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Mazzarrone (CT), Italia - Concorso - Marzo 2010
Sebastiano Coppola, marianna scarpato
Idea progettuale per la cappella del cimitero comunale
Idea progettuale per la cappella del cimitero comunale
Progetto partecipante del concorso: Cappella del cimitero comunale di Mazzarrone
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Pubblicato il 05 Agosto 2010

Il cimitero si trova in posizione periferica rispetto al centro abitato, in una zona scarsamente edificata; l’ accesso avviene attraverso una strada carrabile di collegamento con via Principe Umberto. La zona oggetto dell’ intervento si trova all’ interno del perimetro cimiteriale e presenta una pianta di forma circolare, in essa confluiscono quattro percorsi, ed è circondata da cappelle di diverse tipologie che conferiscono alla zona un aspetto disomogeneo. Il progetto si propone di costruire una cappella da forte valore simbolico, utilizzando come filo conduttore il simbolo della Croce, come metafora di resurrezione; per questa ragione troviamo questa figura negli arredi della cappella e come elemento caratterizzante alcuni prospetti. Infatti il prospetto che il visitatore vede percorrendo il viale che dall’ingresso porta alla zona in esame è proprio quello in cui troviamo questo simbolo, che funge da fulcro della sistemazione esterna. Questa prevede la creazione di una zona per celebrazioni all’ aperto a ridosso della cappella, si prevede infatti la collocazione di sedute per i fedeli e di un’ altare per il celebrante, sistemati davanti al suddetto prospetto. In particolare troviamo la mensa sacra su una piattaforma sollevata dalla quota del terreno, al di sotto della quale si trova una vasca d’acqua pensata allo scopo di creare un gioco di riflessi e trasmettere un senso di frescura in questo luogo aperto ed esposto al sole.La zona presbiteriale è in diretto contatto con l’ interno della cappella. Si è pensato inoltre alla creazione di in viale alberato che circondi il perimetro della zona seguendone l’andamento circolare e che al tempo stesso abbracci la cappella, in particolare si è pensato ai cipressi in quanto radicati nell’ immaginario comune di questi luoghi. La pavimentazione degli esterni è concepita in lastre di pietra di modica dal caratteristico colore bianco grigio. All’ interno di questo recinto circolare sorge la cappella la cui forma quadrata è generata dalla traslazione nelle quattro dei due assi che passano per il centro dell’area in esame, incrociandosi a formare una croce, quindi dal simbolo della croce si genera la geometria in pianta; il volume della chiesa, invece, nasce dall’unione di due cubi di dimensioni diverse che si inseriscono uno dentro l’altro, lasciando un intercapedine nella passerà una lama di luce,catturando in tal modo la luce zenitale; il cubo interno invade lo spazio della cappella scendendo verso la zona in cui si trovano le panche creando uno spazio più raccolto rispetto al recinto della cappella. All’interno della chiesa si accede attraverso due rampa( che scavalcano la vasca d’acqua posta davanti alla cappella). La scelta di interrare parzialmente il volume è dettata dalla volontà di creare una costruzione che sia monumentale, ovvero consona alla tipologia in esame, senza invadere in misura eccessiva lo spazio in cui si inserisce e la quiete di questo luogo dedicato al culto della vita dopo la morte. Entrati nella chiesa l’attenzione è catturata dalla quinta scenografica della zona dell’altare, qui dalla penombra emerge la Croce, pensata in Cor-ten, appoggiata ad una parete staccata da quella di fondo della cappella e leggermente inclinata verso chi guarda per dare maggiore risalto alla croce stessa, inoltre il pavimento della cappella presenta una lieve pendenza verso questa zona per sottolinearne la centralità. Il resto dell’ aula, al contrario della zona precedente è immersa nella luce dalle mille sfaccettature provocate da diversi fonti luminose: la luce zenitale entra dall’alto nella fenditura creata tra i due cubi che compongono il volume della cappella, a questa si aggiunge una luce dai mille colori generata da prismi di vetro incastrati nella pareti nord-est e sud-ovest come pezzi di una antica vetrata gotica che si frantuma e sparge cristalli di luce colorata nell’ambiente, infine la luce artificiale proveniente da lampade dalla forma di piramidi tronche ritorte su se stesse che proiettano una luce puntiforme e sono stata sistemate in modo da illuminare punti significativi della cappella. Nello spazio rimanente tra la parete di fondo della cappella e la quinta della croce si colloca un piccolo ambiente adibito a sagrestia per le necessita del celebrante in cui è possibile sistemare un armadio per i paramenti e gli arredi sacri e un piccolo scrittoio; è uno spazio sui lati corti aperto dal quale è possibile accedere alla zona presbiteriale esterna attraverso una porta, concepita per confondersi con la croce posta sul prospetto esterno trovandosi alla base di questa, dando così la possibilità all’ officiante di uscire comodamente all’ esterno per le funzioni religiose. Molto importanti sono anche gli arredi pensati appositamente per questo ambiente, infatti per dare continuità al tema della croce questa è l’ unico elemento decorativo di tutti gli elementi di arredo del presbiterio. Tutti gli elementi sono in pietra calcarea e dalle forme geometriche semplici con l’unico elemento caratterizzante dato dall’emblema della croce; solo il tabernacolo destinato a contenere il Corpo di Cristo è maggiormente caratterizzato e presenta dietro l’ elemento geometrico con la croce una lastra metallica decorativa simboleggiante l’ irradiarsi della divinità di Cristo. Gli elementi cruciformi sono realizzati nello stesso materiale della Croce grande, ovvero in Corten. Il progetto è caratterizzato dunque da forme semplici alle quali si è però voluto dare qualche particolarità attraverso l’uso di materiali, giochi prospettici e di luce, pur tenendo conto la semplicità di realizzazione e l’economicità del progetto. Anche la sistemazione esterna non prevede interventi imponenti nell’ ottica dell’ economicità della soluzione, lasciando così la possibilità di impiegare fondi di maggiore consistenza nella realizzazione dell’ opera.

Capigruppo
Sebastiano Coppola, marianna scarpato
Immagini (10)
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Tav
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