© Studio Giorgieri . Published on October 21, 2010.
Incrociando vincoli e opportunità, la strategia progettuale alla base della proposta per il nuovo parco urbano si pone come fondamentali i seguenti due obiettivi: risolvere l’evidente contraddizione tra il carattere chiuso e difficilmente accessibile dell’area e il ruolo potenziale di cerniera territoriale che, in ragione della sua collocazione ed estensione, lo stesso Regolamento urbanistico le riconosce, imprimendo al parco una forte connotazione individuale, che lo renda riconoscibile come entità autonoma rispetto agli altri “pezzi” del mosaico territoriale e lavorando sui margini per migliorarne l’accessibilità funzionale – a piedi, in bicicletta, in auto e con i mezzi pubblici. ricondurre la frammentazione, derivante dalla compresenza e giustapposizione di diversi usi del suolo esistenti e richiesti dal bando entro il perimetro dell’area di concorso (ospedale, centro ricerche Ce.Spe.Vi , cassa di laminazione, spazi destinati alle infrastrutture, parco; attrezzature ludico-sportive, aree ambientali, villaggi nomadi, pozzi per il rifornimento di acqua potabile) a una dialettica, squisitamente progettuale, tra unitarietà del disegno dell’insieme – che rimanda al punto precedente – e varietà delle articolazioni interne..
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Da questa impostazione discende la scelta a favore di un linguaggio fortemente contemporaneo, che esprima in modo chiaro il carattere metropolitano dell’intervento e dia forma e sostanza, attraverso l’uso di materiali naturali ed elementi artificiali, all’idea chiave di un’ “arcipelago verde”, costellato di “isole” simili per morfologia, ma diverse per funzioni e dimensioni. La fruizione del parco, cui si accede, come attraverso “canali”, dai due varchi carrabili esistenti (riconfigurati e messi fra loro in relazione da un percorso di servizio costeggiante le “isole” principali) e da cinque ingressi ciclo-pedonali, avviene dunque su un duplice livello: quello dello spazio connettivo centrale, costituito da un continuum inerbito e alberato, attraversato da sentieri in terra battuta e da un sistema di canali alimentati dal fosso Brusigliano, e quello delle singole isole, più o meno permeabili in funzione dell’uso e della loro necessità di “difendersi” dalle grandi infrastrutture al contorno. Il layout proposto, pur privilegiando forme sinuose e organiche e una composizione “topologica”, non gerarchizzata, degli elementi progettuali, è quello di un parco “disegnato”, che utilizza la vegetazione, locale e non (siamo nella patria dei vivai), sia in funzione ecologica, sia in funzione di un risultato estetico, e quindi di un significato culturale. Un atteggiamento, derivante dall’architettura dei giardini delle origini e recentemente riscoperto e reinterpretato dalle principali “scuole di paesaggio” internazionali, che nello specifico sembra anche il più adatto a promuovere e valorizzare, attraverso un allestimento scenografico e creativo dei suoi prodotti, la vocazione al vivaismo propria del territorio pistoiese. Fra l’altro, si ritiene che questo tipo di approccio sia l’unico veramente in grado di “integrare” l’area al suo contesto di riferimento, che non è certo quello della “campagna toscana” secondo l’iconografia tradizionale, bensì a tutti gli effetti – con le grandi infrastrutture, la fabbrica (Breda), l’agricoltura specializzata, le grandi attrezzature urbane – un contesto metropolitano. Un’integrazione che viene quindi perseguita, in termini non banali:
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a livello funzionale, non solo attraverso il miglioramento delle condizioni d’accessibilità, ma anche, per esempio, con la creazione di strutture e sistemazioni – centro benessere e giardini terapeutici – legate al nuovo plesso ospedaliero; a livello economico-sociale, promuovendo l’immagine dell’industria vivaistica, grazie alla varietà degli allestimenti vegetali, comprendente anche la creazione di speciali “landmark” territoriali (le torri verdi); attraverso la re-interpretazione in chiave aggiornata di elementi del paesaggio locale, come l’acqua delle gore e le essenze arboree più ricorrenti nelle fasce collinari e montane circostanti.
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