© orsenigo_chemollo . Published on September 07, 2010.
Il progetto dell’allestimento della mostra “Il Tempio Vaticano Carlo Fontana 1694” nella chiesa di S. Maurizio a Venezia si articola in base alla natura dell’oggetto esposto: la serie completa delle settantanove tavole originali incise da Alessandro Specchi su disegno di Carlo Fontana, apparato iconografico del trattato “Il Tempio Vaticano e sua origine. Con gli edifici più cospicui antichi, e moderni fatti dentro, e fuori di esso” dell’architetto ticinese pubblicato a Roma nel 1694 dallo stampatore G.F.Buagni.
© orsenigo_chemollo . Published on September 07, 2010.
Ci è sembrato importante, avendo a disposizione l’intera serie delle incisioni in una versione non rilegata, sottolineare la condizione “passeggiata” tra le pagine di un libro. Per questo motivo una delle prime scelte è stata quella di omologare, a parte le cinque grandi piante di S.Pietro, l’altezza delle cornici con cui vengono presentate le stampe, che presentavano diverse misure in lunghezza, e parificarela distanza fra cornice e cornice ottenendo così una grande fascia “a correre” – una sorta di strip continua e omogenea per tutto lo sviluppo dell’esposizione – delegando ai testi di sezione, il compito di far individuare al visitatore le diverse parti che compongono il trattato.
© orsenigo_chemollo . Published on September 07, 2010.
Le stampe realizzate su foglio fronte/retro vengono allestite su un particolare dispositivo costituito da una cornice di differente spessore, liberamente rotante su di una cerniera a perno.
© orsenigo_chemollo . Published on September 07, 2010.
Per esporre le incisioni si è scelto un supporto semplice ed economico realizzato in assi da cantiere in legno non piallato, opportunamente controventate, su cui è stato stampato direttamente l’apparato delle didascalie ed i testi di sezione.
© orsenigo_chemollo . Published on September 07, 2010.
La palizzata corre continua su tre lati della chiesa, interrompendosi sulla parete est dove si trova l’organo, e dove sono attualmente collocate le tre grandi statue di santi che erano collocate sul timpano della facciata principale dell’edificio prospiciente il campo omonimo.
© orsenigo_chemollo . Published on September 07, 2010.
La palizzata, con la sua altezza, isola visivamente i quattro pilastri di sostegno delle volte, mentre, appoggiandosi alla bussola di ingresso, obbliga il visitatore ad un accesso “laterale” che occultando inizialmente la visione complessiva dell’ambiente.
© Map studio - Magnani Pelzel Architetti Associati . Published on September 06, 2010.
In questo modo si è voluto sottolineare l’autonomia dell’allestimento rispetto al forte impianto a croce greca, che lo ospita.
© Map studio - Magnani Pelzel Architetti Associati . Published on September 06, 2010.
Due pareti ad L, diversamente posizionate, inquadrano la parete dell’organo: una accompagna il visitatore all’ingresso verso il bookshop, l’altra individua l’ambito della necessaria uscita di sicurezza verso la sacrestia.
Oltre alla palizzata, ulteriore elemento che definisce lo spazio dell’esposizione: si tratta di un setto posizionato sotto la cupola centrale, realizzato sempre in assi di legno, montate questa volta di taglio e controventato dai distanziatori fra asse ed asse in vuoto per pieno per alleggerirne l’impatto nello spazio. Il setto è destinato ad ospitare le sezioni dedicate alle regole sulla pratica della architettura, agli esempi antichi di cupole, nonché al progetto del Fontana stesso per il Tempio Vaticano, e all’unica teca che contiene una preziosa versione rilegata del trattato.
L’orientamento del setto suggerisce un possibile senso di percorrenza dell’esposizione, inquadrando da un lato la parete centrale della palizzata, in cui si colloca la straordinaria serie di stampe che illustra l’innalzamento dell’obelisco vaticano, dall’altro le tre figure lapidee, che osservano “silenziose” il visitatore.