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Riva del Garda (TN), Italia

Riqualificazione dell'Ex Ospedale/Cittadella dell'Accoglienza. Riva del Garda

Seconda Fase - concorso internazionale con preselezione

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L’area in esame, pur trovandosi ai margini del tessuto storico cittadino contraddistinto però da importanti preesistenze architettoniche, non riscontra dirette relazioni visive e funzionali con l’ambito urbano circostante. Le plurime giaciture urbane che contornano l’area mancano di coerenza formale e architettonica tra loro, appartengono ad epoche differenti, manifestano caratteri stilistici diversi e riprendono i diversi orientamenti delle parti di città tangenti all’area destinata alla Cittadella dell’Accoglienza. L’impianto urbanistico assegnato al nuovo manufatto diventa elemento di riconnessione urbana di brani sconnessi che struttura l’area; si manifesta come edificio pluri-direzionato, il nuovo corpo di fabbrica agisce da elemento ordinatore di tutto il comparto edilizio circostante, riprendendo una serie di allineamenti e direttrici proprie delle preesistenze edilizie con cui si relaziona. L’idea di progetto si è articolata impostando una macchina funzionale unitaria con la RSA esistente; i dati di progetto, ove possibile, sono quindi rapportati agli standard per 120 posti letto, immaginando così di realizzare un edificio fortemente relazionato con la RSA esistente sia per la permeabilità dei servizi che per la funzionalità “pubblica” e dei molteplici percorsi di uso e di servizio; nell’impianto planimetrico risultante, la RSA esistente si “legge” come il terzo braccio dell’organismo edilizio di progetto, pur mantenendo in alzato una marcata differenza stilistica. L’edificio della RSA esistente si integra così con questo nuovo brano architettonico diventandone parte di un disegno più a larga scala, dando origine a delle volumetrie generate da un unico asse che si dipartono, con orientamenti plurimi in direzione Nord. Nell’area in esame si producono così degli specifici ambiti sia all’interno dello stesso manufatto che all’esterno, ai quali si possono assegnare ruoli differenti, assicurando all’organismo di progetto “pluri-funzionalità ordinata”. Ogni parte del complesso edilizio nasce ed è caratterizzata, sia per dimensione planimetrica che per conformazione e orientamento, dalla funzione contenuta e dalle esigenze dimensionali e relazionali specifiche. Allo stesso modo ogni ambito aperto e brano di “parco/parterre” circostante assume delle valenze e peculiarità che ne caratterizzano l’utilizzo. L’articolazione volumetrica del nuovo edificio pone particolare attenzione agli aspetti bioclimatici considerando la forte influenza dell’andamento morfologico dell’intorno, con la cortina montuosa a Ovest, e i venti ciclici dominanti con direzione Sud-Nord. La forma del manufatto stesso diventa quindi barriera ai venti pomeridiani e individua più brani di parco chiusi a corte, giardini protetti posteriormente e aperti verso Nord, dai quali si gode anche di suggestivi scorci sul paesaggio verso la valle del Sarca. L’edificio si caratterizza per la sua matericità e plasticità; nel suo essere monolitico riproduce differenza, riconoscibilità e domesticità degli spazi generati grazie ad un continuo diversificarsi del rapporto con il vuoto delle corti ed al sistema dei prospetti, delle logge e delle aperture. La forometria non segue una logica di ripetizione ma compone un sistema di bucature, di diverse dimensioni e proporzioni, che relaziona lo specifico ambito interno con l’esterno mediante diversi gradi di profondità delle bucature. Così, il sistema di aperture, oltre ad una differenza dimensionale, incide il volume monolitico e lo caratterizza anche mediante una diversa profondità data dalla presenza saltuaria di logge, porticati, serramenti con imbotte esterno in vista o serramenti posti sul filo della facciata. Questa molteplicità di incisioni crea differenti giochi di ombre, di pieni e vuoti, di opacità e trasparenze che nel suo complesso caratterizzano e differenziano le varie parti di un volume altrimenti monolitico. Il parco – “parterre”, secondo tema di progetto, viene risolto mediante un processo pittorico di rapporto tra figura e fondo, tra negativo e positivo. Succede allora che zolle di prato disegnano gli spazi pavimentati caratterizzandone parti funzionali specifiche oppure, al contrario, che puntiformi elementi geometrici di pavimentazione disegnino il prato. Il parco così trattato diventa fondale per il plastico monolite del nuovo manufatto. Nel parco del nuovo edificio sono presenti le alberature preesistenti di pregio. Il piano terra è caratterizzato da ampie vetrate che permettono ai fruitori di traguardare dalle zone pubbliche, attraverso l’edificio, i diversi giardini protetti e le aree di parco che compongono il sistema verde circostante. All’interno del blocco edilizio, nella parte destinata agli spazi di relazione e pubblici, a Sud, è stato progettato un giardino d’inverno permettendo di portare la luce zenitale e la natura all’interno di un esteso braccio costruito, e al tempo stesso di sfruttarne le qualità di camino naturale di raffrescamento ed estrazione dell’aria. Il rivestimento esterno in legno sbiancato con tessitura verticale conferirà all’edificio un aspetto elegante monometrico ma al tempo stesso “domestico” e a misura d’uomo grazie alla tessitura stessa che permette una lettura di piccola scala dell’edificio e al sistema di bucature e sottrazioni volumetriche. Il rivestimento esterno degli imbotti e delle sottrazioni volumetriche, grazie all’uso di legno con tono squillante (arancione: colore gioioso, che stimola la creatività e in generale le funzioni cerebrali) conferirà all’edificio un aspetto luminoso e colorato, allontanandolo completamente da una immagine di tipo ospedaliero. I nuovi edifici saranno realizzati in modo da garantire alta efficienza energetica e grande capacità termica e che riescano a garantire comfort anche sotto carichi estivi. Le scelte di progetto hanno anche rivolto particolare attenzione ai costi di gestione e alla manutenzione. Particolare attenzione è stata rivolta alla definizione tecnologica e prestazionale degli involucri: grazie all’intercapedine che li riveste, saranno avvolti da una doppia pelle che garantirà coibentazione termica e massima impermeabilizzazione, le componenti vetrate garantiranno alte prestazioni termiche ed acustiche, e saranno schermate dalla trama di listelli in legno (o acciaio).

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