Le scarpine ri-ordinate
© Donato VS Gerardi . Pubblicata il 25 Gennaio 2007.
Lancestrale desiderio insito nella natura umana di rimettere ordine ovunque vi sia una situazione di cui non si abbia o si sia perduto il controllo e la consapevolezza del dinamico evolversi della realtà come strumento operativo di speranza, costituiscono i concetti-guida che hanno informato il programma di progetto del Parco dei piccoli angeli di San Giuliano di Puglia.
Tavola 1
© Donato VS Gerardi . Pubblicata il 25 Gennaio 2007.
Ri-mettere in ordine.
Ingresso principale da Corso Vittorio Emanuele III
© Donato VS Gerardi . Pubblicata il 25 Gennaio 2007.
Per provare ad accettare linaccettabile.
Il percorso sull'area del pavimento della scuola Iovine
© Donato VS Gerardi . Pubblicata il 25 Gennaio 2007.
I piccoli corpi violati, i quadernetti, le matite colorate, i grembiulini, i disegni, le scarpine sparse sotto le macerie formulano questa inequivocabile istanza: essere rimessi al loro posto.
L'area per il raccoglimento
© Donato VS Gerardi . Pubblicata il 25 Gennaio 2007.
La tragedia non può e non deve costituire la strada senza uscita per la speranza, in un mondo in cui le cose sembrano finire senza possibilità di appello, senza che vi sia un modo di riprendere a vivere.
La struttura polifunzionale con l'area per il raccoglimento sul fondo
© Donato VS Gerardi . Pubblicata il 25 Gennaio 2007.
E la vita riprende attraverso la Memoria, la quale diviene, dunque, strumento fattivo per progettare il futuro, e ciò nel rispetto della natura, con lattenzione dovuta alle questioni di sostenibilità ambientale, il riutilizzo delle materie, luso disciplinato degli elementi naturali, con il rispetto per la sicurezza, la qualità e la accessibilità dei luoghi.
La struttura polifunzionale in notturno illuminata da 28 fonti luminose (sulla sinistra il "muro piangente")
© Donato VS Gerardi . Pubblicata il 25 Gennaio 2007.
Tutto ciò si concretizza in un progetto che, a partire dal riguardo del sito, con le sue peculiarità orografiche, urbanistiche, climatiche, tenta di dare una risposta alle richieste concorsuali ponendosi come obiettivo quello di immaginare un luogo in cui i bambini possano trovare un ambiente accogliente e piacevole per giocare e socializzare, gli adulti un posto per passeggiare o sostare, i familiari delle vittime per raccogliersi nei luoghi della memoria (così come il resto della popolazione cittadina, in occasione della giornata commemorativa).
L'acqua come metafora: dapprima zampilla giocosa da una fontana il cui design ricorda una girandola...
© Donato VS Gerardi . Pubblicata il 25 Gennaio 2007.
A tale scopo, la presenza di quella che si è chiamata struttura polifunzionale, cerca di conferire al Parco una valenza aggiuntiva, quella – cioè – di fare del luogo che ha ospitato la scuola Iovine unoccasione di rinascita, dove la vita può riprendere il suo moto guadagnando, anzi, nuove opportunità di relazione e condivisione anche in chiave ludico-culturale per i bambini ma anche per tutta la comunità di San Giuliano.
...quindi riaffiora sgorgando dal muro (con le formelle bronzee) che sembra non smettere di piangere...
© Donato VS Gerardi . Pubblicata il 25 Gennaio 2007.
Le opere d’arte
...poi riemerge silenziosa ai piedi del muro contenente il terrapieno della scuola...
© Donato VS Gerardi . Pubblicata il 25 Gennaio 2007.
Il progetto risponde alla richiesta concorsuale della presenza di unopera darte disseminando in diversi luoghi del Parco alcuni oggetti artistici in bronzo (scarpine, formelle e barchette), tesi a sollecitare nel visitatore un sentimento in accordo con i concetti-guida del progetto: il rimettere in ordine, con la consapevolezza del mutare e dellevolversi della realtà delle cose.
... ed infine riprende a vivere nella vasca inferiore, dove delle barchette bronzee galleggianti segnalano la Speranza
© Donato VS Gerardi . Pubblicata il 25 Gennaio 2007.
Le scarpine ri-ordinate
La vasca inferiore con le barchette ed il parco giochi sulla sinistra
© Donato VS Gerardi . Pubblicata il 25 Gennaio 2007.
