Progetti
Copertine
Top Favorites
Nuovi
Concorsi
Albums
Dettagli
Newsletters
Riva del Garda (TN), Italia

Riqualificazione dell'Ex Ospedale/Cittadella dell'Accoglienza. Riva del Garda

Ipostudio Architetti , arch. Manuela Baldracchi, AeI progetti Srl, Consilium servizi di ingegneria Srl

Esterno_4_large

Specificità del luogo come parte della città L’origine di questo brano di città coincide con lo sviluppo urbano dei primi anni del XIX secolo quando il territorio dell’Alto Garda, rinomato e descritto dai grandi viaggiatori e letterati nordici per il suo straordinario paesaggio, diviene mèta di villeggiatura di un’aristocrazia mitteleuropea colta e raffinata e diventa, grazie al suo microclima temperato, oggetto del nuovo mito del Kurort – la città di cura. In quel periodo Riva si adegua alle richieste del turismo nascente e nello stesso tempo coglie l’occasione per la qualificazione del nuovo assetto urbano: accanto ai progetti di nuove attrezzature turistiche viene attuata una politica di potenziamento delle strutture pubbliche, in cui si inserisce anche il progetto del nuovo Ospedale (1898-1904).

Esterno_3_large

Oggi Riva è un polo turistico di interesse europeo ma mostra ancora il carattere dualista sorto con l’ampliamento di fine ‘800, quando la struttura centripeta della città romana (l’incrocio originato dal cardo e dal decumano) viene scardinata da un nuovo asse viario, matrice dello sviluppo urbano, che va dal porto alla Chiesa dell’Inviolata (perno simbolico che collega l’antica città alla nuova) ed allinea su un’unica direttrice i nuovi luoghi della città (ospedale, teatro sociale…) Il sistema lago/centro storico è ancora oggi separato da quello della città moderna/territorio circostante: il primo proiettato verso un turismo alla ricerca dei caratteri mediterranei del luogo, il secondo fortemente improntato sulla vita quotidiana della popolazione, con le zone residenziali, terziarie e di servizio.

Esterno_2_large

Il recupero del contatto diretto con la città Con l’intervento proposto viene ricercata una maggiore permeabilità del lotto attraverso la riapertura dei punti di accesso attualmente non utilizzati, al fine di rendere la nuova cittadella dell’accoglienza un luogo collegato con la città, non più corpo separato, ma punto di incontro tra l’anziano ed il cittadino.

Totale_large

Il potenziale ruolo strategico dell’area di intervento come naturale cerniera di connessione tra la città storica e quella moderna viene messo in risalto sia con la previsione di una serie di collegamenti pedonali e ciclabili che assicurino la permeabilità tra le direttrici nord/sud e est/ovest della città, sia con la proposta di ritrovare, in una seconda fase di intervento, quel contatto diretto tra la struttura sanitaria e la città, che risulta da sempre stato in essere, anche quando l’Ospedale era considerato luogo di separazione tra sani e malati, quando la struttura edilizia era concepita come spazio certamente “chiuso e protetto”. Ora, a maggior ragione, il nuovo intervento, basato su princìpi progettuali più aperti, con la previsione di una struttura multipolare a diversi gradi di accessibilità, richiede il recupero di questo collegamento ed affaccio diretti. L’indicazione che ne consegue è quella della futura riconversione funzionale del vecchio Ospedale e della sua destinazione a centro specializzato per la formazione di operatori sanitari e socio-assistenziali ed a centro per il volontariato rivolto all’assistenza degli anziani e dei soggetti più deboli, cosicchè l’utenza di questa struttura possa costituire connessione viva tra la città e gli ambienti retrostanti, più defilati e riservati.

Interno_4_large

Sotto il profilo urbanistico il progetto conferma le scelte assunte dal bando. Per quanto riguarda la viabilità ed i percorsi viene mantenuto l’attuale sistema viario con il suo sviluppo esclusivamente perimetrale all’area, lungo gli ottocenteschi viali alberati, con la sola eccezione della viabilità di servizio; viene confermato l’utilizzo della rampa esistente per l’accesso ai garages interrati (esistenti e di nuova progettazione) ed il loro collegamento ipogeo. Anche la viabilità ciclabile viene mantenuta ai limiti perimetrali del lotto, in modo da caratterizazre l’area di intervento come zona pedonalizzata, attrezzata a parco, giardino, piazza e luogo di incontro.

