planimetria generale
© Giuseppe De Gianni . Pubblicata il 12 Novembre 2010.
CRITERI E MOTIVAZIONI DELLA PROPOSTA PROGETTUALE
inserimento ambientale
© Giuseppe De Gianni . Pubblicata il 12 Novembre 2010.
CONTESTO _ L’area d’intervento è costituita dal piazzale di una cava di pietra dismessa situata in località Lacugnano, frazione del comune di Perugia a circa 4,5 chilometri a sud-ovest del centro. La cava insiste sul fianco di un colle di modeste dimensioni, il Monte Lacugnano, che per la sua conformazione allungata in senso NO-SE funge da protezione naturale per la frazione di Lacugnano sia per quanto riguarda i venti dominanti sia per l’intenso flusso veicolare urbano che scorre lungo il raccordo autostradale di Perugia. L’area complessiva della cava misura nella sue estensione massima all’incirca 250 m di lunghezza e 200 di larghezza con un dislivello che varia dai 303 ai 366 m s.l.m. La zona prescelta per la realizzazione del complesso residenziale, orientata approssimativamente in senso NE-SO, comprende la parte del piazzale più esterna con forma trapezoidale e dimensioni massime di 95×75 m per una superficie di 5410 mq. L’area è pressocchè pianeggiante attestandosi su un’altitudine di circa 303 m s.l.m. tranne che per una fascia di terreno posta sul confine a SE che si innalza leggermente fino a 307 m. A nord est del luogo di progetto è situato l’insediamento di Lacugnano costituito per lo più da un serie di edifici condominiali isolati di recente costruzione orientati approssimativamente in senso NE-SO. A sud est della cava il carattere prevalente del tessuto urbano è dato dalla presenza di alcune villette isolate disposte sul fianco della collina. A sud ovest si apre, infine, la valle del Tevere caratterizzata da una trama frammentata fatta di terreni coltivati, insediamenti abitativi e industriali. Il margine sud del lotto è lambito dalla strada Lacugnano-Ellera.
SUGGESTIONI _ La proposta progettuale per la realizzazione del complesso edilizio ha origine proprio da questa specifica situazione ambientale. Anni di attività estrattiva connotati da una forza invadente e demolitrice hanno creato una sorta di isola artificiale e primordiale in cui il mondo esterno sembra più lontano del reale. Il sensibile intervento di rinaturalizzazione seguito alla dismissione della cava ha accentuato queste caratteristiche di isolamento: la polvere ed il fragore proprie dei lavori di estrazione hanno lasciato il posto alla quiete ed al benessere di una vegetazione che con il passare degli anni diventa sempre più presente. Le pareti di roccia nuda private dello stato superficiale di terreno si stagliano come ciclopici muraglioni e dialogano, attraverso un linguaggio composto di cromatismi, proporzioni e volumi, con gli altri elementi primordiali costituiti dal cielo e dalla vegetazione. Il tema della casa diventa ulteriore e stimolante occasione di riflessione; ed è così che una serie di alloggi a carattere sperimentale e una piccola comunità ideale che li abiterà è l’ideale quadratura del cerchio. Le modalità architettoniche adoperate per configurare gli edifici di progetto sono quelle che alludono ai blocchi di pietra appena sbozzati che giacciono nelle cave in attesa della destinazione finale. Potenti volumi che si ergono quasi a ricordare un passato non troppo lontano in cui masse di lavoratori affollavano l’area. Forme forti, regolari e geometriche danno vita ai corpi degli alloggi che si muovono in modo articolato per caratterizzare l’intero complesso. Una varietà costituita da corpi che aggettano e si ritraggono, sono scavati e fuoriescono quasi a materializzare un anima del luogo che non si è mai persa completamente.
INSERIMENTO AMBIENTALE _ L’introduzione degli alloggi in questo contesto avviene non per contrasto ma per accostamento, di forme e di colori, attraverso un dialogo attento e sensibile al delicato equilibrio dell’intorno. L’organismo abitativo, pur mantenendo la propria individualità e non indulgendo ad un facile mimetismo, non offende il luogo ma si integra attraverso geometrie semplici e mai banali; piuttosto che imporre, assecondano, ricuciono una trama che il tempo ha interrotto. Sono bandite grandi superfici continue che impediscono la visuale, si preferiscono forme spaccate che si interrompono, mutano angoli e direzione lasciando intravedere la vegetazione retrostante, rigogliosa e presente. I muri degli edifici non hanno carattere monumentale ma attraverso la loro trama materica assumono i riflessi ed i colori del paesaggio circostante. Il sistema dei flussi pedonali e carrabili si adegua a questa filosofia. I percorsi seguono l’andamento sinuoso dato dalla conformazione della cava e a livelli differenti abbracciano l’intera area. In questo modo la zona centrale diventa un grande piano permeabile e verde su cui si adagiano i nostri alloggi.
