© Paolo Monello . Pubblicata il 19 Ottobre 2010.
L’intervento consiste nella ristrutturazione edilizia di un edificio ad uso alberghiero, costruito negli anni ’50, sito sul lato est di Via Orlanda, a Mestre in zona Campalto. L’immobile è di piccole dimensioni, circa 1100 mq di superficie lorda di pavimento, articolati su quattro livelli fuori terra, per una cubatura complessiva di circa 3700 mc e per un’altezza massima di 13,50 m. Il tessuto urbano in cui si inserisce è discontinuo e caratterizzato da volumi edilizi di diversa natura, alcuni di edilizia tradizionale di scarsa importanza, articolati su due o tre livelli, altri risalenti agli anni ‘70 di quattro o cinque piani. L’ambito urbano è segnato da una strada ad intenso traffico, percorsa prevalentemente da mezzi pesanti in transito. Il lato est di via Orlanda è soggetto a vincolo ambientale imposto dal PALAV, inserito nell’ambito denominato ‘gronda lagunare’. La presenza del vincolo ha imposto nella progettazione delle condizioni precise nelle scelte tipologiche, costruttive e nelle scelte dei materiali. L’edificio emerge dal profilo disegnato dai volumi adiacenti, a seguito d’alterazioni e ampliamenti successivi di un impianto che originariamente riproponeva le proporzioni dei manufatti circostanti. L’aspetto antecedente alla ristrutturazione era tipico dell’edilizia degli anni ‘60-‘70: un volume con terrazzini aggettanti, serramenti in alluminio e intonaco con colorazioni diverse a campiture verticali. La copertura era discontinua e costituita da falde alternate a pensiline in lamiera ondulata. Dal punto di vista distributivo l’albergo offriva un impianto obsoleto, con modesti spazi comuni e poche zone di servizio, organizzato con un solo bagno in comune al piano. Il progetto si è proposto innanzi tutto di compiere una riqualificazione funzionale della struttura alberghiera, con una totale riorganizzazione e razionalizzazione degli spazi interni. Sono state realizzate ventotto stanze per un totale di cinquantasei posti letto, collocate al secondo, terzo e quarto livello. Al primo livello si è invece proceduto alla riqualificazione degli spazi di servizio d’accoglienza della clientela, tra cui un bar e un ristorante che si estende nel giardino di pertinenza dell’immobile. Particolare attenzione è sta posta nella divisione tra le camere e tra le camere e i bagni al fine di migliorare le caratteristiche di insonorizzazione acustica. Per quanto riguarda l’isolamento termico, invece, è stata rinnovata la copertura ed è stato realizzato un cappotto esterno per tutti i piani. In secondo luogo vi è stata un’attenta riprogettazione dell’involucro edilizio volta a modificare sostanzialmente la presenza e l’incidenza dell’edificio nel contesto. Questa, nei limiti imposti da un intervento di ristrutturazione, si è concentrata sulla valorizzazione formale e volumetrica dell’edificio, attraverso un intervento che propone l’uso di una seconda pelle in cotto diversamente articolata a seconda dell’affaccio e delle funzioni dell’edificio. Su via Orlanda si è voluto realizzare un vero e proprio volume in aggetto rispetto alla cortina edilizia esistente, un parallelepipedo di lamelle, con la finalità di costituire un richiamo visivo, un segnale, una riconoscibilità volumetrica. Il parallelepipedo di cotto emerge dal volume esistente, reso essenziale, “ripulito” da tutte le superfetazioni e gli aggetti del vecchio impianto. La volontà di proporre un fronte” silenzioso” si è concretizzata nella riduzione delle forature alle sole porte di accesso e alle aperture afferenti esclusivamente a spazi comuni e all’uso dell’intonaco di colore bianco. Sul lato nord-est si affacciano la maggior parte delle camere. La pelle in cotto, sovrapponendosi al fronte esistente, si articola in una successione di pieni e vuoti per consentire l’illuminazione naturale degli ambienti. Gli elementi continui di cotto progressivamente si dissolvono in lamelle fino a lasciare spazio al vuoto in corrispondenza delle finestre. In alternanza alle forature, lo schermo di lamelle di cotto mette in evidenza il muro retrostante in intonaco bianco, elemento continuo ed omogeneo caratterizzante il volume edilizio originario. Nel prospetto ovest sono state volutamente mantenute le forometrie esitenti la cui distribuzione, articolata e disomogenea, testimonia lo sviluppo per addizioni successive del volume edilizio originario, e propone una struttura di facciata decisamente contemporanea.
© Paolo Monello . Pubblicata il 19 Ottobre 2010.
© Paolo Monello . Pubblicata il 19 Ottobre 2010.
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