tav 4 - ambito 3 - il sacrario di Redipuglia
© rosso19 . Published on September 15, 2010.
Il progetto è quindi solo un gesto, una rotazione di 360 gradi svolta da una persona posta sull’asse del monumento ma fuori da esso, in quel podio di pietra carsica che è il terreno alle sue spalle. E’ una rotazione su se stessi, dello sguardo, che corrisponde, come segno planimetrico, a un cerchio, grande, di raggio 60 metri, che può reggere la scala di Redipuglia. Uno spazio dell’astrazione, che riesce ad accordarsi con il sacrario segnandone una sorta di conclusione ma che può essere letto anche come intervento autonomo, successivo. Successivo in un ordine temporale che fa dellaatemporalità la sua misura. Il cerchio come gesto simbolico, primigenio, un cerchio entro il quale lo stato delle cose torna a un tempo precedente, forse mai vissuto. Dove la vegetazione che è cresciuta, piantata o spontanea, torna a scomparire, dove in maniera simbolica riaffiora ciò che è stato occultato, il territorio che qui è pietra, deve essere pietra.
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© rosso19 . Published on September 15, 2010.
planimetria 1:2.500 dell'nfrastruttura di Redipuglia
© rosso19 . Published on September 15, 2010.
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planimetria scala 1:200 dell'infrastruttura
© rosso19 . Published on September 15, 2010.
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