Interno_2_large

ASPETTI ARCHITETTONICI

Planimetria_large

planimetria generale

L’intervento progettuale nasce dall’individuazione di una serie di priorità: - organizzare una struttura in grado di dare piena funzionalità ad un sistema integrato di assistenza specialistica prevalentemente rivolta al mondo della terza età e delle fasce più deboli della popolazione, che possa garantire loro un certo grado di benessere e che possa costituire “luogo di vita”, oltre che di struttura per cure sanitarie ed esprimere il valore di “residenza”; - restituire alla città un sito di pregio ambientale, nato in stretta relazione con l’ampliamento di fine ‘800 del sistema urbano e con esso coerentemente integrato sia sotto l’aspetto urbanistico, sia per quanto riguarda la percezione di una certa omogeneità d’immagine della città, grazie alla presenza di architetture tipologicamente riconoscibili e all’emergenza volumetrica degli elementi arborei del parco, che assicurano la continuità visiva al sistema del verde urbano; - individuare, nella fase di costruzione, pratiche e metodi operativi non particolarmente invasivi relativamente all’emissione di rumori e di polveri, in modo assicurare il minimo carico di disagio nei confronti delle funzioni limitrofe (la casa di soggiorno per anziani, il centro comprensoriale, il distretto).

Piano_terra_large

pianta piano primo

A seguito dell’analisi della struttura esistente e delle sue caratteristiche, desunte da una attenta lettura dell’impianto urbano e dei caratteri tipologici dell’architettura, è stata confermata la valutazione della forte valenza del complesso architettonico esistente, sia come parte integrata nella città, sia come organismo edilizio, utilizzato sin dalla sua origine come luogo di cura e particolarmente flessibile ed adatto anche alle nuove esigenze di un moderno servizio sociale di assistenza integrata.

Sezione_bb_large

sezione trasversale

Da tali considerazioni prendono avvio le proposte progettuali, tese alla conservazione delle strutture edilizie esistenti, del loro impianto strutturale, dei collegamenti vetrati, delle aree verdi. La scelta del recuperare e restituire al contemporaneo il complesso esistente, oltre alle ragioni culturali, ai temi legati alla memoria e alla tradizione, discende anche da un principio costruttivo. Non demolire le strutture attuali, infatti, offre il vantaggio di non dover realizzare un cantiere complesso e “pesante”, poco conciliabile con la simultaneità delle attività di cura e assistenza, ma un cantiere leggero, pulito. In altri termini: una sorta di grande assemblaggio “a secco” sia della parte in ampliamento, sia delle costruzioni nuove. L’incremento volumetrico necessario per dare una risposta esaustiva alle richieste funzionali, dimensionali e tecnologiche del bando viene proposto con il recupero di un piano in corrispondenza dei sottotetti esistenti, tramite la reinterpretazione degli elementi di copertura. L’operazione è intesa come traslazione di un elemento “leggero” (il tetto) che, con una semplice rimodellazione formale, verrà a dichiarare la contemporaneità dell’intervento in oggetto.

Sezione_ff_large

sezione longitudinale

La geometria delle coperture ripropone inoltre, accentuandone le prestazioni, il sistema di controllo e regolamentazione della dinamica dei flussi già presente, ed estremamente efficiente, nelle soluzioni tecniche adottate nei padiglioni esistenti in ragione della specificità delle destinazioni d’uso. Oltre a favorire una circolazione dell’aria, naturale e facilmente governabile a seconda delle condizioni climatiche, la sagoma delle falde e del colmo, caratterizzata da una sezione analoga a quella di un camino, consente una efficace integrazione con le reti impiantistiche, la semplificazione delle operazioni di controllo e manutenzione e, infine, il contenimento, all’interno del profilo stesso della copertura, dei terminali e delle canne fumarie.

Dettaglio_large

dettaglio

L’introduzione di quattro piccoli volumi in corrispondenza dei cortili esistenti tra le ali dei padiglioni viene a completare la nuova organizzazione sia sotto l’aspetto funzionale (nuovi punti di incontro tra le varie zone), sia dal punto di vista compositivo: l’intervento contemporaneo si pone come sviluppo e dilatazione dei momenti di contatto tra le varie parti del complesso. Questa scelta consente infine di concentrare l’attenzione ai caratteri strutturali e tipologici dell’area dell’ex-ospedale nei confronti dello spazio urbano.

Piano_terra_large

pianta piano terra

I padiglioni immersi nel verde, modello tipologico peculiare delle strutture di cura e dell’Ospedale di Riva, vengono assunti come cifra identificativa della proposta progettuale. La scelta è quella, dunque, di realizzare un giardino pubblico, un parco urbano, dove le nuove costruzioni e le aggiunte volumetriche ai padiglioni esistenti si comportano come folies nel verde.

Ered

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza

Ordine Ingegneri: Ascoli Piceno, Bari, Cagliari, Foggia, L'Aquila, Lecce, Lecco, Messina, Monza, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Rimini, Salerno, Sassari, Teramo, Torino, Trento, Treviso, Varese, Vercelli, Roma

Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav