Vista del canale dall'acqua
© Stefano Tavella . Published on October 04, 2006.
Il complesso monumentale dellex opificio di Villa dei Cedri di Valdobbiadene si colloca allinterno del parco della Villa. La struttura ha la forma di una U rovesciata con una corte centrale aperta verso lesterno della proprietà, avente come unico filtro una recinzione parzialmente trasparente. Gli edifici che racchiudono la corte sono, malgrado la contiguità, nettamente distinti in due corpi: il primo, quello che dialoga con la Villa e che ad essa è perpendicolare, contribuendo a focalizzare la vista verso la stessa, è costituito da un edificio di quattro livelli fuori terra ed uno sotto il livello di terra. Questo ha la peculiarità di essere illuminato ed aerato, sul lato ovest, da un canale dacqua di risorgiva, e da una trincea sul lato est. Questi solchi, soprattutto quello ad ovest, che lambiscono i fianchi delledificio, uniti alla grande regolarità delle aperture sulle facciate, contribuiscono a rendere rimarchevole questa porzione del complesso ed in questo si è colto quasi un invito a collocare in questa porzione gli ambienti che assumono la funzione di rappresentanza o comunque di visibilità. Il secondo corpo, più basso del precedente e a forma di L, può essere a sua volta distinto in due porzioni ben identificabili: la prima, quella a nord, caratterizzata da grandi archi, attualmente tamponati, sulle facciate nord ed est, è larga, come il corpo principale, circa nove metri e, per posizione ed aspetto, dialoga in modo privilegiato con il settore est del parco. La seconda, modesta come dimensioni e qualità della tessitura di facciata, chiude la corte ad est e tradisce una funzione secondaria rispetto al contesto.
Pianta Piano Terra
© Stefano Tavella . Published on October 04, 2006.
Si è individuata nella porzione ad est, quella più indicata come contenitore per la casa del custode e del piccolo albergo. I lavori per riattare ledificio sono imprescindibili dalla demolizione della loggia in legno collocata sulla facciata ad est e per quella ad ovest comportano la sua riorganizzazione, con la parziale chiusura delle grandi aperture esistenti al piano terra e la riproposizione della scansione di pieni e vuoti esistente al piano primo, oltretutto speculare con quella del lato ad est. Linterno viene ovviamente riorganizzato mantenendo però la quota del solaio e la posizione del muro di spina, a nord, sul quale viene ricollocata la scala che mette in comunicazione il piano terra ed il nuovo interrato.
Prospetti - Sezioni
© Stefano Tavella . Published on October 04, 2006.
La porzione a nord ha la facciata nord e quella est molto interessanti per la presenza di grandi archi, incorniciati da classiche modanature, e dal timpano di chiusura sul lato corto. La facciata verso la corte è stata nel tempo manomessa nella organizzazione delle aperture e presenta un varco asimmetrico che, mettendo in comunicazione i due lati delledificio, va ad alterarne lunitarietà spaziale oltre che formale. La forma e la quota, per altro quasi obbligata, del solaio esistente comporta inoltre grande pregiudizio alla correttezza espressiva della serie di archi in quanto li interseca in una posizione casuale tra la linea di imposta e la chiave. Detto questo, le linee guida per il risanamento di questa porzione sono state le seguenti: demolizione dei tamponamenti di oscuramento degli archi, con conseguente rafforzamento delle relazioni tra ledificio ed il parco, quasi che il parco entri nelledificio; riorganizzazione della facciata sud con conseguente riprorzionamento delle aperture e parziale chiusura del varco asimmetrico; riconfigurazione unitaria dello spazio interno con demolizione del solaio esistente e realizzazione di una parziale doppia altezza, più consona alla proporzione delle aperture di facciata, con vista sulle capriate e realizzazione di un solaio appeso, staccato dalle pareti perimetrali. A questo corpo di fabbrica è risultato naturale associare la funzione di area espositiva per mostre temporanee.
Assonometria dell'asse di distribuzione verticale
© Stefano Tavella . Published on October 04, 2006.
Il corpo principale ha nelle dimensioni e nella regolarità della tessitura delle facciate il suo punto di forza. Caratteristica comune a quasi tutte le ville del sei-settecento veneziano è quello di avere il piano nobile (il salone) a livello rialzato rispetto a quello dellingresso; ebbene, è sembrato opportuno collocare la sala principale, al piano nobile, ovvero ad un nuovo primo livello rispetto lesistente ripartizione dei solai. Questa scelta ha permesso di collocare al piano terra il ristorante e gli spazi annessi, e allultimo piano, nobilitati da una copertura a capriate in legno, gli uffici per la gestione del complesso e la biblioteca mediatica di settore. Al piano terra sono stati riportati i pilastri esistenti allinterrato, così da limitare le luci del solaio superiore della sala conferenze ed avere il doppio risultato di scaricare direttamente a terra parte delle sollecitazioni e di ridurre la dimensione della struttura di sostegno.
Assonometria Area Espositiva
© Stefano Tavella . Published on October 04, 2006.
Asta di distribuzione di questo corpo è il sistema costituito dallascensore trasparente e dalla scala che lo cinge. Lo spazio che lo accoglie è stato parzialmente svuotato ed al piano terra diventa elemento di snodo e distribuzione dellintero corpo, oltre che accesso e filtro tra il parco della villa e la corte. Questa zona accoglie inoltre ad ogni piano degli spazi quali lufficio a servizio delle attività del parco al piano terra e una serie di servizi igienici al mezzanino ed al piano secondo.
Schizzo Area Espositiva
© Stefano Tavella . Published on October 04, 2006.
La necessità di trovare nuove superfici per accogliere adeguatamente tutte le funzioni richieste ha trovato nellampliamento sotto la corte il suo naturale sfogo. Questo nuovo volume e linterrato del corpo principale sono stati utilizzati per due attività legate tra loro, quali lenoteca per lassaggio dei vini e il museo tematico.
Assonomertia Enoteca
© Stefano Tavella . Published on October 04, 2006.
Ulteriore spazio sotto la corte è stato utilizzato per cantine e per la centrale termica.