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Trujillo, Cáceres (Extremadura), Spain

Intervención en el Jardín del Palacio Juan Pizarro de Aragón

Intervento nel Giardino del Palacio Juan Pizarro de Aragón

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El aislamiento original del jardín, inutilizado durante muchos años, respecto al resto de la trama urbana, es el motivo del abandono que sufría este espacio y lo razón por la que el Ayuntamiento de Trujillo a lanzó un concurso para la recuperación e integración de estos jardines a la red urbana. La intervención dialoga con los elementos existentes utilizando un lenguaje común a ellos, como la disposición con una cierta simetría en planta y alzado, el uso de materiales locales y la plantación de especies vegetales autóctonas. Una cómoda escalinata central, enmarcada por las palmeras seculares existentes, invita al ciudadano que desde el gran espacio público a sur se acerque a este lugar y potencia la logia de la fachada del Palacio Juan Pizarro de Aragón. Los bancos, colocados de forma casi aleatoria a lo largo de la escalinata pretenden “romper” la monumentalidad de ésta pudiendo ser desmontados con facilidad si en futuro el Palacio tuviese un acceso desde el jardín. La disposición de éstos bancos, cuyo concepto es la repetición de un elemento en forja, y el flujo de personas que utilizan la escalera dotan al Palacio de un zócalo dinámico en continua transformación. La rampa proyectada a oeste cambia su naturaleza ensanchándose, favoreciendo con este gesto un flujo mayor de personas que se dirijan hacia o desde el centro de Trujillo y la posibilidad de realizar tareas de carga-descarga necesarias para las actividades culturales que se desarrollarán en este nuevo ambiente. La zona central, una plataforma de cemento, ha sido a lo largo de los siglos el corazón de este jardín, utilizado por la aristocracia local como pista de baile. El proyecto ha querido reinterpretar el carácter recreativo y los bailes que en este espacio se desenvolvían históricamente. La pavimentación, realizada con granito local, pone de manifiesto mediante dos colores y texturas diferentes, la presencia de elementos históricos en el interior del jardín. Se diferencian así la posición ocupada durante siglos por “contenedores” de vegetación en la zona sur y la posición de la pista de baile en el centro.En la zona central se ha proyectado una fuente a raso que dará una oportunidad de juego a los más pequeños en un ambiente más fresco, mientras que el ritmo de los chorros de agua evocará las danzas históricas. La disposición de las losas de color oscuro y menor dimensión representa el modo en que se usaba en origen el jardín, con una mayor concentración de actividad en el centro del mismo. Justo en el corazón de esta nueva plaza, en las losas de granito bañadas por la fuente, huellas esculpidas y tratadas con ácido representan los pases de baile tradicionales del Siglo XVII invitando al ciudadano o turista a convertirse en protagonista de estas danzas y de este espacio, destinado en otras épocas a determinadas clases sociales. Cuando la plaza se utiliza para actividades culturales la fuente se puede apagar. La zona central se convierte entonces en un escenario pudiendo, en ocasiones de mayor relevancia, serlo la plaza en su totalidad aprovechando la diferencia de cota que la separa del espacio público situado a sur. Por último el sistema de iluminación tiene una doble valencia: por una parte la luz que ilumina cada chorro de agua crea una iluminación ambiental difusa en el espacio, por otra luces puntuales valorizan la fachada del Palacio Juan Pizarro de Aragón y la imponente presencia de las palmeras existentes.

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L’isolamento originario del giardino, rimasto inutilizzato per anni, dal resto della trama urbana, è all’origine dello stato di degrado e ‘abbandono che caratterizza questo spazio e la ragione che ha spinto il comune di Trujillo a bandire un concorso per il recupero e l’integrazione di questi giardini con la rete urbana. L’intervento dialoga con gli elementi esistenti adottando un linguaggio a loro comune, come la disposizione con una certa simmetria in pianta e prospetto e l’utilizzo di materiali locali ed essenze vegetali autottone. Una comoda e ampia scala centrale, incorniciata dalle palme secolari esistenti, invita il cittadino che si avvicina alla piazza da sud e valorizza la loggia della facciata sud del Palazzo Juan Pizarro de Aragón. Le panchine disposte in modo quasi aleatorio lungo la scala intendono “romperne” la monumentalità e essere rimosse nel caso il Palazzo dovesse avere in futuro un accesso dalla piazza. La posizione delle panchine, nate dalla ripetizione di un elemento in ferro batutto, e il flusso delle persone che utilizzano la scala, forniscono al palazzo uno zoccolo dinamico, in continuo cambiamento. La rampa a ovest cambia la sua natura allargandosi, favorendo un flusso maggiore di persone verso il centro urbano e la possibilità di realizzare il carico-scarico necessario per le attività culturali che si svolgeranno in questo nuovo ambiente. L’area centrale, una pedana in cemento, è stata nel corso dei secoli il cuore di questo giardino, utilizzata dall’aristocrazia locale come pista da ballo. Il progetto ha voluto fornire una rilettura della natura storicamente ricreativa e dei balli he in questo spazio si svolgevano. La pavimentazione, realizzata in granito locale, mette in luce attraverso due diversi colori e finiture, la presenza di elementi storici all’interno del giardino, sottolineando attraverso una diversa trama, la posizione occupata nei secoli dai vasi a sud e la posizione della pista da ballo nella zona centrale. Lo spazio centrale è occupato da una fontana a pavimento che darà l’opportunità ai più piccoli di giocare in uno spazio più fresco, mentre a evocare i balli storici sarà ora il ritmo dei getti d’acqua. La disposizione dalle lastre di colore più scuro e dimensioni minori rappresenta il modo in cui era usato in origine il giardino, con una maggiore concentrazione di attività al centro. Proprio nel cuore di questa piazza, infatti, nelle lastre di pietra bagnate dalla fontana orme scolpite e trattate con un acido rappresentano i passi di ballo locali tradizionali del XVII secolo invitando così il cittadino o visitatore a divenire il protagonista di queste danze e di questo spazio, destinato in un’altra epoca solo ad alcune classi sociali. Quando la piazza viene utilizzata per attività culturali, la fontana può essere spenta convertendosi in un palcoscenico, mentre in alcune occasioni di maggiore rilevanza sarà l’intera piazza a divenire scenario in lontananza, approfittando della differenza di quota che la separa dallo spazio aperto a sud. Il sistema d’illuminazione ha infine un duplice ruolo: da un lato la luce che accompagna ogni getto d’acqua della fontana crea un’illuminazione atmosferica diffusa nello spazio, dall’altra luci puntuali valorizzano la facciata del Palacio Juan Pizarro de Aragón e la vegetazione esistente.

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