© Michele Giardullo . Published on September 06, 2011.
La proposta della soluzione progettuale di rigenerazione dell’area dismesse di Via della Stazione nel Comune di Atena Lucana, tenta di considerare coerentemente le caratteristiche intrinseche dell’area con un “ascolto del territorio” diretto e sensibilmente concreto.
© Michele Giardullo . Published on September 07, 2011.
Una valutazione di fattibilità del progetto della “Nuova Piazza Urbana” collocata in un sistema di trasporto alternativo, rappresenta un intervento di tipo architettonico, ma coerentemente integrato in un sistema di interventi di micro-urbanistica, che tentato di creare una sorta di “città diffusa”, che comprende tutta quella fascia territoriale relativamente lontana dalla attuale “attività cittadina”; lontana dall’insediamento storico originario della Città di Atena; lontano da qualsiasi possibile dinamica di sviluppo sostenibile.
© Michele Giardullo . Published on September 07, 2011.
L’area dismessa di Via della Stazione, ha rappresentato storicamente un punto di interscambio-logistico, non tanto per la fruizione locale, quanto per una rete interconnessa a tutte le unità urbane del Vallo di Diano. Per questa vocazione fortemente comunicativa che la città di Atena ha custodito nel corso degli anni, l’area scelta ricade all’interno di questo Comune della Provincia di Salerno.
© Michele Giardullo . Published on September 07, 2011.
La ex-stazione di Atena Lucana è collocata nella frazione di Atena Scalo, sorta proprio dopo la costruzione della linea ferroviaria. Sul sito, sono tuttora presenti, i due edifici che assolvevano la funzione di elementi di fruizione per i passeggeri; sul lato est è collocato ancora integro, l’edificio delle Ferrovie Calabro Lucane, delle quali Atena era capolinea, di un breve tratto a scartamento ridotto, che conduceva proprio a Marsico Nuovo. Sul lato est dell’area è collocato invece l’edificio di minore metratura, della ex-stazione della linea Sicignano del Alburni-Lagonegro.
© Michele Giardullo . Published on September 07, 2011.
Lungo l’asse nord-sud dell’area dismessa, corrono le direttrici degli assi delle ex ferrovie, che risultano tuttora integre,ma ovviamente in disuso. La distinzione dalle due ex-linee ferroviarie è chiaramente leggibile, mentre il tratto Sicignano-Lagonegro è caratterizzato da una coppia di binari che coprono buona parte dell’area d’intervento e che costituiscono il disegno generatore per la definizione di fasce tematiche, caratterizzate da funzioni specifiche. Parallelamente ad essi, si legge l’asse del binario
© Michele Giardullo . Published on September 07, 2011.
La localizzazione delle abitazioni in provincia regionale segue una ripartizione per tipologia costruttiva da quale emerge un dato pesante ovvero che il 70 % del patrimonio costruito appartiene ad epoche anteriori all’emanazione e soprattutto all’applicazione della normativa sul risparmio energetico.
© Michele Giardullo . Published on September 07, 2011.
L’asse viario della via Stazione costituisce la direttrice lungo la quale si dislocheranno le funzioni della nuova configurazione spaziale dell’area dismessa. Una prima considerazione è relativa al ruolo che l’ex stazione di Atena Lucana ha rappresentato nel corso degli anni; così come, per il periodo di attività delle ferrovie calabro-lucane, e delle ferrovie FS, il luogo costituiva un punto di interscambio per merci e passeggeri, allo stesso modo il progetto tenta di conservare una vocazione nodale necessaria per il coordinamento della fruibilità e dell’accessibilità al parco lineare.
© Michele Giardullo . Published on September 07, 2011.
La via Stazione divide fisicamente la piazza in due ambiti: sul lato est trova spazio l’edificio sede in origine delle ex ferrovie Calabro-Lucane la cui costruzione risale all’inizio del ‘900 e che conserva tuttora caratteristiche formali architettoniche degne di un recupero qualitativo. Per tale edificio il progetto prevede una rivitalizzazione e in termini funzionali, e in termini formali; qui si colloca la sede territoriale del parco tecnologico, allo scopo di creare una prima connessione con l’intervento a scala macro del Parco Lineare.
© Michele Giardullo . Published on September 07, 2011.
Ecco che, il mosaico agricolo, detta la legge geometrica per la definizione della nuova piazza urbana. I blocchi di porfido, tentano di riproporre così un disegno geometrico già conosciuto, familiare; il tessuto naturale che entra in un tessuto non ancora definito. Da queste considerazione, che in maniera evocativa creano una cucitura tra il passato e il futuro di una parte del territorio, nasce il “concept” architettonico per la strutturazione del nuovo edificio.
Il progetto architettonico sviluppa così l’idea di realizzare un edificio partendo da una misura modulare, che pur mantenendo i rapporti matematici formali, possa svolgere funzioni diverse e riproposto negli altri ambiti individuati di Polla, Sala Consilina, Padula e Montesano sulla Marcellana. L’edificio più a nord conserva una vocazione più propriamente turistica assumendo un ruolo di “accoglienza” per i fruitori, che possono rilassarsi nel punto ristoro de questo elemento modulare.
L’edifico più a sud,ma comunque adiacente al primo modulo, di altezza pari a 6 metri, conserva una funzione più propriamente turistica, mentre l’elemento modulare più alto di 3 metri, diventa il punto culturale dell’intervento, al cui interno ha sede il “Museo delle Ferrovie”. due edifici sono relazionati da una piastra rialzata di 4 metri, dalla quota zero, che crea uno spazio aperto che diventa un punto osservatorio sul parco agricolo circostante. La terrazza è caratterizzata de bucature di forma circolare di diverse dimensioni, allo scopo di rendere, almeno visivamente più leggera, la terrazza panoramica. Essa è sostenuta da una serie di pilastrini, che si dispongono secondo un disegno fortemente organico, quasi a richiamare in maniera evocativa, tronchi di alberi che entrano così nell’elemento costruito.
Gli edifici modulari sono costituiti da una struttura portante in acciaio, alleggerita da pareti vetrate basso emissive con finiture satinate acidate, che affacciano da un lato sulla nuova piazza urbana, dall’altra sull’area riqualificata della linea ferroviaria, oltre che sul parco agricolo. Il rivestimento esterno delle facciate di entrambi gli edifici, è in acciaio Cor-Ten laminato a caldo, scelto per la sua tonalità calda, che si adatta bene all’interno del contesto.
Così come la natura contamina intensamente il nuovo costruito dell’area, allo stesso modo la ferrovia entra consapevolmente all’interno dell’edifico modulare, in particolare nell’edifico asserito a “Museo della ferrovia”, consolidando in questo modo il rapporto con la memoria storica del luogo.