Il luogo di massima sollecitazione in questo senso è rappresentato dai resti del pavimento della scuola Iovine (pavimentata con bollettonato in scaglie di pietra colorata): qui, su di un supporto in pietra bianca disegnato come a ricordare una residua preesistenza pavimentale, vi sono sistemate 28 paia di scarpine in bronzo, rimesse in ordine dalla volontà umana di sistematizzare il dolore, di rimettere in moto la vita con un sentimento di speranza.
L'area con i giochi per bimbi
© Donato VS Gerardi . Pubblicata il 25 Gennaio 2007.
Ordinate a coppia, sono disposte sui due lati della passerella (che dallingresso conduce alla struttura polifunzionale), la quale completa – così – una sorta di percorso catartico già cominciato con liniziale volo sullacqua, permettendo al visitatore unesperienza interiore che gli consentirà di avvicinarsi ai luoghi dedicati alla meditazione con un sentimento di raccoglimento e di rispetto per la memoria e per i luoghi.
Le rampe di accesso dal parcheggio (sulla sinistra), la fontana-girandola e la scala di accesso al parco superiore
© Donato VS Gerardi . Pubblicata il 25 Gennaio 2007.
Le formelle sul “muro piangente”
Il parco superiore
© Donato VS Gerardi . Pubblicata il 25 Gennaio 2007.
Sul muro prospiciente la struttura polifunzionale sono, invece, installate delle formelle bronzee di varie dimensioni e forme riproducenti disegni infantili: è, infatti, attraverso il disegno – più che con il verbo – che i bambini comunicano con maggiore efficacia ed estensione il proprio pensiero ed i propri sentimenti.
Il parco superiore con il retro della struttura polifunzionale
© Donato VS Gerardi . Pubblicata il 25 Gennaio 2007.
Il ricordo di questi disegni, trasfigurato in bronzo dallintervento artistico, farà riecheggiare per sempre, sul muro in pietra che sembra non smettere di piangere, le istanze dei bimbi scomparsi nella tragedia,.
Le barchette bronzee
© Donato VS Gerardi . Pubblicata il 25 Gennaio 2007.
Le barchette della vasca inferiore
Sezione longitudinale
© Donato VS Gerardi . Pubblicata il 25 Gennaio 2007.
Galleggianti nella vasca di ingresso in prossimità della zona contenente i giochi per i bambini, le barchette bronzee sembrano segnalare il ritorno alla vita: il gioco, la calma e la gioia di vivere accolgono il visitatore, il quale avrà modo – fruendo del Parco – di leggere come lacqua nel suo percorso da monte a valle si trasformi per comunicargli sentimenti e suggestioni differenti.
Il ciclo dell’acqua come suggestione simbolica
Lacqua presente nel Parco segue la logica del mutamento, uno dei concetti-guida del progetto.
Nella parte più alta del Parco essa rivela la sua presenza sotto forma di una piccola fontana che potrà dissetare i visitatori: il disegno della fontana ricorda quello di una girandola, con i piccoli spicchi lapidei pavimentali che si rincorrono con piccole differenze di quota.
Lacqua di scolo della fontana verrà incanalata e portata sul muro della commemorazione dal quale sgorgherà (attraverso fessure), formando un velo che bagnerà costantemente il muro, passando dietro le formelle bronzee dei disegni, suggerendo – così – limmagine di un muro piangente.
Questacqua, raccolta nella vasca ai piedi del muro, verrà anchessa convogliata per rifornire le due vasche a valle, la prima delle quali, ai piedi del muro di contenimento del terrapieno con i resti del pavimento della scuola, si troverà ad una quota leggermente superiore rispetto allo specchio dacqua più a valle, dove – invece – galleggeranno delle barchette in bronzo.
Lacqua, dunque, in accordo con la filosofia generale del progetto, si trasforma: dapprima assolve alla funzione di dissetamento e di gioco, poi riemerge sul muro bagnandolo, come a renderlo piangente; riaffiorirà silenziosa ai piedi dei resti della scuola ed infine si ritrasformerà in vita (carattere, questo, segnalato dalla giocosa presenza delle barchette bronzee).
Tale acqua, inoltre, opportunamente filtrata e convogliata in vasche di raccolta ipogee ed un apposito sistema di pompaggio, servirà allirrigazione dei prati del Parco, contribuendo – al contempo – alla regolazione microclimatica del luogo.
