© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
Premessa
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
Il progetto elaborato per il concorso mira a stabilire una stretta relazione/integrazione tra l’immagine architettonica suggerita per la struttura, le strategie in materia di sostenibilità dell’intervento e, infine, le istanze funzionali, in ragione della flessibilità che, per la vocazione sperimentale dell’intervento, rappresenta un momento fondativo dei contenuti del bando. Il raggiungimento di tale obiettivo prioritario non ha potuto prescindere dall’analisi e dalla ricerca di progetti e costruzioni che adottano soluzioni di tipo innovativo, in tale ambito. Nel contesto italiano i risultati di questo studio, hanno permesso di rilevare, a meno di rare eccezioni una carenza progettuale nella ricerca dell’armonia tra le scelte formali, tipologiche, distributive e tecnologiche la realizzazione di strutture polivalenti. Nel tentativo di raggiungere questa armonia sintetizzabile in una possibile “integrità della forma” risiede il senso del nostro progetto. Occorre precisare come, in assenza di un’indicazione specifica del bando in merito alle dimensioni del complesso, il progetto sia stato elaborato al fine di rispondere nella maniera più esaustiva alle richieste funzionali. La natura e i criteri con cui sono state condotte le scelte progettuali possono permettere di misurare la proposta sotto il profilo dimensionale, e conseguentemente sotto quello dei costi di costruzione, in maniera tale da ridurne la consistenza senza pregiudicarne l’immagine.
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
La Proposta generale tra programma e contesto
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
L’oggetto del concorso prevede l’elaborazione di un progetto per una struttura, come detto, di tipo polivalente, in grado di ospitare eventi tra loro differenti, quali congressi, convention, fiere, mostre, eventi sportivi e manifestazioni, misurata per un’utenza di circa cinque-seimila persone, inserita in un contesto di una vasta area ex-industriale in corso di riqualificazione connotata ai margini dalla presenza di elementi di qualità e pregio sotto il profilo ambientale e vegetazionale. I contenuti e le specifiche del bando hanno suggerito un approccio progettuale di carattere “speculativo” basato su un pensiero che si sviluppa liberamente e autonomamente, in forza delle pure leggi razionali del suo funzionamento. La necessità di interrogarsi sul tema cui si è chiamati a dare risposta e l’interpretazione delle istanze funzionali hanno imposto l’annullamento di ogni forma apriori, proprio perché la forma potesse darsi più liberamente, collocandosi in un ipotetico punto di sospensione tra il progetto di architettura e un’operazione di Landmark ovvero di progettazione del paesaggio. La proposta si basa quindi sulla riflessione circa il tema dello spazio pubblico e sulla nozione di evento, diretta alla comprensione e alla trasposizione nelle azioni progettuali del sistema di relazioni che si instaurano tra quest’ultimo (l’evento) e lo spazio urbano di pertinenza. In particolare le considerazioni che hanno definito i criteri generatori del progetto hanno riguardato lo studio dei modi di socializzazioni cui i differenti eventi sottendono, l’analisi dei ritmi che essi impongono al fine di raggiungere lo scopo, prefigurato dal bando, di soddisfare le esigenze di realizzare una sede che si costituisca come polo di attrazione. In questo senso devono essere lette non solo le scelte tipo-morfologiche, indirizzate verso un immagine fortemente rappresentativa, ma anche il rigore della struttura, le scelte tecnologiche mirate alla semplificazione della gestione dello spazio interno e delle fasi realizzative. Le scelte progettuali si sono orientate, quindi, verso una complessità rimessa alle numerose e variabili possibilità di articolazione dello spazio interno piuttosto che alla complicazione della forma.
