Tavola 01
© Fabio Pravettoni . Pubblicata il 23 Luglio 2010.
La città antica non esiste se non attraverso un processo di ricostruzione e fondazione di quella nuova. Permangono i tracciati, le denominazioni, gli edifici storici a testimoniare la volontà di mantenere e salvaguardare il monumento, mentre la città tutt’attorno si modifica: così Piazza del Peso rimane uno dei centri vitali, o il centro vitale, del borgo di Mazzè, nonostante il suo essere luogo apparentemente insignificante e abbandonato a se stesso. Così nell’intento di non stravolgere lo spazio nei suoi contenuti, ma piuttosto cercando di approfondire e migliorare i temi che lo caratterizzano, un primo lavoro su Piazza del Peso riguarda certamente la pulizia: pulizia dalla vegetazione (che poi sarà opportunamente riposizionata), pulizia dalla pavimentazione attuale, troppo povera e dimenticata per essere davvero pubblica, pulizia dalle superfettazioni, pulizia dalle automobili. Alla concretizzazione dall’idea classica della piazza triangolare contribuiscono nel progetto due elementi architettonici su cui si struttura il progetto, elementi in grado di intervenire con un gesto molto semplice nella ridefinizione non solo ideale ma anche formale della piazza: due terrapieni (vedi tavola 02, planimetria e viste prospettiche) su cui sono appoggiate una serie di sedute. La forma astratta dei due terrapieni e delle panche, volutamente neutra rispetto a correnti opzioni linguistiche vernacolari o mimetiche, oppure dichiaratamente dissonanti di alcuni interventi passati, è sottolineata dall’adozione di un materiale di finitura come l’acciaio corten, un acciaio già passivato, di colore bruno e leggermente rugoso, facile da lavorare e duraturo.
Tavola 02
© Fabio Pravettoni . Pubblicata il 23 Luglio 2010.
Vista
© Fabio Pravettoni . Pubblicata il 23 Luglio 2010.
Planimetria
© Fabio Pravettoni . Pubblicata il 23 Luglio 2010.
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