© Eddy Cretaz . Pubblicata il 10 Settembre 2010.
La stazione di valle della telecabina Stafal/Gabiet è posta a margine del parcheggio della stazione sciistica a quota 1800 mslm circa, a Stafal nel comune di Gressoney-La-Trinité. L’impianto, di sicura importanza, costituisce l’anello fondamentale della ristrutturazione ed omogeneizzazione del comprensorio sciistico di Gressoney-La -Trinité. Con l’occasione inoltre si vuole migliorare il comfort di risalita agli utenti migliorando gli accessi e la qualità delle strutture andando a creare un’architettura contemporanea di sicuro impatto ma che sappia cogliere al meglio le potenzialità del sito e del paesaggio. La committenza inoltre ipotizza di collocare all’interno della struttura esistente (piano di imbarco attuale) anche un attrezzato centro traumatologico, dei nuovi uffici della società e gli spazi idonei alla sala motori, ai quadri elettrici e ad altri spazi di servizio al nuovo impianto. Il concept del progetto ha fatto cardine su tre elementi: velocità, tecnologia e macchine. Come conseguenza dell’estetica della velocità, nel progetto a prevalere è l’elemento dinamico, il movimento coinvolge, infatti l’oggetto e lo spazio. Tutto ciò genera linee oblique dinamiche simbolo di montagne scoscese dove praticare lo sci. La nuova stazione della telecabina si compone sostanzialmente in tre corpi edilizi nettamente differenziati tra loro per colore e forma: un basamento a due livelli interrati, i 3 spiccanti involucri delle banchine e del macchinario, e il blocco scala, che annuncia la presenza della stazione in direzione Gabiet. L’ingresso alla stazione viene inoltre marcato dalla pensilina di arrivo della scala che avrà un’importante connotazione cromatica. L’intero percorso dei passeggeri dalla zona delle casse all’entrata nella stazione e fino all’imbarco nelle cabine è quindi protetto dalle intemperie. Sul fronte strada è posto il centro traumatologico. Al secondo livello interrato si trovano gli uffici tecnici della Società. L’ingresso degli sciatori avverrà sul fianco della stazione a 90° rispetto all’asse dell’impianto e anche sul retro per facilitare l’accesso agli sciatori in arrivo dal raccordo della pista del Moos e da Sant’Anna. Tale ingresso sarà raggiunto da una comoda scala coperta che collega il piano imbarco con la zona delle casse posta più in basso. I materiali per gli esterni sono stati individuati in base alla loro resistenza a queste condizioni estreme e alla ridotta manutenzione. Le facciate sono prevalentemente chiuse, ma grazie alle asole vetrate poste a diverse altezze, offrono allo sguardo un’ininterrotta panoramica verso le montagne. La proporzione delle aperture in facciata, dei nastri, è definita in modo da garantire il maggior rendimento dall’irraggiamento solare e insieme una buona illuminazione naturale. Si prevede di realizzare i tamponamenti opachi esterni del “contenitore” con una struttura in carpenteria metallica (ancorata alla struttura principale in elementi in acciaio) con interposto isolamento acustico, delimitati verso l’interno da pannelli sandwich e verso l’esterno da una facciata ventilata con rivestimento esterno in lastre di fibrocemento Fibre c della ditta Rieder, premiato con premi internazionali di architettura è anche noto come concrete skin. Sulla bocca della struttura invece sarà posizionata una lamiera stirata. Il manto di copertura sarà in lamiera di rheinzink.
© Eddy Cretaz . Pubblicata il 10 Settembre 2010.
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© Eddy Cretaz . Pubblicata il 10 Settembre 2010.
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