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
Le soluzioni morfologiche, tipologiche e distributive
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
Per garantire i requisiti che il bando richiede per il manufatto, con particolare riferimento a quello della polifunzionalità, è stato necessario affrontare congiuntamente le tematiche legate alle scelte morfologiche, tipologiche e distributive. Queste scelte, incidendo l’una sulla formulazione dell’altra, concorrono a pari titolo alla auspicata armonia tra forma e funzione. Il primo obiettivo del progetto è stato quello di ipotizzare una soluzione architettonica per il complesso che garantisse rappresentatività e riconoscibilità all’intervento senza che questo, tuttavia, a fronte dalla ampia superficie richiesta per soddisfare i requisiti funzionali, risultasse invasivo verso il paesaggio. Un segno urbano in grado di rendersi riconoscibile, lasciando riconoscibilità e autonomia espressiva anche agli edifici e agli spazi urbani circostanti. L’immagine che si propone di offrire al visitatore è quella, pertanto, di una superficie (avente uno spessore “tecnologico” relativamente contenuto) leggermente sollevata dal suolo e lievemente inclinata rispetto al piano esterno di riferimento, il cui estradosso, totalmente praticabile, si configura come ulteriore spazio a servizio del complesso. Il significato di questa scelta, in prima istanza, è quello di recuperare e restituire ai fruitori dell’area la porzione di superficie che, in ogni architettura, viene impegnata dalla giacitura stessa di un edificio, rendendola, di fatto, pedonale. L’area si presenta, pertanto, interamente fruibile; uno spazio pubblico aperto al servizio dell’edificio oggetto di concorso, ma anche del sistema di spazi già in essere rispetto ai quali dovrebbe rappresentare un naturale elemento di completamento. La natura del paesaggio permette a quest’area, individuata dalla proposta, di configurarsi, altresì, come luogo dello stare e al contempo punto di osservazione privilegiato. Al fine di ottenere questa immagine di tipo unitario è stato necessario operare un’azione di scavo che perimetrasse, marcandolo, lo spazio al coperto per lo svolgimento degli eventi richiesti. Questo si configura come un invaso altamente flessibile, liberato dagli elementi strutturali che sono posti al suo esterno, una superficie che si raccorda a quella esterna lungo i lati trasversali mediante piani che, provvisti di inclinazione congrua, consentono di porre lo spazio interno e quello esterno in continuità fisica, fruitiva e percettiva. La tipologia dell’impianto è improntata ai criteri di massima linearità, per aprirsi di fatto ai futuri, differenti impieghi; un invaso di forma rettangolare cui è possibile accedere da un sistema di percorsi di differente tipo, opportunamente disposti lungo le superfici che lo delimitano, al fine di poterne consentire una efficace fruizione in rapporto alle dinamiche che di volta in volta dovrà accogliere. Lo studio dei flussi e dei percorsi, la cui collocazione perimetrale concorre al disegno unitario dello spazio interno come invaso privo di ogni impedimento fruitivo e percettivo, presenta caratteristiche tali da poter favorire l’uso dell’impianto anche in occasione di eventuale contemporaneità di manifestazioni al suo interno. Lungo i lati maggiori del rettangolo che configura il disegno dell’impianto vanno a collocarsi gli ambiti di servizio e supporto al funzionamento del complesso mentre le attività complementari a esso trovano collocazione in un volume soprastante la copertura. Questo volume, che non si pone mai percettivamente in contatto con la linea disegnata dal piano inclinato dell’edificio, si configura sotto il profilo formale come un elemento che ne consente di percepire la misura, una sorta di eccezione che, sotto il profilo funzionale consente di individuare la collocazione degli accessi principale lungo i fronti longitudinali.
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
Le caratteristiche tecnologiche e le scelte dei materiali
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
Le scelte tecnologiche e costruttive rispondono anch’esse ai criteri di sintesi che il progetto propone. La ricerca di un immagine fortemente espressiva è conseguita attraverso l’uso di una struttura ordinaria in acciaio a campata unica di tipo reticolare sostenuta perimetralmente da un sistema composto da un congruo numero di esili pilastri ancora in acciaio la cui giacitura è opportunamente ritmata al fine di conferire al piano la auspicata leggerezza. L’articolazione dell’apparentemente casuale disegno di questi sottili sostegni permette di eludere l’immagine di rigida staticità che potrebbe generare una massiccia struttura puntuale, attraverso il dialogo che essa instaura con la vetrata retrostante che delimita lo spazio interno. Il piano, elemento centrale del progetto, acquista una consistenza tale da poter permettere, all’interno dello spessore strutturale necessario per colmare la luce dell’edificio, la distribuzione di tutta l’impiantistica strutturante il funzionamento dell’edificio. L’intradosso del piano è interamente rivestito da un grigliato tecnico che, oltre a garantire una semplice manutenzione della complessa impiantistica che la tipologia dell’intervento richiede, assolve alla funzione di flessibile superficie per la collocazione degli apparecchi illuminanti e di tutti quegli elementi che la pratica dell’utilizzo dovesse rendere necessari per lo svolgimento delle manifestazioni. La suggestione che tale superficie trasmette è essere assimimilabile a quella di un grande teatro di posa, metafora dello spazio per eccellenza destinato ad accogliere differenti, mutevoli e cangianti scenari al suo interno. La composizione dello spazio interno è tale da garantire sotto il profilo dei rapporti dimensionali un efficace riscontro nella determinazione dei requisiti acustici. La consistenza e la natura dei materiali potrà essere determinata in un successivo momento di approfondimento.
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
I criteri di flessibilità
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
Il tema della flessibilità è stato affrontato sotto una duplice valenza. In primo luogo è stato adottato un criterio generale per il disegno dello spazio dell’edificio vero e proprio tale da potersi adeguare a una maggiore definizione dei caratteri dimensionali e di costo che in questa fase il bando volutamente non definisce, mantenendo integra la suggestione dell’immagine che propone. Il secondo grado di flessibilità è legato, invece, alle modalità di utilizzo dello spazio interno. Di seguito si riportano degli schemi esemplificativi delle possibili soluzioni di disegno dello spazio interno. Tali schemi, stante la natura “neutra” dello spazio interno possono considerarsi non esaustivi delle ulteriori variabili di allestimento.
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.
© Alfonso Giancotti-NOOS . Published on October 30, 2010.