L’area con i resti del pavimento ed i luoghi per la meditazione
Al termine della passerella volante sui resti del pavimento (la cui apparente sospensione sottende la volontà di rispettare intangibilmente la memoria di quel sito), dopo aver attraversato linstallazione delle scarpine bronzee riordinate, alla destra del visitatore appare quello che è stato pensato come il principale luogo per il raccoglimento.
Questo, ricavato al di sotto del pianerottolo di smonto della scala di uscita su via Giovanni XXIII, si configura come un luogo semplice, chiuso su tre lati, dove trovano spazio quattro semplici panche rivestite in pietra (orientate nella direzione dei resti della scuola), circondate da verde e con la parete di fondo in pietra squadrata: tale luogo, oltre allilluminazione artificiale ed a quella naturale proveniente dal lato aperto, prenderà luce anche dallalto mediante delle lastre in vetro opaco integrate nella pavimentazione del pianerottolo superiore.
Inoltre, loriginario muro contenente il terrapieno su cui sorgeva ledificio scolastico, rifinito altimetricamente con profilo irregolare (quasi a ricordare la sua qualità di rudere), perimetrerà larea con i resti del pavimento della scuola: tale elemento murario potrà fungere da seduta per coloro che volessero raccogliersi in prossimità dei luoghi della tragedia.
In prossimità di questarea una panca lapidea a forma di L, opportunamente ombreggiata dalle chiome degli alberi circostanti, costituirà un ulteriore luogo per il raccoglimento e la meditazione.
La struttura polifunzionale
Il percorso attraverso i resti del pavimento della scuola conduce ad struttura polifunzionale, pensata in funzione di un possibile ed auspicabile riuso dei luoghi in chiave ludico-culturale.
La configurazione ad anfiteatro mediante gradonate di questa struttura (dotata di oltre 200 posti a sedere) permetterà la presenza di attività legate al mondo infantile (recite, saggi, teatrini per marionette, mostre, proiezioni multimediali) ma anche a più generiche manifestazioni culturali fruibili dallintera comunità di San Giuliano.
Le gradonate sono interrotte da 28 sorgenti luminose incassate nel pavimento, testimonianza della presenza/assenza delle vittime della scuola.
La struttura è aperta su due lati per la volontà di definire un luogo non completamente chiuso in se stesso, ma in diretta relazione con il Parco e, dunque, con la natura.
Anche la copertura segue questo criterio: la luce solare attraverserà la doppia orditura delle travi in legno lamellare creando dei giochi dombra sulle gradonate.
Tra gli interassi della travatura superiore troverà alloggiamento un sistema di protezione a velario (dotato di impianto a ripiegamento meccanizzato).
Il colonnato aperto laterale scandirà la visione dello spazio con la vasca ed il muro piangente.
La giornata commemorativa
La cerimonia per la commemorazione ufficiale delle vittime del sisma potrà svolgersi allinterno della struttura polifunzionale, garantendo – in tal modo – un eventuale riparo in caso di giornate meteorologicamente sfavorevoli.
La lastra in pietra prevista sul muro laterale recante i nomi delle vittime potrà accogliere una corona floreale che le Autorità potranno deporre dopo una breve orazione pubblica o dopo una eventuale cerimonia religiosa, mentre la popolazione partecipante potrà trovare sistemazione sulle gradonate o negli spazi affacciantisi sullaula.
Percorsi
Immaginando di accedere al Parco mediante lingresso principale sul Corso Vittorio Emanuele III (lato Ovest), il visitatore, una volta percorsa la gradinata di accesso, si troverà in quota con il terrazzamento inferiore: sulla destra un vialetto alberato (con panchine) e dei prati (in cui troveranno posto dei giochi per bambini) circonderanno uno specchio dacqua da cui affioriranno delle barchette in bronzo che segnaleranno il carattere ludico del luogo; sulla sinistra, invece, delle rampe in salita permetteranno di guadagnare le quote superiori.
Di fronte al visitatore, sulla direttrice della gradinata di accesso, un percorso con scale dividerà lo specchio dacqua a destra di cui si è detto (giacente ad un livello inferiore rispetto a tale percorso) da una vasca dacqua in quota sulla sinistra, che lambirà il muro contenente il terrapieno su cui insisteva la scuola Iovine: tale percorso ascendente tra due specchi dacqua permetterà di guadagnare il livello che ospiterà larea con i resti del pavimento della scuola.
