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MILANO (MI), Italia

Una comunità per crescere Milano, Via Cenni

housing sociale

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Il progetto presentato si propone di risolvere l’area di via Cenni a partire dalla definizione degli spazi aperti e dalla relazione tra ambiti pubblici e quelli privati. Il progetto si articola intorno a tre nuovi luoghi dell’abitare: una piazza pubblica, un giardino di quartiere e una corte comune condominiale. La piazza si orienta verso est relazionandosi con la cascina che assume il valore di nuovo fronte urbano. La piazza si articola in due ambiti collegati tra loro ai piani terra e definiti dalla corte aperta a sud e dalla cascina stessa. I piani terra ospitano i servizi urbani. Il secondo spazio corrisponde al giardino di quartiere collocato nell’estremità ovest del lotto. Questo ambito si colloca come nuova centralità in relazione al’area verde a sud-est. Un nuovo percorso pedonale parallelo a via Domokos ne assicura un’adeguata accessibilità. Il terzo spazio corrisponde alla corte di pertinenza del condominio. A questo luogo si accede sia dalla piazza pubblica attraversando la portineria, sia da via Gabetti. La relazione visiva tra questi differenti spazi è garantita attraverso aperture e dislivelli necessari alla definizione degli ambiti pertinenziali, ma studiati in modo da garantirne il collegamento visivo. Per definire questi tre luoghi si è ritenuto opportuno interpretare gli edifici come elementi lineari necessari alla definizione degli spazi aperti. La scommessa è stata quella di dare risposta al complesso programma funzionale attraverso un’operazione compositiva semplice articolata su due edifici a corte ed un piccolo edificio in linea posizionato lungo via Domokos. Le due corti si orientano diversamente in relazione alla natura dello spazio che definiscono: spazio pubblico rivolto verso il percorso pedonale; corte privata verso est/ovest. Le altezze dei corpi di fabbrica cambiano in relazione alla migliore illuminazione naturale delle corti (riducendo al massimo l’ombreggiamento nelle aree di sosta a gioco). Una seconda sfida è stata quella di articolare una forte variazione tipologica degli alloggi senza che questa definisse variazione volumetrica, ma unicamente dimensionale. In questo modo si è data risposta alle distinte richieste funzionali alternando una distribuzione a ballatoio, in linea e a torre e modificando la profondità dei corpi di fabbrica da 11 a 16 metri (con conseguenti miglioramenti economici e termici). Gli alloggi sono stati studiati a partire dal tema della flessibilità declinata come una stanza aggiunta senza variazione delle superfici (nel trilocale e quadrilocale, diversamente nel bilocale si è prevista una lossa/loggia) adatta ad essere modificata secondo le differenti esigenze(freeroom). Dal punto di vista costruttivo si è intrapresa la terza sfida: sperimentare l’utilizzo di pannelli di legno massiccio a strati incrociati X-Lam per strutture e tamponamenti per un edificio residenziale. Questa tecnologia è già stata ampiamente sperimentata ed utilizzata in particolare in ambito europeo ed italiano (Alto Adige). I vantaggi sono molti e si associano correttamente con la disposizione lineare degli edifici e con le altezze non superiori ai cinque piani, aprendo interessanti prospettive sugli aspetti relativi alla sostenibilità ambientale, riduzione dei costi e dei tempi di costruzione.

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Ere

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