© ETB . Published on December 26, 2012.
Il centro di Brixen rappresenta per chi lo percorre, una autentico salto nella storia e nella cultura del luogo, sedimentata in ogni pietra ed ogni costruzione della città; storia che si manifesta attraverso il linguaggio degli spazi urbani, dell’architettura, dei materiali e delle forme che la compongono. I grossi muri che strutturano gli edifici confinanti portano con se il valore e il senso del passaggio del tempo, dello sforzo costruttivo dell’uomo e della necessità di abitare il luogo attraverso la definizione di chiari bordi costruiti, muri spessi, archi profondi, tracce che sfidano l’azione disgregativa del tempo. Il senso stesso dell’abitare in questa città è inevitabilmente influenzato dal senso di protezione e accoglienza che gli spazi interni sanno trasmettere rispetto la vita esterna. La profonda massa costruita e le ridotte aperture degli edifici che compongono il centro storico di Brixen parlano di un senso della vita intenso e raccolto, protetto dal contesto esterno ma in continuità con esso. L’architettura agisce come uno scrigno che custodisce gelosamente la vita sociale dei cittadini senza interromperne la continuità con la città e la vita pubblica. Il progetto prevede la costruzione di un nuovo polo bibliotecario civico aperto alla cittadinanza nel quartiere del Duomo attraverso il risanamento del fabbricato ex-guardia di finanza e parti del tribunale includendo una volumetria nuova di completamento. L’occasione progettuale è interessante quanto delicata in quanto permette di completare una zona tutt’oggi irrisolta del magnifico centro urbano, attraverso una strategia rispettosa e discreta che offra un immagine di contemporaneità e continuità con il luogo. Questi due concetti sono la chiave di lettura unica della soluzione proposta. Il progetto proposto si risolve materializzando queste sensazioni: un nuovo volume capace di sostenere il dialogo con l’esistente, con le murature possenti dei vicini edifici del Palazzo Vescovile o del Duomo, con i tetti inclinati dello skyline urbano, con le aperture ad arco dei portici, delle logge e delle finestre di tanti e tanti edifici che compongono la superba trama urbana della città. Allo stesso tempo il progetto non rinuncia ad un’ immagine fortemente moderna e riconoscibile capace di innescare continuità fluida con il contesto, con le zone verdi del giardino, con la vita pubblica e il fermento della piazza del Duomo e delle strade cittadine. Uno spazio continuo che si difende dall’ esterno attraverso un sistema di profondi muri di chiusura. Muri strutturati, che ospitano vani di servizio e permettono di definire una profondità che diventa il valore intrinseco della proposta. Profondità che determina dunque logge e terrazze, chiuse o aperte al contesto con il semplice ricorso al sistema a volta ad arco. Un ritorno ad un sistema costruttivo tipico di questa città, che si incontra spesso nelle grandi opere monumentali di Brixen come nelle architetture più modeste e tradizionali. Il sistema volato ad arco si rende qui l’unico elemento fortemente “espressivo” del progetto, un meccanismo di sottrazione di massa al grande volume compatto della biblioteca. Questo semplice sistema controlla e determina tutti gli aspetti salienti della proposta, dall’immagine silenziosa e compatta, alla distribuzione interna degli spazi. Lo scavo di facciata conferisce alla proposta un immagine contemporanea, semplice ed efficace adatta ad un edificio di forte valore pubblico e sociale, un architettura che non solo risolve e completa l’irregolarità del sito originale ma propone un chiaro segnale urbano per la cittadinanza. Il volume, perfettamente leggibile dalla piazza Vescovile e da Brunogasse si inserisce con la necessaria discrezione nel intenso scenario del centro storico cittadino senza alterare l’armonia che la storia e le culture nei secoli hanno contribuito a comporre e allo stesso tempo imponendo un immagine chiara, iconica, riconoscibile. Le logge che scavano le pareti esterne determinano inoltre in sezione una cascata di spazi in reciproca connessione visuale; all’interno della Biblioteca il lettore si potrà sentire dentro un “ventre” generoso e protettivo senza perdere la continuità con l’esterno, con la shiluette del giardino della Biblioteca, della città e del meraviglioso paesaggio circostante.
© ETB . Published on December 26, 2012.
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