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Pineto (TE), Italia

Laboratori Artigianali MdM

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facciate sud-ovest: dettaglio d'angolo

La vallata del fiume Vomano presenta un sistema di quinte sceniche che abbraccia il massiccio del Gran Sasso, le colline della valle e la foce al mare. La relazione tra edificato e campagna rappresenta la chiave di progettazione dei Laboratori Artigianali MdM, che concludono il piano di lottizzazione contiguo al borgo di Torre San Rocco, ai piedi della collina Col Morino.

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progettazione materiche della facciata sud

Le due committenze, anche se caratterizzate da un distinto programma insediativo, hanno richiesto la realizzazione di un unico corpo volumetrico capace di articolare, in un caso, un ampio piazzale logistico, e nell’altro, uno spazio porticato adatto allo stoccaggio dei prodotti di lavorazione. Il corpo principale si allinea al confine sghembo settentrionale del lotto suggerendo una visuale panoramica che abbraccia la collina; il portico si struttura come un volume aperto verso la piana coltivata. Le committenze hanno inoltre richiesto la definizione di un’immagine architettonica di forte identità, capace nel contempo di integrarsi perfettamente con le caratteristiche suburbane ed agricole di questo brano di piana. Il progetto suggerisce una pluralità di percezioni: dalla strada panoramica diverse tonalità cromatiche reagiscono con la vallata, dal percorso di accesso una solida geometria scura cattura l’attenzione, mentre dal piazzale d’ingresso una facciata scolpita suggerisce profonde spazialità. Il corpo principale é organizzato in una doppia coppia di fasce funzionali che organizzano la distribuzione planimetrica. In particolare nella fascia di rappresentanza si determinano gli spazi di accoglienza, le zone di servizio, gli uffici e un piano soppalcato capace di vibrare con gli ampi spazi produttivi. L’involucro esterno registra la pluralità funzionale degli spazi interni, instaurando un dialogo con le emergenze ambientali. Il fronte settentrionale si protegge ermetico dalle intemperie, attraverso pannelli lisci in cemento armato. Quello meridionale giustappone le tessiture lisce dell’intonaco bianco con quelle corrugate degli scuri pannelli metallici. Una combinazione di aperture, controllate parametricamente per ottimizzare la distribuzione della luce, si sovrappone al disegno materico, ricostituendo la continuità formale. Il portico, con una struttura in legno lamellare e manto di copertura in policarbonato alveolare con finitura opalina e trasparente, articola la relazione tra lo spazio aperto del piazzale e gli ambiti chiusi di lavorazione. Il fronte ovest impone una severità formale alla strada di accesso, affiancando pannelli lisci e corrugati, mentre il disegno della pavimentazione ritaglia delle aree piantumate. Il fronte est contrasta le superfici opache dei pannelli scuri con quelle semi-trasparenti del policarbonato alveolare; quest’ultimo, colorato in massa o sulla sola faccia interna, riverbera con le tonalità complementari della piana agricola. La dialettica tra le volumetrie del portico e le facciate instaura un rapporto vivo con l’ampio spazio della valle, registrando così le diversità cromatiche delle stagioni, la prossimità al bordo rurale e la piacevolezza delle vedute.

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dettaglio d’incastro dei materiali principali

Efficienza Energetica

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Facciata Sud Parametrica

La realizzazione dei Laboratori Artiginali MdM costituisce anche l’opportunità per sposare progettazione architettonica, integrazione paesaggista ed efficienza energetica. La natura produttiva dell’edificio ha determinato una particolare attenzione al benessere luminoso e conseguente risparmio energetico. Fin dalla fase preliminare di progettazione, la simulazione illuminotecnica dello spazio interno é stata iterata con obiettivi di ottimizzazione della distribuzione luminosa. Il primo passo di questa iterazione è stato garantire un buon livello di illuminamento anche nelle condizioni più sfavorevoli, durante il periodo invernale ad esempio, quando la luce è scarsa e diffusa. Questa possibilità è stata presa in considerazione e studiata ricorrendo all’analisi del fattore di luce diurna. Il risultato ottenuto è stato poi ulteriormente migliorato, al fine di ridurre l’abbagliamento, controllare l’ingresso dei raggi solari e minimizzare un possibile eccesso di illuminamento durante i mesi estivi. L’involucro esterno nella sua configurazione finale rappresenta perciò il miglior bilanciamento tra il bisogno di luce in inverno e la necessità di proteggersi dal sole in estate.

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Fronte Est

La razionalizzazione dei risultati attraverso la stratificazione per volumi unitari, giustapposti orizzontalmente, è stata la base per costruire un modello parametrico capace di articolare il “potere luminoso” delle singole aperture. In particolare è stato applicato il concetto di mutua interferenza: la prossimità di un’apertura rispetto l’altra comporta una riduzione d’area (perché provvedono alla stessa “illuminazione” verso il piano illuminato) mentre la deviazione rispetto un’altezza ottimale (derivante dalle dimensioni dello spazio da illuminare) comporta l’aumento d’area di apertura. La scelta delle superfici vetrate in funzione del loro fattore luminoso e solare e la corretta proporzione di elementi trasparenti e opachi hanno permesso di ottenere un illuminamento medio annuale di 300-500 lux. Il policarbonato alveolare ha permesso di rispettare i valori richiesti senza con questo gravare sui carichi termici e pregiudicare il comportamento energetico globale dell’edificio.

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vista della facciata est e del portico per lo stoccaggio dei materiali di prima produzione

Il sistema parametrico, oltre a costituire una vibrante facciata, integra il miglioramento della ventilazione interna, attraverso la distribuzione delle aperture rispetto l’altezza degli spazi. La disposizione dei portoni su lati contrapposti (ad esempio sui fronti principali sud/nord) ha determinato un fondamentale contributo alla ventilazione naturale, soprattutto durante la stagione estiva.

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dettaglio cromatico dei materiali del portico

Anche il cromatismo dei materiali è stato determinato così da contribuire al miglioramento del benessere interno. La copertura piana dei Laboratori, coibentata esternamente attraverso pannelli in polistirene, è stata rivestita con uno strato di ghiaia bianca, così da riflettere la radiazione durante la stagione estiva. Anche Il piazzale logistico principale è stato rivestito con ghiaia aumentando sensibilmente il coefficiente di albedo. I pannelli scuri, con isolante termico maggiorato, permettono la captazione della radiazione solare durante il periodo invernale, mentre la forma corrugata dei pannelli consente la dispersione durante i forti irraggiamenti (tramonto nelle stagioni estive). La grande facciata meridionale è stata progettata attraverso un sistema a doppia pelle progressivo. Infatti, una sottostruttura in legno sostiene i pannelli esterni, consentendo la realizzazione di una seconda pelle con camera ventilata, una volta ammortizzate alcune delle voci di spesa.

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vista interna verso la piana coltivata

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struttura lignea a sostegno dei pannelli di policarbonato

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particolare dell'attacco della struttura in legno ai sostegni metallici

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vista interna della zona di lavorazione

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vista del fronte nord

Ere

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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