Percorse, dunque, le due rampe di scale, svoltando a sinistra, il visitatore troverà alla sua destra delle scale che condurranno alluscita su via Giovanni XXIII o allaccesso alla zona superiore della struttura polifunzionale e di fronte un percorso sospeso sui resti del pavimento, sul quale vi giace linstallazione artistica con 28 paia di scarpine bronzee: tale percorso punta ad muro con un varco, costituente il limite della struttura polifunzionale.
Approssimandosi a tale varco si scorgerà, sulla destra, un piccolo spazio coperto dal pianerottolo di smonto della gradinata verso luscita su via Giovanni XXIII, dedicato al raccoglimento ed alla meditazione (con panche e verde) mentre sulla sinistra vi si troverà il pianerottolo che distribuirà le rampe per la discesa e la salita.
Attraversato il varco nel muro, il visitatore accederà alla sala polifunzionale, organizzata a mo di anfiteatro con gradoni ascendenti: sulla sinistra, la scansione di alcune colonne frammenterà la visione di uno spazio aperto in cui troveranno posto un muro in pietra sul quale sono installate delle formelle di bronzo e dellacqua che, scorrendo sul muro, si raccoglierà in una piccola vasca ai piedi di esso.
Su tale muro vi sarà, inoltre, collocata una lastra in pietra (raggiungibile mediante un breve percorso sullacqua) recante i nomi dei 27 bambini e della maestra, scomparsi nel tragico evento.
Mediante lultimo livello della gradonata si potrà raggiungere la quota che condurrà alluscita su via Giovanni XXIII o ad una rampa che condurrà alla quota superiore del Parco: da questo punto un percorso in discesa e una gradonata (entrambe costeggiate da prati alberati dotati di sedute) condurranno ad una zona caratterizzata da una fontana il cui design ripropone la giocosa memoria di una girandola.
Da tale quota è possibile raggiungere luscita sui parcheggi mediante rampe o una gradinata: in alternativa – servendosi di unaltra rampa – sarà possibile ridiscendere al livello di accesso alla sala polifunzionale.
Al di sotto dellarea parcheggio sono stati predisposti dei locali di servizio (locali tecnici per la manutenzione del Parco e servizi igienici per i visitatori) aventi accesso in prossimità delle rampe che conducono al parcheggio, in quota con larea della fontana-girandola.
Particolare attenzione è stata posta alla questione dellaccessibilità per i portatori di handicap, i quali potranno fruire di tutti i luoghi del Parco.
Connessioni urbane
Altimetricamente la configurazione del Parco asseconda lorografia del luogo, ascendendo gradualmente, mediante una serie di terrazzamenti, dalla zona più a Sud verso la quota superiore settentrionale.
Laccesso al Parco dei Piccoli Angeli avviene in cinque punti (tutti dotati di dispositivi per labbattimento delle barriere architettoniche): quello principale è dislocato sul Corso Vittorio Emanuele III (lato Ovest), due sul Corso Vittorio Emanuele III lato Nord e due su via Giovanni XXIII.
Laccesso principale sul Corso Vittorio Emanuele III a quota m 460,73 s.l.m. segnalato dalla presenza di un muro rivestito in lastre di pietra lisciata recante la scritta Parco dei Piccoli Angeli, avviene mediante una gradonata che guadagna la quota ospitante il livello inferiore del Parco (m 464,01 s.l.m.): il parapetto di destra della gradonata di accesso potrà allocare un servoscala per il superamento delle barriere architettoniche, accolto nello spessore del muro e protetto da un pannello.
Tale scelta, dettata dalla necessità di superare il notevole dislivello tra la strada ed il primo terrazzamento (m3,28), nasce dalla considerazione che i portatori di handicap preferiranno probabilmente raggiungere il Parco mediante un autoveicolo, che potrà essere agevolmente parcheggiato nellarea che ospita laccesso settentrionale.
Laccesso settentrionale su Corso Vittorio Emanuele III, dunque, ospiterà unarea parcheggio per n. 10 automobili (di cui 2 stalli riservati ai portatori di handicap): da tale area si potrà raggiungere la quota del terrazzamento superiore del Parco percorrendo in discesa delle rampe o una scalinata.
La posizione degli accessi da via Giovanni XXIII – garantiti da scivoli e gradini – è, invece, suggerita dalla configurazione urbana della viabilità che si innesta su tale strada.
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