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Cazzago San Martino (BS), Italia

Nuova Scuola Materna di Cazzago San Martino

Eugenio Sagliocca, Anna Spadacini, Andrea Spazzini

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L’idea generatrice del progetto nasce dall’esigenza di appropriarsi del panorama che si vede a nord del lotto di progetto: la collina, la vegetazione, il castello… Si sono progettate grandi vedute sul panorama, cannocchiali che lo inquadrassero, “camere con vista” per avere esperienza del paesaggio e dello scorrere del tempo. Le aule, o “camere con vista” diventano parte di un tutto, grazie al volume che le racchiude. Si crea una promenade fisica e figurata tra le sezioni, gli spazi, i colori e le funzioni… un passaggio, un percorso, dalle aule dei micronidi, a quelle della scuola materna… fino anche alla scuola media. Tale percorso si svolge sia all’interno, tra gli spazi ricreativi, gli ateliers, gli angoli ricchi di avvenimenti, sia all’esterno sotto il porticato che inquadra i volumi colorati delle aule e diviene spazio didattico all’aperto, seppur protetto, essendo coperto. E’ il percorso immaginario della crescita, l’auspicio al cambiamento, la previsione dell’accrescimento delle esperienze e della persona. Il volume che unifica gli ambienti serve anche a separare e definire le funzioni e gli spazi; sono previsti due fronti: - uno più intimo, didattico, ameno; quello verso nord con le vetrate delle aule, e la successione di volumi colorati sul paesaggio - uno più tecnico, di rappresentanza; verso sud, anch’esso vetrato e adeguatamente schermato sugli spazi connettivi, chiuso e opaco in corrispondenza dei volumi tecnici; qui troviamo la pensilina che sottolinea l’ingresso all’edificio e l’inizio del percorso. E’ stata posta particolare attenzione al rapporto con l’esterno, con la vegetazione, con la naturalità; in particolare, pensando che i differenti punti di vista, la presa di coscienza delle diversità, apportino ricchezza e profondità, si sono progettati differenti modi di avvicinamento ed approccio al paesaggio: diretto, “esserci dentro”, scoprire le diversità, i colori, le forme, le mutazioni, i profumi, i materiali; il giardino è pensato come un elenco, una raccolta di differenti situazioni, spazi diversi e distinti per tipologia, materiali ed essenze… avremo un frutteto, dei giardini odorosi, uno di lavanda, un altro di rosmarino, uno ancora di timo… troveremo una sabbiera, una zona in legno ed una in cauchu… mediato, come all’ingresso, dove appena dopo la bussola che separa scuola materna e micronidi si trova un giardino appena fuori dalla parete vetrata che impedisce il contatto fisico, ma non la visione; così come tutt’in fondo allo spazio connettivo, verso la scuola media. indiretto, quando il contatto è distante e interrotto dalla presenza del porticato o della pensilina che permette di vedere il paesaggio solo da lontano, in modo distaccato, senza esserci dentro. I differenti modi di percepire l’intorno, il passare del tempo e delle stagioni, le variazioni della luce, saranno visibili e sperimentabili in ogni loro sfumatura. Sono state accuratamente scelte le scale delle aperture: le vetrate delle aule molto ampie per avere il più grande inquadramento possibile; tagli a misura di bambino nei setti laterali della pensilina, con inquadrature più mirate. La distribuzione architettonica rispecchia l’approccio pedagogico portato avanti nel “Reggio Approach” che nasce dall’esperienza del pedagogista Loris Malaguzzi. Tale approccio si basa sulla centralità del bambino nel processo educativo, promuove la formazione favorendo la maggiore integrazione tra tutte le forme del linguaggio e dell’espressività umane, auspica una scuola amabile dove lo scopo dell’insegnamento non è produrre apprendimento, ma produrre condizioni per l’apprendimento. Il tessuto connettivo di unione delle camere con vista diventa lo spazio distributivo e ricreativo, si incontrano angoli segreti, luoghi attrezzati, rigonfiamenti dello spazio. Anche qui si possono praticare le attività: ricreative, creative, grafiche, manipolative… ci saranno gli ateliers e i laboratori che potranno essere utilizzati dalle sezioni o solo da gruppi ristretti. La scuola diventa un percorso di laboratori permanenti, in cui il bambino potrà sperimentare, ricercare e accrescere le sue esperienze. Le sezioni sono fortemente connotate: spiccano volumetricamente dallo spazio connettivo, e i colori vivaci concorrono alla riconoscibilità e alla caratterizzazione dello spazio “aula”, così come le bucature, differenti in ogni volume per forma e posizione. Tali volumi assumono così una valenza ludica, ma anche didattica e sociale. Gli interni risultano particolarmente flessibili: l’aula potrà essere utilizzata nella sua totalità, o frammentata in spazi minori. Si potranno fare lavori o giochi di gruppo, ma anche ottenere spazi più a misura di bambino e differenziare la didattica della sezione in base alle diverse individualità e in distinti sottogruppi. Anche la disposizione dei servizi igienici ha una motivazione pedagogica e didattica: il bagno è visibile dall’aula (e controllabile dall’insegnante) e diventa spunto per la pratica delle regole dell’igiene e per il rispetto e la conoscenza del corpo. La grande altezza delle aule (in particolare, ma di tutto l’edificio in generale) permette di ottenere comfort acustico senza interferenze né intralcio, e la gestione ottimale delle intercapedini per i passaggi tecnici.

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