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Ravenna (RA), Italia

Riqualificazione urbanistica di Piazza Kennedy a Ravenna

Alessandro Interlando, Attilio Guerreschi, Nicola Urbinati, Paolo Becagli

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Sintesi di tutte le fasi precedenti, la nuova piazza J.F. Kennedy torna ad essere il contenitore privilegiato per le attività della comunità. Essa si presenta come uno spazio flessibile e dinamico, delimitato lungo i due assi di percorrenza da due elementi fissi, il viale alberato ed il settore perimetrale multifunzionale parzialmente coperto. La pavimentazione del settore centrale segue una geometria regolare a maglie rettangolari, di larghezza costante e di lunghezza variabile, coerentemente regolata dalla scansione ritmica della facciata di Palazzo Rasponi dalle Teste. Questa uniformità compositiva viene modificata attraverso l’introduzione di elementi lineari di netto contrasto cromatico, secondo una logica che obbedisce alle polarità così come precedentemente specificato. Di conseguenza, queste barre lapidee di colore chiaro risultano maggiormente addensate lungo i due lati della piazza assunti come riferimento privilegiato nella distribuzione delle suddette polarità, e sono in parte costituite da materiale preesistente recuperato dalla pavimentazione prevalentemente asfaltata dell’attuale piazza. I cromatismi scuri sono invece risolti attraverso l’utilizzo di lastre di pietra di Luserna, montate ortogonalmente nel settore centrale, ed obliquamente a 45 gradi in quello perimetrale, esteso fino alla rinnovata piazzetta Ragazzini. L’asse Duomo-centro città è sottolineato progettualmente all’interno della piazza dall’introduzione di alberature, come proseguimento ideale di Via Rasponi. Nello specifico, trattasi di un doppio filare di Frassino Maggiore con altezza media di circa 6 metri e chioma con diametro medio di circa 5 metri, costituente una fascia ombreggiata che si estende lungo l’intero fronte del prospiciente Palazzo Rasponi Murat. Il “percorso verde” alterna pieni e vuoti, e subisce una pausa in corrispondenza dell’asse centrale del Palazzo Rasponi dalle Teste, sottolineandone la complessità e l’eleganza dell’ingresso principale. Sotto le alberature sono previste delle aree di sosta dotate di panchine ed arredi urbani in legno dalle peculiarità estetiche simili per disegno e geometria alla pietra ricostruita precompressa utilizzata per la pavimentazione. L’illuminazione dal basso, disposta lungo i margini longitudinali ed in corrispondenza delle piantumazioni, enfatizza i limiti di questo “percorso verde” aumentandone l’effetto scenico durante l’orario notturno. Sul lato opposto ed in prossimità del Palazzo Rasponi Murat, un unico filare di nespoli, con altezza media corrispondente alla “scarpa” del muro e con chioma di diametro medio di circa 120 centimetri, viene disposto secondo il ritmo degli interassi delle finestre del palazzo, a sottolineare ulteriormente la direzionalità del percorso pedonale verso il Duomo. Si ritiene inoltre opportuno proporre il prolungamento di questo asse ideale di collegamento anche per l’estensione di tutta via Rasponi, attraverso la sostituzione degli attuali disuassori metallici con un filare di nespoli di dimensioni identiche a quelle proposte per la piazza. Il settore perimetrale multifunzionale è ostituito da un’area disposta lungo l’asse Via D’Azeglio-Via Guerrini, ospita i servizi legati alla vivibilità dello spazio aperto. Una pensilina ne ricopre parte della superficie dove trovano luogo la nuova edicola realizzata in vetro strutturale, e la fermata dell’autobus di linea urbana, identificata da alcune sedute protette da un pannello in vetro che funziona da paravento. La pavimentazione è realizzata in pietra ricostruita precompressa ed il piano è rialzato di 20 centimetri rispetto al livello stradale ed a quello della piazza. Le due quote sono raccordate tramite rampe di pendenza contenuta, per consentire la totale fruibilità anche ai disabili su sedia a ruote. Alcune porzioni di pavimentazione si elevano fino a 40 centimetri da terra, divenendo così delle ulteriori sedute a servizio della piazza. La esile struttura metallica della pensilina sostiene un impianto fotovoltaico posto in copertura, mentre l’intradosso e i fianchi a profilo alare sono carterizzati con l’impiego di lamiera metallica lucida ed opaca, che aumentano il senso di leggerezza del manufatto e contribuiscono alla completezza estetica del progetto. A servizio della pensilina è prevista una illuminazione bidirezionale posizionata in corrispondenza dei piccoli pilastri e una illuminazione dal basso posizionata marginalmente lungo strada. Alla grande aiuola decentrata corrisponde un grande foro nella copertura che ne consente l’irraggiamento solare, l’irrigazione naturale e la libera crescita in altezza delle relative piantumazioni. In prossimità del fronte del Palazzo Rasponi dalle Teste, questo settore ospita l’isola ecologica interrata, del quale a livello progettuale sono visibili soltanto le torrette per il conferimento dei rifiuti.

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