© Debora Plomitallo . Pubblicata il 27 Luglio 2010.
Il concorso d’idee “L’Asse e la Piazza”, ad Artena, prevede la realizzazione di un nuovo polo integrato, atto a soddisfare le esigenze che il paese stesso si appresta a richiedere e con esso il territorio limitrofo già, in fase di sostanziale mutamento. L’obiettivo principale dell’intervento progettuale avrà come finalità quella di reinnescare su questa porzione di territorio, una serie di eventi atti a riportare il Comune di Artena, nelle condizioni di poter attrarre, richiamare e soddisfare le esigenze di un territorio ormai mutato, adoperando questa operazione di riqualificazione come occasione di sviluppo e rilancio economico ad oggi del tutto assenti. L’ambito d’intervento è posizionato in un’area denominata “Valle Fini”, a ridosso della via Ariana, adiacente al centro urbano e prossima al centro storico. L’intervento consiste nella realizzazione di un intero quartiere “Borgo delle Contrade”, dove si può distinguere una prima zona d’ingresso di carattere pubblico, che rappresenterà la porta della nuova porzione di città ed una seconda area di natura privata molto ricca ed articolata per forma e per funzioni. L’operazione può definirsi, un’operazione di re-styling di un complesso fortemente connotato, volto a caratterizzare il centro esistente con chiari riferimenti alla storia, agli usi ed alle tradizioni del paese di Artena. L’area di pertinenza pubblica è costituita da due edifici, uno dei quali già in parte realizzato (la struttura in c.a.), che ospiterà interamente funzioni commerciali, ma ancora più importante è la funzione rappresentativa da cui la stessa area sarà investita con specifiche operazioni progettuali fortemente connotanti, oltre alla revisione dell’intera mobilità locale e non. L’approccio progettuale è stato chiaramente guidato dalla relazione che il luogo stesso dovrà mantenere ben saldo con il resto del paese. Il continuo richiamo alla storia, alle preesistenze, al tessuto consolidato fortemente stratificato negli anni, è stato il cardine sul quale si è basata l’esperienza progettuale. L’impronta ricercata, per un’area come questa è stata ritrovata nei segni principali della porta: il Nuovo Arco Borghese, nel quale l’intero intervento si può identificare, un segno così connotante sia per la forma che per i materiali che lo costituiscono, utilizzati per richiamare anche solo per le cromie, il centro storico. L’elemento scultoreo, espressione artistica ed al tempo stesso, elemento di riconoscimento specifico della nuova area, richiama l’antico portale ed al tempo stesso segna il passaggio dal paese al nuovo quartiere, cattura lo sguardo dalla strada e lascia percepire un nuovo centro con una forte identità. L’edificio commerciale, che segue immediatamente il Nuovo Arco Borghese, è costituito da un livello fuori terra ed un piano interrato, con una copertura piana ed un percorso centrale sullo stesso asse che dall’esterno si protende verso l’interno del quartiere attraverso una galleria contenuta, coperta, traslucida, capace di guidare il visitatore fino allo spazio antistante: la piazza. I materiali anche per l’edificio commerciale sono stati ripresi dal passato, dai colori della terra. Le cromie naturali del cotto dialogano con il sistema del verde attrezzato che lo ospita. L’intento progettuale di chiudere completamente le quinte esterne della piastra commerciale, lasciando le vetrine dei negozi interamente all’interno della galleria, ha permesso di rimarcare ancora di più il percorso – asse, oggetto cardine del concorso. L’ingresso su via Flaming, ha posto, ancor prima delle ricerche progettuali specifiche dell’area, numerosi spunti per interventi puntuali atti a risolvere il problema della viabilità. L’ingresso al nuovo quartiere si pone come nuovo punto nevralgico su una strada già copiosamente trafficata. La via Ariana verso Lariano, Velletri, la via per il mare, costituisce già oggi, un asse viario ad alta percorrenza che non riuscirebbe, così com’è a supportare una nuova porzione di paese e tutte le funzioni ivi svolte. Con il progetto quindi, si è prevista una revisione della viabilità sia primaria che di distribuzione. E’ stato pensato un nuovo snodo per permettere la decelerazione e l’ingresso nell’area d’intervento immediatamente collegato all’area dei parcheggi, adeguatamente dimensionati secondo le leggi vigenti. I percorsi carrabili all’interno del lotto sono stati volutamente limitati alle aree di sosta per le auto ed alla nuova fermata per gli autobus prospiciente l’area di progetto, nell’intento di ricreare uno spazio più a misura d’uomo. Tutta la distribuzione interna del quartiere (sia dell’ambito pubblico che dell’ambito privato), è stata prevista su un unico senso di marcia, ampio da permettere manovre per lo scarico merci dei negozi in prossimità delle apposite rampe. Il sistema del verde nell’ambito pubblico è stato concepito come un coronamento del principio guida di tutto l’intervento. Esso stesso insegue, filtra, rimarca, accompagna l’asse sul quale si fonda l’idea di progetto. Una sostanziale porzione di area è stata utilizzata da filtro tra la viabilità e l’ingresso principale attraverso il Nuovo Arco Borghese. Due grosse aree di forma quadrangolare costituiscono le basi dell’arco stesso, due metà di un’unica scultura, una verde e l’altra costituita da un bacino d’acqua, segni che riconducono agli elementi naturali, che seppur in piccola misura possono contribuire a migliorare il microclima urbano o comunque a rendere solo più piacevole la percezione visiva. Un sistema di alberature su strada è stato pensato per il reperimento di tratti ombreggiati, sia per i pedoni lungo i marciapiedi, sia nelle aree di parcheggio costituendo un’occasione importante per definire un complesso sistema di stabilizzazione del microclima urbano. In linea con i principi di sostenibilità ambientale, vengono utilizzate specie autoctone che mostrano facilità di attecchimento e diminuiscono i costi di manutenzione. Per quanto riguarda le pavimentazioni, è stata posta particolare cura nella scelta dei materiali drenanti, che diminuiscono l’albedo durante la stagione estiva e la gelività durante quella invernale.
Il Portale
© Debora Plomitallo . Pubblicata il 27 Luglio 2010.
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