riconfigurasse l’intera area come un polo scolastico; esso si configura come una zona omogenea, recintata e ben protetta, in cui l’alta qualità del paesaggio naturale sarà il tema che legherà i diversi edifici che saranno immersi in una grande area verde articolata in percorsi, zone di sosta, svago e sport.

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L’INSERIMENTO URBANO Lo spazio educativo della scuola materna e del micronido è stato pensato come un unico luogo, dalla forma compatta, atta a favorire il contenimento delle dispersioni termiche, delimitato da un pavimento e da una copertura che antropizza il profilo pedemontano sullo sfondo, le cui partizioni vetrate tendono a un’idea di continuità e apertura spaziale. Una forma chiara e sintetica che non vuole porsi al centro dell’attenzione ma al contrario vuole creare un luogo mutevole dove il protagonisti sono i bambini. L’impostazione tipo-morfologica si basa sulla volontà di cercare un’architettura semplice, spontanea. Un’architettura che al contempo cerca un disegno, un immagine in qualche misura sedimentata nel luogo che la accoglie, facilmente riconoscibile. L’andamento delle coperture a falde nasce dalla natura del luogo, un disegno archetipo, immaginario collettivo anche del bambino, subito riconoscibile, domestico.

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IL PROGETTO ARCHITETTONICO E BIOCLIMATICO La metodologia utilizzata per la progettazione della scuola materna privilegia soluzioni che tengono conto della libertà di percorso, di organizzazione, di relazione all’interno e verso il mondo esterno, producendo organismi dinamici e polivalenti che si vivificano proprio grazie alla capacità inventiva degli educatori e soprattutto dei bambini. La possibilità di sfruttare al pieno l’esposizione dell’area di progetto ha suggerito l’impianto planimetrico. A sud un parete completamente vetrata e schermata da una ampia copertura e da sistemi mobili di oscuramento accoglie le 5 sezioni della materna, l’ingresso e la mensa. Due patii spezzano la rigidità dell’impianto e al contempo forniscono la possibilità di ricreare ambienti verde direttamene a contatto con l’edificio; attraverso uno di questi si accede alla scuola. Il lieve andamento delle vetrate combinato con quelle dell’ampia copertura vuole produrre un gioco mutevole di ombre e la possibilità di vivere del susseguirsi dei cambiamenti stagionali, trasmettendo a questi spazi la capacità della metamorfosi del colore. L’utilizzo di serramenti con portali in legno e ampie vetrate oltre a fornire la possibilità di serre termo-utili lasciano una trasparenza che fonde in un unico sistema il verde. L’atrio è il nucleo centrale dell’edificio in quanto raggruppa i diversi ambiti e mette direttamente in comunicazione visiva la zona verde a sud a ovest e gli ingressi alle sezioni della materna e del micronido. Allo stesso tempo, vista la sua dimensione può essere utilizzato anche come spazio giochi e luogo d’incontro. L’inserimento di un terzo patio delimita le aree relative alla scuola materna e al micronido, fornendo anche la possibilità di un utilizzo interno e protetto di un’area giochi soprattutto anche nel periodo invernale quando il giardino è poco sfruttabile, mantenendo comunque una relazione e comunicazione visuale. Tutti gli spazi di gioco e didattici comunicano con l’esterno per non avere limiti “forti” e la separazione delle classi mediante pareti mobili consente l’aggregazione per eventi o comunicazioni generali, ma allo stesso tempo permette di organizzare le aule con zone dormitori, lasciando in questo modo la massima flessibilità delle scelte e delle esigenze.

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