Tavola 1
© SUDARCH . Pubblicata il 26 Luglio 2010.
1. L’ispirazione: tra geografia e leggenda – La “Foresta dei Giganti” La proposta realizza un Parco monumentale, la “Foresta dei Giganti”, che cerca di coniugare habitat e sostenibilità. Il progetto è chiaramente ispirato alla leggenda sull’origine delle nove Aci, con la morte del pastorello Aci smembrato in 9 parti per mano di Polifemo. Una “trasposizione geografica” delle 9 Aci nella planimetria di progetto origina 9 circonferenze corrispondenti agli edifici-albero funzionali o ad altri elementi architettonici che segnano il suolo del Parco. Lo spunto ideativo si coniuga ad un forte approccio ecologico: cinque edifici-albero, le Eco-Tree-Towers, destinate alle funzioni aziendali e pubbliche.
Tavola 2
© SUDARCH . Pubblicata il 26 Luglio 2010.
2. Il Masterplan A livello di masterplan (“mano verde”), l’obiettivo dell’operazione urbana è la realizzazione di una nuova polarità di margine che fa da contraltare e da porta d’accesso al centro storico di Aci Sant’Antonio. L’area d’intervento, ubicata sul margine nord-est dell’agglomerato consolidato, diventa una sorta di “testa” del tessuto urbano attraverso il nuovo ruolo assunto dal luogo, che assieme alla valorizzazione della viabilità, orientata verso sistemi di flusso ciclo-pedonali-verdi diffusi, si propone per svolgere un’importante funzione socio-culturale attiva e di accrescimento della vivibilità del luogo. Dal Parco, come le dita del palmo di una mano, si dipartono gli assi viari verso la città, potenziati mediante un’opportuna riorganizzazione funzionale e paesaggistica.
Dalla città
© SUDARCH . Pubblicata il 26 Luglio 2010.
3. La scelta architettonica La tipologia prescelta propone un sistema misto commerciale/servizi collettivi compatto, nell’ottica di massimizzare gli spazi verdi al suolo senza penalizzare le superfici utili funzionali e puntando su un sistema che coniughi architettonicamente spazi naturali ed elementi di “altra natura” (edifici-albero). La particolare tipologia riduce l’impronta al suolo in favore di una maggiore superficie da destinare a parco e consente di recuperare superfici funzionali utili in elevazione (chioma), a tutto vantaggio di una migliore percezione esterna del progetto ma anche di una maggiore panoramicità, e quindi fruibilità, dei suoi spazi interni. A fronte di soli 3000 mq di impronta a terra degli edifici-albero, nell’area esterna viene ricavato un parco pubblico di circa 12000 mq, articolato in zone pavimentate ed in zone a verde. La scelta della pelle degli edifici si integra nel paesaggio circostante, attraverso il particolare color ghiaccio, che richiama il manto bianco che ricopre “il gigante” Etna per la maggior parte dell’anno. Inoltre, le Eco-Tree-Towers, che ricordano la struttura di alberi secolari sempreverdi, hanno le “chiome” energeticamente attive (mediante sistemi fotovoltaici) e come alberi veri, danno un contributo essenziale alla riduzione della CO2 in atmosfera.
Il parco urbano
© SUDARCH . Pubblicata il 26 Luglio 2010.
Panoramica della chioma attiva
© SUDARCH . Pubblicata il 26 Luglio 2010.
Interno chioma
© SUDARCH . Pubblicata il 26 Luglio 2010.
Vista grandangolare
© SUDARCH . Pubblicata il 26 Luglio 2010.
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