PRINCIPI ORDINATORI _ Le logiche sottese alla composizione formale del complesso edilizio seguono alcuni principi di base senza peraltro irrigidirsi pedissequamente nella loro osservanza. Esse si fondano sui requisiti ed i limiti delle strutture intelaiate in legno, sulle suggestioni descritte in precedenza, sulle prescrizioni contenute nel bando in merito alla superficie ed al numero degli alloggi. Considerate le dimensioni del lotto si è scelto di attenersi alla quantità minima di abitazioni previste, cioè 12, e di differenziarle progettando due tipologie diverse: il simplex e il duplex. Questa distinzione ci ha permesso di avere una flessibilità maggiore nel processo aggregativo dei moduli in modo da ottenere una varietà di soluzioni che non ha solo valenza formale ma possiede anche indubbi vantaggi dal punto di vista sociale. Pur mantenendo un carattere unitario il complesso edilizio si configura come un organismo che offre mutevoli prospettive e favorisce una visione stimolante e autentica. L’orientamento complessivo prescelto per l’insieme abitativo è quello est-ovest sia per la particolare conformazione del lotto sia per massimizzare l’apporto della radiazione solare. Ad una lettura più attenta la realtà, come al solito, si rivela più ricca e variegata. Il blocco non è unico ma si frammenta per adattarsi alle esigenze concrete. Sul lato est, nella parte mediana del lotto d’intervento, sono stati posizionati i 4 duplex a schiera, nella parte centrale due cubi isolati accolgono 6 alloggi simplex, ad ovest un ulteriore edificio contiene altri 2 simplex. L’equilibrio compositivo degli edifici possiamo ritrovarlo nello spostamento e slittamento delle unità elementari dei corpi di fabbrica che si guardano ma non si toccano; così come i due corpi centrali che si distanziano sensibilmente e ruotano aprendosi verso il cuore della cava. Oltre a questa logica complessiva ogni singolo isolato ha un particolare ma sempre controllato dinamismo. Le forme al loro interno slittano su piani di frattura predeterminati, si inclinano su angoli precisi, arretrano ed avanzano in molteplici direzioni. La “pelle” degli edifici partecipa a questa processo; le lastre che la compongono si differenziano per grandezza e colore senza perdere quella tonalità che le accomuna alla roccia nuda di cava. Le coperture degli edifici, enfatizzando la loro funzione protettiva, crescono rispetto alle dimensioni abituali, si trasformano in grandi cappelli, i “coppoloni”, e contengono altre funzioni.
IMPIANTO ORDINATORE E CONTESTO _ L’ambito in cui andiamo ad operare è particolare in quanto pur trovandoci in un ambiente relativamente urbanizzato la peculiare conformazione della cava allenta in maniera notevole i legami con il tessuto abitativo circostante. La strada a scorrimento veloce che lambisce il margine sud del lotto rafforza ancora di più questo carattere di isolamento che se dà un lato ha molteplici aspetti positivi, dall’altro può impoverire l’intervento di progetto. Si è quindi pensato ad una rete di relazioni diverse che superi le semplici problematiche di accesso, circolazione e parcheggio.Un grande segno rosso appare nel cuore della cava. Una passerella pedonale sopraelevata, attraversa l’area di progetto, si incunea tra i corpi centrali dell’intervento, diventa piazza sospesa. Superati gli edifici centrali la passerella, dividendosi in due parti, prende direzioni opposte, verso est e verso ovest e finisce la sua corsa sui versanti della cava, intercettando il sistema di percorsi pedonali e ciclabili. Il segno diventa elemento caratterizzante ed unitario che si può espandere e diramarsi diventando una sorta di nervatura dell’intera area. Il sistema di aggregazione studiato per il lotto di progetto può infatti ripetersi nell’area contigua dando carattere omogeneo e organico all’intera zona, così come prescritto anche dal P.R.G. del comune di Perugia (cfr. Tuna, CE57, CE58). Gli edifici e la passerella poggiano su una superficie dal carattere poliedrico; infatti è sensibile agli elementi con cui interagisce. Pertanto si rialza e configura un basamento lapideo in corrispondenza dei blocchi degli alloggi, diventa permeabile e genera orti, giardini, sentieri negli spazi intermedi, si spacca e si frammenta nella piazza d’ingresso ad accogliere alberi, panchine, specchi d’acqua, fontane. L’obiettivo è quello di creare un’architettura ricca di stimoli e suggestioni attraverso colori, forme, volumi bilanciate ed armoniche in grado di instaurare un continuo dialogo con l’ambiente circostante.
TECNICHE DELLA BIOARCHITETTURA E DEL RISPARMIO ENERGETICO _ L’edificio “funziona e vive”. Le qualità formali di un edificio dipendono anche dalle sue ragioni funzionali e contestuali, dalla sua organizzazione interna, dalla sua attitudine a modificarsi a causa delle condizioni ambientali e fisiche. Un edificio funziona e soddisfa i bisogni di chi lo abita e mostra le sue potenzialità espressive formali ed architettoniche divenendo un sistema integrato di attività compositive rivolto a soddisfare la triade vitruviana in un insieme sostenibile. Il concetto che gli edifici vivono è una considerazione basilare, da cui è stata sviluppata la ricer¬ca per ottenere ambienti in cui si possa abitare e lavorare nelle migliori condizioni di benessere possibili, coniugando, inoltre, soluzioni tecnologiche che permettano l’ottimizzazione dei consu¬mi energetici. Il modo in cui essi si rapportano agli agenti atmosferici esterni e modificano di conseguenza le condizioni microclimatiche interne attraverso il loro involucro, può portare a condizioni di vivibilità molto differenti. Un’architettura sostenibile è una costruzione intelligente, utilizza la natura senza preconizzarla, attuando principi di rinnovo e recupero ambientale, di salvaguardia e di maggiore efficienza. Essa assicurando il comfort con l’intelligenza delle soluzioni progettuali e minimizzando lo spreco delle risorse naturali si pone come un intervento ad “Elevata Qualità Ambientale”. Queste logiche sono oggi condizioni di necessità, non solo per ogni trasformazione fisica dello spazio, ma soprattutto per ripensare comportamenti e modi di abitare. E’ stata posta attenzione all’impiego di materiali e prodotti di cui siano note le caratteristiche; è stato valutato il contesto climatico e ambientale, l’orientamento degli ambienti, il controllo del flusso termico, l’uso di materiali isolanti ad accumulo termico, la conservazione del calore, l’irraggiamento solare, il risparmio energetico. Ci si è proposto l’obiettivo del “diritto al sole”, di risparmio della risorsa naturale acqua, del raggiungimento di adeguati livelli di benessere ter¬moigrometrico, specie con riguardo alla qualità dell’aria e al raffrescamento estivo e di prote¬zione contro il rumore. Le “strategie energetiche” adottate per raggiungere tali obiettivi sono le seguenti:
STRATEGIE PER L’OTTENIMENTO DI UN EPci PARI A 25 KW h/mq anno _ Le principali strategie adottate per il contenimento dei consumi energetici sono: - orientamento ottimale dell’edificio in base alle geometrie solari del luogo; - sistemi a guadagno diretto (prevalenza di superfici vetrate a sud) - uso di collettori solari per la produzione di acqua calda - un involucro edilizio ad elevato isolamento termico utilizzando strutture opache con trasmittanza pari a circa 0,21 W/mq°K e strutture trasparenti con trasmittanza pari a 1,1 W/mq°K; - utilizzo di pompe di calore geotermiche (Ground Coupled Heat Pumps); - adozione di un sistema di “ventilazione dolce” per l’aria di rinnovo con recuperatore di calore.
CARATTERISTICHE FUNZIONALI _ Il bando di concorso prevede la realizzazione di almeno 12 alloggi la cui superficie utile fosse pari a 95 mq calcolata secondo la normativa del Regolamento Regionale 9 febbraio 2005, n. 2. La suddivisione degli alloggi è dettata essenzialmente dalla dimensione massima di superficie prescritta dal bando e dalla scelta di adottare un sistema costruttivo con struttura e tamponamenti in legno. Ulteriore caratterizzazione è data inoltre dalla tipologie abitative, il simplex ed il duplex, i quali pur essendo sostanzialmente simili nelle dotazioni spaziali nondimeno presentano alcune interessanti differenze. Gli alloggi sono stati pensati per un nucleo familiare che va dalle quattro alle cinque persone.
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